L'avvocato Marco Trivisonne del Foro di Foggia e il geometra Alfonso Sansone, professionisti di comprovata esperienza già interessati in numerose vicende legali espropriative relative alle energie rinnovabili (eolico e fotovoltaico), sono stati incaricati della rappresentanza e difesa di alcuni proprietari terrieri coinvolti nelle procedure di esproprio attivate separatamente e quasi contestualmente da ANAS e Provincia di Foggia per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali.
Le procedure di esproprio riguardano rispettivamente la SS 89 "Garganica" - Lavori di razionalizzazione della viabilità di San Giovanni Rotondo e realizzazione dell'asta di collegamento da San Giovanni Rotondo al capoluogo Dauno - 1° Stralcio Manfredonia (km 172+000) – Aeroporto Militare di Amendola (km 186 + 000), opera cantierizzata da Anas, e la Ciclovia turistica nazionale adriatica percorso Chioggia (Venezia) – Gargano, tratti nel territorio della Regione Puglia Provincia di Foggia – Asse Lesina – Manfredonia. Comuni di Apricena, Manfredonia, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Severo, opera promossa dalla Provincia di Foggia.
I proprietari terrieri si sono visti avviare una doppia procedura di esproprio, sia da parte di ANAS che della Provincia di Foggia, un fatto che aggrava ulteriormente i danni subiti oltre che le preoccupazioni per il futuro delle proprie attività. I professionisti incaricati, avvocato Trivisonne e geometra Sansone, forti della loro competenza, stanno stimando i danni complessivi e hanno attivato la procedura di arbitrato per ottenere una valutazione indipendente e contestare le stime iniziali, oltre che valutare la legittimità della procedura e delle soluzioni progettuali scelte dagli enti.
Un aspetto particolarmente critico riguarda gli espropri di uliveti. L'avvocato Trivisonne ha evidenziato come “Questi espropri, soprattutto se fronte strada, non solo privano i proprietari di una parte significativa del loro terreno, ma deprezzano anche i terreni restanti, scoraggiano investimenti programmati, generano vincoli di inedificabilità, provocano scomodità di accesso e alterano l'equilibrio economico delle aziende agricole”.
Il geometra Sansone ha aggiunto: “Le stime iniziali dei danni ci sembrano sottostimate, soprattutto per quanto riguarda gli uliveti superintensivi. Abbiamo attivato una procedura di arbitrato per ottenere una valutazione più precisa e contestare le stime iniziali, tenendo conto di tutti i fattori di danno, compreso il deprezzamento dei terreni limitrofi e le conseguenze negative sull'attività agricola”.
Un'ulteriore criticità riscontrata è la mancata apertura al dialogo da parte di ANAS. Nonostante le reiterate richieste bonarie da parte delle ditte espropriate, ANAS non ha mai mostrato disponibilità a rideterminare gli indennizzi proposti, lasciando ai proprietari terrieri la sola alternativa di ricorrere alle vie legali.
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