Pensionato e invalido per servizio nell’Arma: Michele Bonsanto si ritrova con 42 euro nella pensione di marzo

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

A volte lo Stato, in merito ai tre poteri, assume atteggiamenti sperequativi. Se dà la possibilità di poter “rottamare” cartelle esattoriali e consentire il rientro del debito a imprenditori e/o aziende – senza entrare nel merito del “perché” è maturato un debito nei confronti dello Stato, anche se spesso è relativo ad omissione di tasse o di evasione fiscale – perché non farlo anche nei confronti di lavoratori dipendenti o pensionati – che hanno il sostituto d’imposta – nel momento in cui lo Stato vanta un credito? Credito, alla fine, nemmeno fatto maturare dal pensionato ma dai “tempi tecnici” in cui l’Inps, in questo caso, deve recuperare l’Irpef, mentre invece lascia il pensionato con 42 Euro da “gestire” per tutto il mese di marzo? È la paradossale situazione segnalata a l’Attacco dal foggiano Michele Bonsanto, pensionato e invalido in servizio (è rimasto ferito in un conflitto a fuoco) dell’Arma dei Carabinieri. “Nel visionare il cedolino delle competenze del mese di marzo mi sono visto un importo netto di 42 euro. Attraverso l'Inps di Foggia - comunicazione avvenuta per telefono - mi è stato detto che dal mese di gennaio 2024, e per 4 mesi, non mi è stata tolta l'Irpef ed è stata recuperata in una sola soluzione (1.132 Euro), perché sono rientrato dalla Tunisia e l’Inps ha impiegato vari mesi per aggiornare la tassa. Ma tutto ciò non è imputabile al sottoscritto – ha continuato Bonsanto – e se i tempi di adeguamento fiscale sono lunghi non è certo dipeso da me. Pertanto nel conguaglio di marzo 2025 mi sono stati tolti 1.132 Euro. su una pensione già misera, lasciando un invalido con 42 Euro”. 

Michele Bonsanto ha esposto con chiarezza l’accaduto e, pur consapevole del fatto che l’Irpef la deve versare, ciò che chiedeva, e chiede, legittimamente: “Perché non mi è stata fatta una comunicazione, un preavviso, con il quale mi veniva richiesto l’importo? Avrei avuto tempo per poter chiedere un piano di rateizzazione; l'Inps perché ha accettato dal fisco questa trattenuta? Come faccio a pagare l'affitto, tutte le utenze, le medicine di cui ho bisogno? Questi sono metodi da paese civile?”. 

Ed ancora, avendo dignità da vendere, da uomo, da carabiniere e da invalido in servizio: “A marzo, dovrò spiegare al padrone di casa, sperando che capisca, che non potrò pagare l’affitto (la pensione non mi ha consentito di tenere somme da parte, anche per tristi vicende personali). Come farò a pagare le utenze domestiche? Come pagherò le medicine che mi occorrono per necessità? Personalmente mi vergogno a chiedere soldi ai miei figli e nemmeno posso andare alla Caritas”. 

La storia di Michele Bonsanto, non è l’unica in Italia, perché il pensionato foggiano, ex carabiniere, ha preso contatti con altre persone. “Sono rientrato in Italia a fine gennaio 2024, dalla Tunisia dove vivevo, per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico a Foggia. Mi sono recato al Comune ed ho esperito le comunicazioni di mia competenza. A quel punto, dopo gli iter istituzionali, l’Inps mi ha detratto l’Irpef da maggio 2024. Aspettavo che, come si dovrebbe in uno Stato equo, mi venisse chiesto un piano di rientro – ripeto non son dipesi da me i quattro mesi di ritardo per le detrazioni – per versare il dovuto e restare con una somma che mi consentisse di vivere degnamente mensilmente, anche perché – ha spiegato Bonsanto – se la memoria non m’inganna, per un pensionato la somma di un migliaio di Euro è dovuta. Da buon contribuente, non metto in dubbio che ci sia l’Irpef da versare ma, almeno, che fosse rateizzata. Oltre al fatto che non è dipeso da me la lungaggine burocratica, per arrivare al conguaglio, ribadisco. Non potevo crederci quando, nel visionare il cedolino della pensione, mi sono visto accreditare un importo netto di 42 Euro”. 

Ma Bonsanto, ha provato a venirne a capo: “Ho chiamo il call center, ho parlato con vari operatori più volte, ma nessuno m’ha saputo dire nulla. Ho contatto vari studi legali ma, anche in questo caso, non ho avuto risposte concrete. Mi sono recato presso il Caf, hanno ascoltato la mia storia e inviano una e-mail all'Inps chiedendo chiarimenti. Nel frattempo ha scritto alle direzioni dell'Inps di Arezzo (vivo un paese in provincia) e Foggia ma senza riscontro. Ritorno al Caf e l'impiegata m’ha detto che come risposta, l'istituto le ha inviato solo il cedolino del mio stipendio senza aggiungere altro. Ho ricevuto una telefonata dall'Inps di Foggia e la funzionaria, con voce pacata, m’ha spiegato che nei primi 4 mesi dell'anno 2024, non mi è stata detratta l'Irpef, perché ritornato dalla Tunisia occorrevano vari mesi per aggiornare lo stipendio – ha concluso Bonsanto -. Ma tutto ciò, spero, non possa accadere più a nessuno ed ecco perché mi son rivolto a l’Attacco, per sperare che si regolamenti al meglio la questione, per il futuro”.  

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet