Manfredonia, Comune verso uscita anticipata dal piano di riequilibrio ma c’è chi vuol far fuori la dirigente

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Il 2026 potrebbe portare al Comune di Manfredonia un magnifico risultato: l’uscita anticipata dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale. La scorsa settimana il sindaco Domenico la Marca, l’assessora al bilancio e vicesindaca Cecilia Simone e la dirigente del servizio economico finanziario Marica Distante sono stati a Bari, presso la Procura della Corte dei conti. Mentre si attende che la magistratura contabili pubblichi le relazioni sul monitoraggio relativo al 2024, ciò che trapela è che l’ente sipontino avrebbe buone possibilità di chiudere la procedura cui fu costretta per il pre-dissesto nella seconda amministrazione Riccardi prima della scadenza prevista per il piano, ovvero già nel prossimo anno anziché nel 2028. Era il 18 dicembre 2018 quando il consiglio comunale, a seguito di specifica segnalazione del dirigente del settore finanziario, preso atto di una situazione di forte criticità finanziaria e squilibrio strutturale non fronteggiabile con gli ordinari strumenti previsti dalla legge, decise di fare ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, con contestuale richiesta di accesso al Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali. Poi, a marzo 2019, l’assise municipale approvò il piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata di 10 anni (2019-2028). Che la situazione fosse in chiaro miglioramento lo si era compreso ad aprile scorso, quando l’amministrazione la Marca relazionò sul risultato di amministrazione determinato con il rendiconto 2024 evidenziando un risultato positivo rispetto anche agli obiettivi target previsti dal Piano di riequilibrio finanziario pluriennale.

“Ciò in virtù dei seguenti fattori: riduzione parziale delle passività potenziali; esiti positivi della gestione degli impegni e accertamenti e dalla gestione dei residui passivi e attivi; esiti positivi del rispetto dei tempi di pagamento; segnali di miglioramento della capacità di riscossione i cui effetti si sono riverberati sull'inversione del trend del Fondo crediti; riduzioni di alcune posizioni di mutuo con Cassa Depositi e Prestiti con effetti sulla riduzione delle rate di ammortamento”, fu spiegato dall’assessora Simone. Positivo anche l’esame effettuato dai revisori dei conti, ovvero il presidente Angelo Pedone, Michele Mastrogiacomo e Michele Marinelli.

“Il magistrato ha preso atto del lavoro svolto, riconoscendo il raggiungimento di un risultato di amministrazione positivo e il generale miglioramento della gestione finanziaria, frutto di anni di impegno, anche in condizioni complesse e con forti vincoli normativi”, commenta Simone a l’Attacco.

“Alla luce dell’ultimo monitoraggio e del consuntivo è stata tuttavia lasciata aperta la possibilità di un’uscita anticipata, nel caso in cui l’ente continui a dimostrare affidabilità nella gestione e risolva alcune criticità residue. In questo scenario si apre una fase delicata ma decisiva, in cui politica e struttura amministrativa stanno valutando insieme quali scelte attivare. Scelte che, da un lato, garantiscano la prosecuzione di una tabella di marcia che ha già dato risultati concreti e, dall’altro, permettano di rispondere con coraggio e lungimiranza ai bisogni reali della città, investendo sulle priorità sociali, educative, produttive, ambientali e sui servizi essenziali”, conclude l’assessora al bilancio.

La probabile uscita anticipata dal piano di riequilibrio cozza non poco con le tensioni interne alla maggioranza di centrosinistra, dove uno degli attuali motivi di scontro riguarda proprio l’intenzione di parte della coalizione – a cominciare dal Pd del consigliere regionale Paolo Campo e dalla civica Progetto Popolare dell’assessore Francesco Schiavone – di ottenere dal sindaco lo spostamento di Distante ad altro incarico, rimuovendola dal servizio economico finanziario. Non è una novità che Distante sia invisa a pezzi di maggioranza, cui apparirebbe “rigida e non sensibile alle istanze politiche”. Insomma, motivazioni reali non paiono esserci, tant’è che chi vuole farla fuori si trincera dietro la necessità di una rotazione degli incarichi.

In questa situazione poco o nulla può fare l’assessora piddina Cecilia Simone, che ha avuto sin da subito un ottimo rapporto di fiducia con Distante ma si trova stretta tra il legame coi Campo (suoi principali sponsor elettorali) e il fatto di essere ella stessa nel mirino di chi, in coalizione e nello stesso suo partito, sollecita un suo ridimensionamento con la revoca della delega al bilancio e il mantenimento della pubblica istruzione, cui eventualmente aggiungerne altre.

Insomma, la stessa Simone è a rischio di un avvicendamento dopo le elezioni regionali del prossimo autunno. Un pressing, quello contro la dirigente e la vicesindaca, che, alla luce del buon lavoro svolto rispetto al piano di riequilibro finanziario pluriennale e ai favorevoli riscontri da ultimo ottenuti dal giudice contabile barese, appare a tanti sempre più incongruo e incomprensibile.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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