Si è svolta ieri mattina, nella Sala della Ruota di Palazzo Dogana, la presentazione del comitato provinciale Società civile per il No, costituitosi a Foggia in vista del referendum costituzionale sui temi della giustizia in programma il 22 e 23 marzo. L’iniziativa segna l’avvio ufficiale della campagna referendaria sul territorio e si inserisce in una più ampia rete nazionale che coinvolge numerose associazioni e realtà civiche, presieduta a livello nazionale da Giovanni Bachelet. A promuovere il comitato foggiano sono Cgil, Anpi, Arci, Libera, Legambiente, Auser, Udu-Link e Uds. Alla presidenza è stato indicato il professor Gianpaolo Impagnatiello, docente di Diritto processuale civile all’Università di Foggia, che ha illustrato le ragioni dell’iniziativa e il contesto nel quale si colloca il referendum. Nel corso dell’incontro è stato ricordato che la consultazione popolare è l’esito di un percorso che ha portato alla raccolta di circa 500mila firme, con l’obiettivo dichiarato di favorire una diffusa informazione sui contenuti e sugli effetti della cosiddetta riforma Nordio. Secondo Impagnatiello, la riforma interviene su nodi che incidono direttamente sull’assetto costituzionale della magistratura. “È evidente – ha dichiarato – che altri sono i veri obiettivi del Governo, che, minando l’autogoverno della magistratura, mette in discussione un principio fondamentale come l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”. Il presidente del comitato ha richiamato anche i recenti confronti istituzionali che hanno coinvolto Corte costituzionale, Cassazione e Corte dei Conti, sostenendo che: “La riforma persegue l’obiettivo di indebolire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, attraverso la separazione delle carriere, lo sdoppiamento del Csm e la revisione dei meccanismi di selezione dei suoi componenti”. Alla presentazione hanno partecipato diverse figure della sinistra locale, dall’assessore comunale e segretario cittadino del Partito Democratico di Foggia Davide Emanuele alla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, dal segretario provinciale di Sinistra Italiana Fedele Cannerozzi al presidente di Arci Foggia Domenico Rizzi e al presidente provinciale dell’Anpi Michele Galante, oltre a rappresentanti di associazioni studentesche di area progressista.
Il comitato ha annunciato l’avvio, nelle prossime settimane, di una serie di iniziative pubbliche di informazione e approfondimento rivolte alla cittadinanza in vista del voto. Nel corso dell’incontro Impagnatiello ha rilasciato a l’Attacco un articolato intervento sulle motivazioni che hanno portato alla nascita del comitato. “Il comitato è nato dall’iniziativa di una serie di associazioni molto radicate nella società civile che hanno ritenuto che mai come in questo momento fosse necessaria una presa di consapevolezza da parte dei cittadini di quello che sta accadendo, dei pericoli di questa riforma, degli scenari che possono aprirsi qualora questa riforma passasse e delle ragioni per le quali è giusto dire no. Le ragioni sono tante. Sono ragioni di metodo, che attengono al modo nel quale questa riforma è stata portata avanti, è stata messa in cantiere, è stata realizzata e si vuole portare a termine. Sono ragioni di merito che attengono alla tutela di un bene prezioso per la democrazia, che è quello dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, che, qualsiasi cosa ne pensino i fautori di questa riforma, sarà gravemente minata dalla riforma dell’organizzazione e delle modalità di composizione del Consiglio superiore della magistratura”. Impagnatiello ha poi affrontato il clima che accompagna il confronto pubblico sul referendum. “La politicizzazione e la polarizzazione che c’è attorno a questo referendum non è un bene, ma una realtà della quale prendiamo atto. Però la difesa dei valori costituzionali non è un tema né di destra né di sinistra. Voler bene alla nostra Costituzione, accettare che questa possa cambiare col cambiare della società, ma nel rispetto di regole fondamentali, è essenziale. La polarizzazione del dibattito intorno a questa riforma è un fatto profondamente negativo. Chi attacca l’assetto attuale della magistratura non fa politica di destra, fa politica strumentale, che è contraria agli interessi dei cittadini, e questo non ha bandiera politica”.
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