Passano gli anni ma resta lo scontro tra la governance del Consorzio di bonifica del Gargano – a guida dei carpinesi Michele Palmieri e Michele Tabacco, rispettivamente presidente e direttore - e la Regione Puglia, che è tornata ad esprimere il diniego del visto di legittimità rispetto a decisioni assunte dall’ente di viale Colombo. E’ accaduto da ultimo il 3 marzo scorso rispetto alle tre deliberazioni del cda del 20 gennaio scorso concernenti l’assunzione per chiamata di alcune persone: quella part time del dottore forestale Antonio Simone di Vico del Gargano, per la durata di circa 11 mesi decorrenti dal 01.02.2026 e fino al 31.12.2026, con la qualifica di impiegato di concetto; quella del sanseverese Vincenzo Iacovelli, per la durata di circa 11 mesi decorrenti dal 01.02.2026 e fino al 31.12.2026, con la qualifica di operaio; quelle del sangiovannese Michele Scirocco, del vichese Massimo Nino Cilenti, del sammarchese Angelo Pio Pastucci e del carpinese Nicola Facenna, come operai dal 01/02/2026 al 15/10/2026 da utilizzare a seconda delle specifiche esigenze dell’ente. Nel 2024 Iacovelli fu assunto come capo operaio da febbraio e luglio, poi prorogato più volte da ultimo fino al termine dello scorso anno. Secondo un esposto del 2025, Iacovelli sarebbe risultato amministratore di due società, Artemis e OASE, cui sarebbero intestati mezzi usati dal Consorzio. Tornando all’attualità, le delibere del 20 gennaio furono trasmesse alla Regione Puglia – Dipartimento Agricoltura –Sezione Coordinamento dei Servizi Territoriali – Servizio Irrigazione e Bonifica per il controllo previsto dalla normativa e la Regione a metà febbraio invitò il Consorzio “a voler esplicare la procedura di selezione sottesa i procedimenti di assunzione nonché la relativa normativa di riferimento”, chiedendo inoltre se ai medesimi lavoratori sia stata richiesta l’autocertificazione relativa ai carichi pendenti e al casellario giudiziale, “nonché di voler comunicare il periodo durante il quale tali lavoratori hanno prestato servizio in virtù dell’esercizio del diritto di precedenza”. Dopo i chiarimenti resi dall’ente, la Regione ha negato il visto di legittimità, a fronte del quale il Consorzio ha quindi richiesto al proprio legale, l’avvocato Claudio Martino, di esprimere un parere in merito alla posizione assunta dalla Regione. Il legale ha affermato che si tratta di una modalità di costituzione del rapporto di lavoro previsto per i Consorzi di bonifica, mentre il diniego del visto muove dal rilievo per cui, secondo la Regione Puglia, il Consorzio avrebbe obbligatoriamente dovuto procedere all’assunzione tramite procedura ad evidenza pubblica e non già tramite chiamata.
Martino ha richiamato la giurisprudenza per ribadire che i Consorzi, enti pubblici economici che “pur perseguendo finalità di ordine generale, operano come strutture imprenditoriali e criteri di gestione di tipo economico”, vedono il rapporto di lavoro che li lega ai dipendenti “esclusivamente retto dalle norme di diritto privato”, dunque senza obbligo di procedure concorsuali. Ecco perché il 10 marzo il cda, coi soliti assenti (Michele Crisetti, Giosuè Del Vecchio e Libera Guerra), ha deciso di andare avanti, concludendo il procedimento di riesame delle tre deliberazioni del 20 gennaio, riesame resosi necessario a fronte del diniego del visto di legittimità comunicato dalla Regione Puglia, confermando le deliberazioni stesse e quanto con esse deciso.
Un rapporto tempestoso – quello tra Consorzio e Regione - che va avanti, ormai, dal 2022, quando Bari intervenne (invano) per bloccare la nomina dell’ex vicepresidente Tabacco quale nuovo direttore. Il cda votò l’incarico a Tabacco e Palmieri lo comunicò con grande soddisfazione dicendosi sereno dopo il parere legale ricevuto in merito. Poi, però, arrivò lo stop della Regione, con l’ufficio regionale di vigilanza che concluse il procedimento di controllo con un diniego del visto di legittimità, rilevando criticità nella procedura adottata poiché a suo dire non sarebbero stati rispettati i principi di trasparenza, imparzialità ed efficienza previsti dalla normativa regionale.
La Regione sottolineò che, nonostante il CCNL dei dirigenti dei Consorzi di bonifica consenta assunzioni dirette, tale strumento non può superare l’obbligo di adottare criteri pubblici e concorsuali, sanciti dalla legge regionale.
Il Consorzio fu criticato per non aver adottato procedure ad evidenza pubblica per la selezione, per non aver garantito la pubblicazione online di atti e documenti rilevanti per l’assunzione come previsto dalle norme sulla trasparenza, per non aver fornito i chiarimenti esaustivi richiesti dalla Regione che aveva già contestato circostanze analoghe in passato.
La Regione Puglia dispose che la deliberazione non producesse effetti fino alla conclusione di un procedimento di riesame da parte del Consorzio, il quale però ribadì la propria scelta. Tabacco è rimasto direttore, ma affiancato dal predecessore Massimiliano Capezzuto.
Poi lo stesso copione si ripetè lo scorso anno rispetto alla delibera di riconoscimento a Tabacco di un’indennità di funzione integrativa pari a 24.000 euro annui, al lordo delle ritenute previdenziali e fiscali a carico del dirigente, da ripartire durante l’anno in 14 mensilità, come componente della retribuzione mensile. Anche il quel caso, dopo parere del legale, l’ente confermò quanto deciso.
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