Passo Breccioso e i suoi mille problemi. Cislaghi: “La colpa è anche del Comune”

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Inutile negarlo. Foggia, così come il resto della Capitanata, è e resta costantemente in emergenza rifiuti ed i fatti di cronaca avvenuti solo il mese scorso ne sono la piena dimostrazione. L’avevamo lasciata in balia del caos, poi fortunatamente rientrato, con file interminabili di camion davanti agli impianti in attesa di poter scaricare l’immondizia raccolta nelle città di tutta la provincia dauna. 

È la discarica di passo Breccioso che non molto tempo fa aveva conosciuto un guasto nell’impianto di produzione del cosiddetto “CSS”, il combustibile solido secondario che alimenta il ciclo chiuso del termovalorizzatore che ha mandato in tilt il regolare funzionamento di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutta la provincia, appunto. “Passo Breccioso ha bisogno di una gestione coerente proprio perché i problemi di quella struttura nascono dal fatto che chi raccoglie e gestisce i rifiuti sono la stessa persona o la stessa società – spiega a l’Attacco senza giri di parole Giorgio Cislaghi responsabile Ambiente per le Acli provinciali – per Passo Breccioso le cose dovrebbe ro funzionare diversamente  proprio perché si potrebbero, così’ facendo, creare dei cortocircuiti in cui chi gestisce la raccolta potrebbe magari pensare di ottimizzare gli incassi dell’impianto di smaltimento.

Senza considerare poi, che sussiste ad oggi un piccolo problema normativo: può il Comune di Foggia dare in affidamento un impianto acquisito con i fondi europei”?  “Con questi livelli di saturazione basta un minimo intoppo, che sia un rallentamento dello smaltimento di discarica o all’inceneritore della Marcegaglia o un qualsivoglia problema al caricatore dei rifiuti e il blocco salta – commenta Cislaghi – se non si riesce ad avere un ciclo continuo perfetto c’è davvero poco fare.

Al primo incidente tutto si ferma”. 

Ma il problema viene da lontano. Buona parte della responsabilità ricade anche sullo stesso Comune di Foggia e sui commissari che “stanno lì da parecchi mesi – evidenzia Cislaghi – hanno fatto e approvato con loro firma il Piano Economico e Finanziario per la gestione dei rifiuti 2022/2025 in cui non è previsto né l’incremento della raccolta differenziata né l’incremento della qualità del servizio. Cosa vuol dire? Che per i prossimi quattro anni avremo questa stessa situazione, nonostante il livello delle tasse che paghiamo. L’approvazione del Piano da Ager è citata tra i motivi delle proroghe tecniche. Ci dicono che stanno provvedendo, ok. Ma stanno provvedendo male. E ho avuto modo di riferirlo agli stessi commissari durante un incontro avvenuto non molto tempo fa”.

E sul servizio (ovvero sulla proroga tecnica del contratto provvisorio disposto con decreto del presidente della regione per affrontare l’emergenza rifiuti a Foggia in seguito al fallimento di Amica) Cislaghi ha poi aggiunto: “Su una delibera del 2014, ovvero su una proroga tecnica, hanno fatto un’altra proroga tecnica in attesa di mettere nero su bianco un contratto non fatto per la bellezza di 9 anni – ammette - parliamo di un’assurdità dal punto di vista amministrativo.

Hanno in sostanza prorogato artificialmente un contratto che all’origine aveva una valenza di 6 mesi e prorogabile di altri sei”. Ma veniamo al nocciolo della questione: sul primo step che il Comune dovrebbe affrontare Cislaghi è chiaro: “Stabilire quali sono i termini di servizio che Amiu deve assicurare. Ad oggi non c’è documento di base previsto per l’affidamento di un qualunque servizio pubblico: in buona sostanza, manca la carta dei servizi. Se navigate sul sito del Comune, alla pagina delle partecipate, e cliccate su Amiu Puglia esce “pagina in costruzione”.

Dunque non solo ci ritroviamo in un assurdo amministrativo dato da una proroga tecnica su proroga tecnica che da sei mesi dura da ormai quasi dieci anni – ribadisce – ma mancano pure quegli standard minimi che questo servizio deve assicurare”.

E non finisce qui. Un’altra parola il responsabile all’Ambiente delle Acli Provinciali l’ha voluta spendere a riguardo di un’altra gatta da pelare: i servizi al cittadino. 

“È bene ricordare - dice Cislaghi - che nel contratto di servizio provvisorio di Amiu c’era scritto che la stessa azienda si sarebbe dovuta occupare della pulizia delle conchette, dei marciapiedi, degli alberi e dell’erba. Tutta questa roba la stiamo ora dando a chi gestirà la manutenzione del verde urbano.

Cosa significa? È molto semplice: a parità di costo del servizio, chiediamo all’Azienda Amiu di fare di meno di quanto inizialmente pattuito. In soldoni - conclude - ci stanno quindi aumentando la tassa a parità di servizi ricevuti. Un po’ come la celebre bevanda Coca Cola che non ha aumentato il costo della bottiglia ma ne ha ridotto la capacità, portando la bottiglia da mezzo litro a 450 ml”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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