Il Comune di Foggia al centro di due inchieste della locale Procura che testimoniano come opacità e presunti illeciti siano possibili anche durante le gestioni straordinarie degli enti sciolti per infiltrazioni mafiose. Come dire che nemmeno la presenza degli uomini di Stato inviati dalla Prefettura per bonificare l’ente assicura, di per sé, la massima legalità e trasparenza.
A pochi giorni di distanza è arrivata la conclusione delle indagini sia per l’inchiesta sull’appalto del cimitero da 18,5 milioni di euro (con 5 indagati quali il dirigente comunale Paolo Affatato, il sovraordinato Domenico Lomazzo nominato dal prefetto per vigilare sulle gare, i funzionari comunali Paola Russo e Francesco Pio D’Orta, l’imprenditore Giuseppe Scommegna figlio di un ex dipendente comunale legato ad Affatato) sia per quella sul mega appalto da oltre 203 milioni di euro con cui è stato riaffidato per 9 anni il servizio di igiene urbano alla partecipata barese Amiu Puglia spa, con accuse (a vario titolo) di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso.
Anche in questo caso ci sono cinque persone indagate: come anticipato su queste colonne, si tratta del direttore generale da luglio 2022 Amiu Antonello Antonicelli, della ex dirigente comunale Concetta Zuccarino (apricenese, fino alle dimissioni di pochi mesi fa responsabile dell’urbanistica e, per all’epoca dei fatti, anche dell’ambiente), dell’attuale dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo (sangiovannese), del funzionario comunale foggiano Giovanni Sorbo e di Maria Rosaria Mangiatordi, di Altamura, referente del consorzio Conai.
E anche in questo caso, come per l’affaire cimitero, la pm è Paola De Martino, a conferma di punti di contatto tra le due indagini. “La sindaca Episcopo sta seguendo la vicenda, con attenzione, serenità e fiducia”, è il laconico commento di Palazzo di città a l’Attacco in merito alle due inchieste. A detta di parecchi addetti ai lavori, come l’Attacco scrive da tempo, quel rinnovo contrattuale ha rappresentato, nei 29 mesi complessivi di durata del commissariamento del Comune di Foggia, la decisione più politica e pesante che sia stata assunta. Era il 23 febbraio 2023 quando questo giornale svelò che era stata aperta un’inchiesta, affidata alla Guardia di Finanza, sulla spa barese e sul contratto da 203.017.107,86 euro.
Un’indagine che fu determinante rispetto alle dimissioni dell’ex commissaria Marilisa Magno, poi sostituita dal prefetto Vincenzo Cardellicchio, la quale descrisse l’affidamento diretto alla spa come una scelta obbligata, mentre gli autori degli esposti in Procura segnalarono tutta una serie di criticità che rendevano incongrua e irrazionale tale decisione, a fronte di un servizio insufficiente, costoso ed inadeguato e in violazione dell’obbligo di svolgere una vera procedura pubblica per cercare sul mercato il miglior contraente possibile. Non solo: evidenziarono anche come Foggia in pratica finanziasse la raccolta rifiuti a Bari. Ricorrenti tra cui c’erano gli animatori de La Società civile, ovvero l’attuale vicesindaca con delega all’ambiente Lucia Aprile (M5S) e l’odierno consigliere contiano Francesco Strippoli. Ebbene, le conclusioni cui è arrivata la pm De Martino – avvalorate da diversi mezzi di prova tra cui molteplici intercettazioni – combaciano sia con quanto fu scritto da l’Attacco un anno fa (dalla relazione di Zuccarino scritta in pratica da Amiu alle inchieste giornalistiche sui dati falsati sulla raccolta differenziata a Foggia) sia col contenuto dell’esposto, più volte integrato, presentato in Procura da diverse associazioni e legali, tra cui l’avvocato Michele Vaira.
Stando ai beninformati, sarebbero stati documentati dagli inquirenti anche incontri riservati a Bari tra Antonicelli e l’allora commissario straordinario del Comune di Foggia Sebastiano Giangrande. La vicinanza dei commissari ad Amiu e al Comune di Bari era palpabile.
Come testimoniano fonti interne a Palazzo di città, Magno era legatissima all’allora sindaco di Bari Antonio Decaro, tanto da sentirlo telefonicamente quasi quotidianamente e con un tono assai confidenziale (“Antonio mio, Antonio caro”). E non è tutto. La procura daunia ha chiuso le indagini anche per un terzo procedimento inerente alla città capoluogo: quello sull’emergenza rifiuti, che riguarda sia Amiu Puglia spa che Ager.
Ma ecco nel dettaglio le contestazioni mosse dagli inquirenti.
Zuccarino e Antonicelli, lei come dirigente comunale pro tempore del Servizio ambiente e lui come dg Amiu, con collusioni e altri mezzi fraudolenti avrebbero turbato il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto della relazione con cui la dirigente rappresentò le ragioni a sostegno della scelta dell'affidamento in house anziché con gara ad evidenza pubblica del servizio di igiene urbana per il Comune di Foggia, qualificabile come atto equipollente al bando di gara, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione.
Per l’accusa, pur consapevoli dell'inadeguatezza del servizio di raccolta rifiuti svolto da Amiu a Foggia, i due avrebbero concordato via mail il contenuto della relazione prima della sua sottoscrizione e della adozione della delibera del 30 novembre 2022, adottata dalla commissione straordinaria, di affidamento del servizio di igiene urbana in ho use ad Amiu Puglia spa. L’aspetto clamoroso della vicenda è che, proprio come l’Attacco scrisse, la bozza di Zuccarino fu corretta da Antonicelli e rispedita alla mittente.
Ora si scopre che il dg Amiu avrebbe sostituito a San Severo, menzionata nella bozza ricevuta come parametro comparativo dei costi dei servizi di igiene urbana, Cerignola e Manfredonia, giacchè risultava per San Severo un minor costo pro capite di circa il 30% rispetto a quello di Foggia. Inoltre Antonicelli, nella relazione sulla sostenibilità finanziaria del contratto di servizio di igiene urbana del Comune di Foggia, affermò la sostenibilità finanziaria del progetto di servizio di igiene urbana per un. ulteriore periodo di 9 anni, nonostante avesse riscontrato criticità gestionali nell'Impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Passo Breccioso (in particolare criticità nello stoccaggio della frazione secca compostabile), formalmente di proprietà del Comune daunio ma gestito da Amiu, nonostante avesse la consapevolezza dell’inefficienza e inadeguatezza del servizio raccolta rifiuti differenziati per la città di Foggia.
Zuccarino era perfettamente consapevole dei disservizi nella gestione del servizio da parte di Amiu, dell'inadeguatezza delle dotazioni strumentali impiegate per la raccolta dei rifiuti, della mancata effettuazione del controllo analogo normativamente previsto per gli affidamenti in house, della comunicazione ondivaga e di incerta attendibilità dei dati relativi alla raccolta differenziata per il Comune di Foggia da parte di Amiu (da marzo 2023 la società è stata delegata all'inserimento diretto di tali dati), nonché in assenza di indagine di mercato pur riguardando l'affidamento di servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza e sulla base delle previsioni meramente teoriche contenute nel piano industriale redatto dall'ingegnera del Conai Mangiatordi. Antonicelli si sarebbe dunque accordato con Zuccarino per determinare il contenuto della relazione in modo che la valutazione comparativa deponesse per la scelta dell'affidamento del servizio in house.
Lo avrebbe fatto pur essendo pienamente consapevole dell'inadeguatezza per esiguità e vetustà delle dotazioni strumentali impiegate per la raccolta rifiuti nella città di Foggia, della riduzione del margine di profitto per Amiu (dal bilancio di esercizio al 31/12/2020 risulta un utile d'esercizio pari a 3.369.559 euro e un utile d'esercizio relativo all'anno precedente pari a 1.405.941 euro; dal bilancio d'esercizio al 31/12/2021 risulta un utile d'esercizio pari a 769.810 euro e un utile d'esercizio relativo all'anno precedente pari a 3.369.559 euro), della mancata ripartizione degli utili di esercizio in proporzione alla diversa misura di partecipazione azionaria dei due soci Bari e Foggia, della eccessiva quantificazione dei costi di gestione rispetto al servizio reso, delle segnalazioni di disservizi e inadempimenti da parte di Amiu per la città di Foggia nel corso degli anni precedenti, nonché della incidenza determinante degli utili di esercizio prodotti dall'impianto TMB di Passo Breccioso sulla chiusura in attivo del bilancio societario, del carattere ondivago delle comunicazioni periodiche dei dati forniti da Amiu relativi al servizio di raccolta differenziata (consapevolmente falsati dal computo degli inerti e/o dall'accorpamento ai propri dei dati della raccolta differenziata effettuata da altre imprese private che gestiscono marginalmente la raccolta di rifiuti differenziati). Tutti fatti ampiamente anticipati su queste colonne in numerose inchieste. alla spa barese.
Zuccarino firmò la relazione contenente affermazioni per l’accusa intenzionalmente difformi dal vero quanto alla sussistenza dei requisiti normativamente previsti per l'affidamento in house del servizio di igiene urbana, in particolare inserendo ai fini della comparazione dei costi dei servizi i Comuni indicati da Antonicelli per affermare “si evince, dai dati analizzati, come il valore economico del piano industriale del Comune di Foggia sia in linea sia con gli affidamenti più recenti a soggetti privati, sia a soggetti pubblici e rientri nelle medie regionali”. Inoltre, a fronte della consapevolezza della inefficenza e della non economicità della gestione del servizio raccolta rifiuti urbani già in atto da parte di Amiu, scrisse: “La scelta di optare per un gestore in house consente di ridurre gli impatti economici per la collettività derivanti dall'affidamento del servizio, in quanto verrebbe meno l'utile d'impresa da riconoscere all’operatore privato”. E ancora: “Al pari di un operatore reclutato in forma diversa, Amiu dimostra di possedere i requisiti richiesti per l'affidamento dei contratti pubblici”. Inoltre, pur menzionando che “con deliberazione commissariale del 17/11/2022 è stato approvato il regolamento sulle modalità di esercizio del controllo analogo”, indicò un controllo analogo come esercitato nell'attualità e non come mera evenienza futura i: “Il controllo è esercitato da un'apposita struttura di coordinamento formata dal dirigente dell'Ufficio Partecipate, dal dirigente dei Servizi finanziari e dai dirigenti di riferimento”.
Antonicelli avrebbe indotto il Comune di Foggia e, nello specifico, il funzionario Sorbo, ad inserire nel portale puglia.con (osservatorio regionale dei rifiuti, in cui i Comuni sono tenuti ad inserire nel sistema informativo territoriale i dati relativi alla raccolta ed elaborazione dei numeri relativi alla produzione di rifiuti urbani e sull'andamento delle raccolte differenziate, dati valevoli come riferimento anche per l'ammissione a finanziamenti previsti e finanziati in materia di gestione rifiuti con risorse gestite dall’agenzia regionale Ager), dati difformi dal vero: fu indicata una percentuale compresa tra il 15% ed il 17% circa, a fronte del dato effettivo attestato al 5%.
Mangiatordi, quale referente del Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), si occupò di redigere il “piano industriale, disciplinare tecnico, relazione economica e piano finanziario per l'espletamento del servizio di igiene urbana per la raccolta e trasporto dei rifiuti del comune di Foggia”, approvato con delibera della commissione straordinaria il 24 novembre 2022. Tale documento dovrebbe rappresentare la elaborazione tecnica del progetto dei servizi di raccolta integrata dei rifiuti solidi urbani, spazzamento strade e complementari nel territorio comunale di Foggia. Lo avrebbe fatto, per l’accusa, riportando circostanze difformi dal vero e in assenza di effettiva verifica della situazione di fatto sussistente (effettuando un solo sopralluogo senza redazione di verbale), con conseguente dimensionamento del servizio di igiene urbana di tipo teorico. Come segnalato dai autori dell’esposto, fu riportato e considerato un numero di utenze difforme dal vero, fu quantificato in eccesso il costo del personale per un ammontare complessivo nei 9 anni di servizio pari a 1.591.134,90 euro, i costi annui dei livelli del personale risultano maggiorati rispetto a quelli previsti dalle tabelle ministeriali, la figura del dirigente in termini di costo del personale viene imputata interamente a carico del Comune di Foggia senza considerare la ripartizione delle quote di partecipazione in Amiu tra Bari e Foggia, con riferimento alla voce “costo di forniture ed esercizio di attrezzature” vengono riconosciuti ammortamenti non dovuti con una quantificazione in eccesso di tale voce per un totale di 5.437.384,28 euro nell'arco dei 9 anni di durata dell'affidamento in house del servizio di igiene urbana, con riferimento alla voce “costo di forniture ed esercizio di attrezzature” è stata indicata una quantificazione di complessivi 1.804.890, 85 euro in eccesso per la durata dei 9 anni del servizio. La Procura ritiene che per effetto della erronea rendicontazione dei dati indicati nel piano industriale sia risultato falsato in eccesso il totale del monte rifiuti, amplificando gli effetti sul computo dei servizi affidati ad Amiu.
Longo e Sorbo avrebbero attestato falsamente fatti redigendo due certificati di regolare esecuzione del servizio di igiene urbana di Foggia. In particolare Longo, come dirigente del Servizio ambiente, incaricò Sorbo, quale responsabile del procedimento, alla sottoscrizione dei due certificati. Per la Procura entrambi i certificati di regolare, datati 15 marzo 2023, attestavano la regolarità di un servizio non verificato.
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