“Nel 2023 Foggia ha vissuto una vera e propria ‘crisi ecologica’ i cui effetti sono stati evidenti e devastanti per l’ambiente e per la tasca dei cittadini. I dati appena pubblicati con la XVI edizione di Comuni Ricicloni Puglia e che sulla raccolta differenziata parlano chiaro: Foggia è ben lontana dal raggiungere gli obiettivi che dovrebbero guidare ogni città moderna verso una gestione sostenibile dei rifiuti ed è penultima dei capoluoghi pugliesi. Un risultato che non possiamo più accettare, soprattutto considerando che nel 2024, nonostante un modesto incremento dei tassi di raccolta rispetto al 2023, la situazione rimane ancora ben lontana dalla media regionale”. Così Giuseppe Maccione, Legambiente Circolo Gaia Foggia.
“I dati della raccolta differenziata si attestano al 17,1% per il 2023 e al 24,34 per il 2024. Siamo ancora molto lontani dagli obiettivi previsti dal Pacchetto europeo sull’economia circolare che pone il riciclo del 65% dei rifiuti urbani entro il 2035 e, alla stessa data, un massimo del 10% di rifiuti che possono essere smaltiti in discarica. In base al testo unico in materia ambientale del 2006 (D. Lgs 152/2006) tutti i Comuni in Italia e quindi Foggia, avrebbero dovuto raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2012”.
“Con questi tassi di raccolta Foggia continua a far registrare risultati che non solo sono deludenti, ma anche dannosi per l'intera comunità. Mentre in alcune città pugliesi, come Bari, dove la stessa azienda Amiu gestisce i servizi di raccolta, i dati mostrano segnali positivi grazie all'introduzione della raccolta porta a porta in alcuni quartieri mentre a Foggia si continua a navigare a vista, senza una strategia chiara e coerente per risolvere il problema. A Bari, infatti, si è visto un miglioramento segno che anche una città con sfide simili alle nostre può fare la differenza con scelte politiche più appropriate”.
“Purtroppo Foggia sembra rimanere ancorata a pratiche obsolete e inefficaci. L’Amiu Foggia, azienda incaricata della gestione del servizio, non ha mostrato il necessario impegno per spingere verso una raccolta porta a porta capillare e di qualità. In questa fase, ci sembra incomprensibile che non venga preso esempio dai successi ottenuti da altre città, nemmeno da Bari, pur gestita dalla stessa azienda”.
“La verità è che la situazione non solo compromette l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini foggiani, ma ha anche conseguenze pesanti sulle tasche della collettività. Le bassissime percentuali di raccolta differenziata si traducono in costi aggiuntivi per la gestione dei rifiuti, con un inevitabile aumento delle tasse (Tari) per i foggiani, che si vedono costretti a pagare aliquote molto più alte rispetto a quelle di altri comuni dove il servizio è più efficiente. È inaccettabile che i cittadini di Foggia debbano subire le conseguenze di una cattiva gestione mentre il resto della Puglia fa progressi”.
"Per questo Legambiente Foggia chiede a gran voce un cambio di rotta. È il momento che la politica e l’amministrazione comunale prendano posizione e impongano all’Amiu di rispettare il mandato che gli è stato affidato: garantire un servizio di raccolta differenziata efficace, che faccia di Foggia una città all'avanguardia in materia di sostenibilità ambientale. È fondamentale, inoltre, che venga avviato il sistema della raccolta porta a porta, che deve diventare la regola e non l’eccezione”.
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