Che l’atmosfera potesse essere ieri in aula concitata era facilmente prevedibile non solo per la delicatezza della questione Amiu ma anche per i malesseri interni al campo largo. Il giorno prima della seduta si è svolta la riunione sulla verifica della tenuta della maggioranza, nel corso della quale sono riemerse le intemperanze dei due socialisti Mino Di Chiara e Stefania Rignanese e di Pasquale Cataneo (Italia del Meridione), tornati ancora una volta a minacciare strappi in caso di mancate risposte sugli assessorati chiesti.
La sindaca ha risposto picche per l'ennesima volta e starebbe lavorando dietro le quinte per tentare di spaccare i socialisti, legando a sé la più malleabile Rignanese. Qualche delega in arrivo? Tra gli eletti il fatto di aver tenuto tale riunione alla vigilia di una seduta così delicata è ritenuto la conferma della scarsa esperienza politica di Episcopo. Fino all’inizio dell’assise, infatti, in coalizione c’erano molteplici interrogativi, legati non solo ad eventuali dichiarazioni o mancata partecipazione al voto da parte dei tre scontenti ma anche rispetto al defilarsi per vari motivi di altri eletti di maggioranza come Capozzi, Mancini, Di Paola (che fu componente del cda di Amiu negli anni di Landella sindaco e non ci sta a finire nel mirino delle polemiche).
Insomma, non c'era certezza nemmeno che si sarebbe raggiunto il numero sufficiente per stare tranquillamente in aula. Effettivamente sono poi risultati assenti Mancini, Capozzi (realmente impossibilitato a prendervi parte) e Di Paola. La riunione di maggioranza ha fatto peraltro seguito al tentativo, caduto nel vuoto, del consigliere M5S Francesco Strippoli di fare passare l'idea di una commissione paritetica d'inchiesta su Amiu per gli anni 2013-2022, ovvero dall'ingresso del Comune di Foggia nella spa fino all'affidamento diretto per altri nove anni deciso dai commissari straordinari.
Non solo il Pd (da sempre in difesa di Amiu), ma neanche il resto della maggioranza - tranne i tre in cerca di assessorati - hanno respinto tale ipotesi. Del resto, dicono dal campo largo, nessuna commissione paritetica è vista di buon occhio nel campo largo, consapevole delle variabili che mettono a rischio la coesione interna. Ne è una dimostrazione la mancata volontà di istituire la stessa commissione paritetica sullo statuto e i regolamenti.
Dopo essersi visto malamente bocciare la proposta, Strippoli ha pronte due mozioni: la prima sulla necessità di avviare un porta a porta misto, come preannunciato del resto giorni fa a l'Attacco dalla vicesindaca Aprile; la seconda volta a far analizzare i bilanci di Amiu a una società esterna. Insomma, verifiche contabili autonome, rigorose ed autorevoli sui bilanci passati di Amiu allo scopo di valutare e quantificare se vi siano state indebite distribuzioni di utili di esercizio a danno del socio Comune di Foggia e provvedere nel caso ad un congruo riequilibrio mantenendo ben separate le due gestioni per centri di costo come realizzato durante questa amministrazione nel corso del 2024.
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