Sversamenti illeciti in Capitanata, nervi tesi in audizione. Quarato (M5S): “C’è troppo allarmismo a riguardo”

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Ha avuto inizio con più di qualche frizione, dovuta essenzialmente al ritardo dei consiglieri comunali, l’audizione del responsabile dell’ufficio legislativo di Cia Agricoltori Italiani Massimo Fragassi a Palazzo di Città sullo sversamento illecito di rifiuti nelle campagne del Foggiano. Spedito al terzo piano, nonostante l’adesione massiccia di 4 commissioni consiliari all’audizione approvata con urgenza lo scorso fine settimana, Fragassi ha trovato ad attenderlo il solo consigliere del Movimento 5 Stelle Francesco Strippoli, raggiunto successivamente da Pasquale Cataneo di Italia del Meridione e da Nunzio Angiola di Cambia. 

Visibile il disappunto sul volto del responsabile, che ha raccolto l’approvazione della presidente de La Società Civile Milly Pellegrini. 

Solo l’intercessione del forzista Raffaele di Mauro ha fatto in modo che l’audizione si svolgesse nell’aula consiliare del Comune, dove in breve tempo sono poi accorsi i vari consiglieri. 

Sarebbero solo 4 - secondo Fragassi -, nel biennio 2023-2024, i procedimenti amministrativi attivati e portati a termine dal Comune di Foggia (1 conclusosi con un’ordinanza e 3 con delle diffide), a fronte delle oltre 50 segnalazioni pervenute al servizio ambiente. Un dato significativo, che – rapportato all’ampia adesione della settimana precedente al forum organizzato da 50 soggetti promotori sulla Capitanata terra dei fuochi – dimostrerebbe secondo il responsabile dell’ufficio legislativo della Cia la scarsa attenzione della politica locale rispetto a quella della cittadinanza attiva su questo tema. 

L’audizione di Fragassi si è aperta con la classica domanda su a chi spetti la responsabilità economica della rimozione dei rifiuti illecitamente abbandonati su un fondo agricolo privato, seguita da 3 richieste formali rivolte al Comune di Foggia, quali l’istituzione di una consulta della salute e dell’ambiente – promessa ad aprile 2024 e mai avviata -, l’istituzione di un registro comunale dei siti inquinati (Ossia dei luoghi dove ci sono ecoballe e discariche abusive), e la sottoscrizione di un Protocollo Demetra; da altrettante rivolte all’ente provinciale, ovvero la nomina di un difensore civico provinciale, l’istituzione di una consulta dell’ambiente e - anche in questo caso - l’istituzione di un registro provinciale dei siti inquinati; e da una rivolta alla Regione Puglia: l’istituzione di un fondo ad hoc.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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