Rifiuti, nella commissione da 13 milioni Saverio Longo: dirigente di Foggia coinvolto inchiesta Amiu Puglia

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“Il tema vero, che prima o poi esploderà, è il rinnovo del contratto per la gestione dei rifiuti. Bisognerà avere il coraggio di pestare i piedi a qualcuno”. Nell’intervista rilasciata a l’Attacco il 23 dicembre scorso, Bruno Savino non parlava per suggestioni. Indicava un punto preciso, consapevole che il settore dei rifiuti, a San Severo, rappresenta da anni molto più di un servizio pubblico. È un terreno ad alta densità politica, amministrativa e, inevitabilmente, giudiziaria. A distanza di poche settimane, quel banco di prova è arrivato. E lo ha fatto nel momento forse più delicato per l’amministrazione guidata da Lidya Colangelo, già attraversata da una crisi strutturale di fiducia, da dimissioni eccellenti, rilievi istituzionali e da un silenzio pubblico che, nel tempo, è diventato cifra politica. Con la determinazione del 14 gennaio 2026, il Comune di San Severo ha nominato la commissione giudicatrice per la gara dell’appalto dei servizi di igiene urbana. Oltre 13 milioni di euro per il biennio, con possibilità di ripetizione per ulteriori due anni. Una procedura centrale per il futuro della città, non solo per l’impatto economico, ma per il valore simbolico che assume in una stagione in cui legalità e trasparenza erano state sbandierate come architravi del nuovo corso amministrativo. La commissione è composta da tre membri esterni: l’ingegnere Pietro Vocale, dirigente Area Lavori Pubblici ex art. 110 TUEL del Comune di San Giovanni Rotondo, presidente; l’ingegnere Saverio Pio Longo, dirigente dell’Ambiente del Comune di Foggia, componente; l’architetto Luigi Cicchetti, funzionario tecnico del Comune di Torremaggiore, componente; con la dottoressa Lucia De Bonis nel ruolo di segretario verbalizzante e RUP. Formalmente, la determina attesta l’assenza di conflitti di interesse. Ma è sul piano dell’opportunità istituzionale che la scelta solleva interrogativi pesanti. Il nome che più colpisce è quello di Saverio Pio Longo. Dirigente apicale a Foggia, Longo è tra i soggetti per i quali, nell’ottobre 2024, è stata notificata la conclusione delle indagini preliminari nell’inchiesta sull’affidamento in house del servizio rifiuti ad Amiu Puglia. Un procedimento che ruota attorno all’ipotesi di turbativa del procedimento amministrativo e all’inserimento di dati ritenuti non veritieri relativi alla raccolta differenziata. Anche in questo caso, è doveroso ribadirlo, vale il principio di presunzione di innocenza. Ma il dato politico-amministrativo resta. 

Si tratta di un dirigente coinvolto, a vario titolo, in un’inchiesta che riguarda esattamente lo stesso settore oggetto della gara di San Severo. Qui il punto non è la legittimità formale della nomina, bensì il rischio sistemico che essa comporta. Se un domani dovesse intervenire una sentenza di condanna, o anche solo un rafforzamento del quadro accusatorio, le imprese non aggiudicatarie potrebbero contestare l’imparzialità del giudizio, sostenendo di non essersi sentite adeguatamente tutelate da una commissione composta anche da un soggetto già rinviato a giudizio per fatti analoghi. 

Uno scenario che esporrebbe l’ente a contenziosi e, soprattutto, a un ulteriore danno reputazionale. Ma la scelta non vive isolata. Si inserisce in una rete di relazioni e coincidenze che meritano attenzione. Longo non è un nome sconosciuto nel panorama amministrativo pugliese. Così come non lo è per Anna Paola Giuliani, oggi vicesindaca di San Severo ed ex assessora a Foggia. Pensare che non conoscesse il profilo e il percorso amministrativo di Longo appare, quantomeno, difficile. Anche questo non configura irregolarità, ma alimenta interrogativi sulla filiera delle valutazioni e sul grado di consapevolezza politica delle scelte compiute. 

Il presidente della commissione, Pietro Vocale, è dirigente a San Giovanni Rotondo, ma è anche figura inserita in un circuito amministrativo ben noto nel territorio garganico e non solo. Il suo nome è spesso accostato, in termini di rapporti personali e politici, all’ex Sindaco di Manfredonia Paolo Campo. Anche qui, nessuna accusa, ma la constatazione di un intreccio di relazioni che rende difficile leggere la commissione come un corpo totalmente estraneo agli equilibri politici locali. 

Il terzo componente, Luigi Cicchetti, è funzionario tecnico a Torremaggiore, comune limitrofo, ed è indicato come figura politicamente impegnata nell’area centrista. Un profilo amministrativo che completa un quadro in cui nessuno dei commissari è interno all’ente, ma tutti provengono da contesti territorialmente e politicamente contigui. 

Il tempismo, poi, pesa come un macigno. Ciro Pistillo, capogruppo della Lega – partito che esprime l’assessore all’Ambiente – si dimette dal Consiglio comunale appena tre giorni prima della pubblicazione della commissione. Una scelta che, come lui stesso ha spiegato, nasce da una crescente mancanza di chiarezza, dal silenzio dell’amministrazione e dall’impossibilità di svolgere il mandato con serenità e trasparenza. È una coincidenza? Formalmente sì. Politicamente, è una domanda che resta sospesa. 

La gara rifiuti arriva, dunque, in un contesto già segnato da dimissioni, azzeramenti di giunta, diffide dell’ANAC, ispezioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da una narrazione pubblica sempre più fragile. Ed è qui che il nodo diventa politico prima ancora che amministrativo. La legalità non è solo rispetto delle norme, ma anche capacità di prevenire conflitti, sospetti e zone d’ombra. La trasparenza non è solo pubblicazione di atti, ma scelta di percorsi che non espongano l’ente a dubbi evitabili. Quando si governa una città in crisi di fiducia, ogni decisione pesa il doppio. 

Il tema dei rifiuti, come aveva previsto Savino, è esploso. Ora resta da capire se San Severo saprà affrontarlo come occasione di riscatto amministrativo o se diventerà l’ennesimo capitolo di una crisi che, da episodica, appare ormai strutturale. Una cosa è certa: il tempo del silenzio è finito. E su questa gara, più che su molte altre, si misura la distanza tra gli slogan e la realtà del governo cittadino. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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