Nel video diffuso nei giorni scorsi per “rompere il silenzio” e inaugurare il cosiddetto Diario di Amministrazione Comunale, la Sindaca Lidya Colangelo ha affrontato diversi temi: presidenza del Consiglio comunale, vicesindaco, presunte fake news, dimissioni di Pistillo, inviti alla denuncia. C’è però un’assenza che pesa più di tutte: nessun riferimento alla gara più rilevante aperta dal Comune di San Severo, quella per l’affidamento del servizio di igiene urbana, né alle polemiche sulla composizione della commissione giudicatrice e sul contesto in cui la procedura si colloca. Eppure il tema era stato indicato con chiarezza già settimane prima. “Il tema vero, che prima o poi esploderà, è il rinnovo del contratto per la gestione dei rifiuti”, dichiarava Bruno Savino in un’intervista a l’Attacco del 23 dicembre scorso. Con determinazione del 14 gennaio 2026, il Comune ha nominato la commissione giudicatrice per la gara dell’appalto dei servizi di igiene urbana: oltre 13 milioni di euro per il biennio, con possibilità di ripetizione per ulteriori due anni. Una procedura centrale per il futuro della città, non solo per l’impatto economico ma per il valore simbolico in una fase segnata da dimissioni, rilievi istituzionali, diffide, ispezioni e da una crisi di fiducia ormai strutturale. Tra i componenti figura Saverio Pio Longo, dirigente dell’Ambiente del Comune di Foggia. La determina attesta formalmente l’assenza di conflitti di interesse. Sul piano dell’opportunità istituzionale, però, la scelta solleva interrogativi: nell’ottobre 2024 a Longo era stata notificata la conclusione delle indagini preliminari nell’inchiesta sull’affidamento in house del servizio rifiuti ad Amiu Puglia a Foggia, con ipotesi di turbativa e inserimento di dati ritenuti non veritieri. La vicenda ha oggi un esito giudiziario definito: il Tribunale di Foggia ha disposto il rinvio a giudizio di Longo. I verbali di apertura delle buste attestano la partecipazione di più operatori economici, un dato non secondario perché la presenza di concorrenti esclusi rende centrale il tema dell’imparzialità della commissione e il rischio di futuri contenziosi. Sulla vicenda è intervenuta con durezza la consigliera di opposizione Alessandra Spada: “Praticamente Colangelo, con determinazione a firma di un suo dirigente, ha premiato il dirigente foggiano mandato a processo per irregolarità nella stessa commissione a Foggia”.
Spada ha scritto alla Sindaca e all’assessore Di Scioscio chiedendo spiegazioni sulla nomina e sui motivi della mancata stipulazione di un protocollo con ANAC e Guardia di Finanza, inviando copia anche al Prefetto, all’ANAC e alla Guardia di Finanza. Il Comune, nel comunicato diffuso ieri, un’ora dopo che l’Attacco aveva provato senza successo a contattare Di Scioscio, ricostruisce la procedura: “In data 20 novembre 2025 fu avviata una ricognizione esterna presso una pluralità di Enti Locali (Comuni di Foggia, Manfredonia, San Giovanni Rotondo, Cerignola, Lesina, ecc.) al fine di assicurare il reperimento di figure estranee al contesto gestionale diretto dell’appalto, a presidio dei principi di neutralità e imparzialità”. La dicitura “ecc.” lascia però aperta una domanda: quali altri comuni sono stati coinvolti? E perché non elencarli tutti? Dall’esito sono pervenute quattro disponibilità: Pietro Vocale, Tullio, Daniele Mendolicchio, Luigi Cicchetti e Saverio Pio Longo. Il sorteggio del 22 dicembre ha definito un ordine di priorità e un elenco di riserva, con presidente Vocale e membri Cicchetti e Mendolicchio. Dopo la rinuncia di Mendolicchio il 12 gennaio 2026, la determinazione dirigenziale del 14 gennaio procede alla nomina della commissione, senza specificare in alcun punto che Longo sia subentrato per surroga: semplicemente si prende atto della rinuncia e si nomina la commissione. Solo successivamente il Comune lo comunica come surrogato, dopo la “botta mediatica”, in un incarico retribuito di circa 4.200 euro a componente. Questo lascia intendere che la toppa comunicativa rischia di essere più evidente del problema che voleva correggere. Il comunicato insiste sul fatto che la mera qualità di “indagato” non costituisce ostacolo legale alla nomina, e che Longo ricopre attualmente il ruolo apicale di dirigente del settore Ambiente a Foggia. Se da un lato la ricostruzione tecnica è corretta, dall’altro si impone una considerazione politica: far rispondere a una critica politica un dirigente è quanto meno singolare. Le questioni sollevate dall’opposizione e dalla stampa riguardano opportunità politica, trasparenza e anti-corruzione, non aspetti tecnici. Né Di Scioscio né Colangelo possono nascondersi dietro al tecnicismo della procedura. Di tutto questo, nel video della Sindaca non c’è traccia: nessun chiarimento sulla composizione della commissione, nessuna parola su una procedura che incrocia legalità e fiducia pubblica. Come aveva previsto Savino, il tema è esploso. Ora resta da capire se l’amministrazione intenda affrontarlo nel merito o continuare a raccontare una realtà da cui i fatti sembrano prendere le distanze.
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