Isole ecologiche informatizzate nei Comparti CA1, CA2 e CA4: dubbi dei residenti, Valentino risponde

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Da pochi giorni, nei quartieri dei comparti CA1, CA2 e CA4 di Manfredonia, è operativo il sistema sperimentale di isole ecologiche informatizzate che ha definitivamente sostituito il porta a porta per plastica, carta, vetro e umido. Una rivoluzione annunciata da tempo, finanziata con fondi PNRR e pensata per superare le criticità del porta a porta, ma che – come ogni cambiamento strutturale – sta generando dubbi, segnalazioni e richieste di chiarimento da parte dei residenti. L’assessora alla Sostenibilità ambientale Mariarita Valentino è intervenuta ieri per rispondere alle perplessità dei residenti e difendere il progetto. “È una fase sperimentale: raccogliamo tutte le segnalazioni, ma serve tempo per adattarci e migliorare”, ha comunicato attraverso i suoi canali social – come è solita fare per tutto ciò che concerne tanto la sua delega quanto le attività della partecipata ASE -, sottolineando la disponibilità all’ascolto da parte del Comune e della sua società in house. Le isole ecologiche informatizzate sono un punto di svolta per la città sipontina. Finanziata con 910.000 euro di fondi PNRR, l’iniziativa promette non solo maggiore efficienza, ma anche decoro urbano e risparmi sui costi della Tari. Tuttavia, le prime settimane hanno portato anche critiche che sono culminate nell’audizione della VI Commissione Consiliare che si è svolta a inizio settimana. Il progetto è partito nel giugno scorso, quando la Giunta comunale l’ha approvato individuando i comparti CA1 (zona Via delle Geranie, Viale dei Tigli e limitrofe), CA2 (quartiere residenziale denso intorno al Parco Giochi) e CA4 (area Chiesa San Pio) come terreni di prova ideali, per la loro struttura condominiale e la popolazione mista (famiglie, anziani, giovani coppie). Il budget PNRR - parte della Missione 5 "Tutela dell'ambiente" - finanzia 13 isole ecologiche all’avanguardia. Ogni isola integra un badge RFID personale per l’accesso controllato, sensori volumetrici per misurare i conferimenti (quando saranno adottate tariffe premiali), telecamere di videosorveglianza antivandalismo, compattatori automatici e software cloud per monitoraggio real-time. Niente più mastelli esposti, il porta a porta resta solo per l’indifferenziato (una volta a settimana).

Il 17 luglio scorso, l’assessora Valentino annunciò l’inizio dell’installazione, con ASE che avrebbe completato il montaggio delle isole ecologiche informatizzate entro novembre. “Si tratta di un primo passo concreto per portare a Manfredonia un sistema più funzionale e rispettoso dell’ambiente”, dichiarò. 

E sempre con particolare attenzione all’ambiente unito al decoro, in questo caso, sono state assegnate 30 schermature destinate a utenze commerciali del centro storico, quali ristoranti, bar e pizzerie. Sono forniture ottenute dal Comune grazie ad un bando ANCI-Co.Re.Ve. (Consorzio Riciclo Packaging Vetro). Ne hanno potuto fare richiesta coloro che erano in regola con i pagamenti della TARI e della tassa per occupazione di suolo pubblico. “Schermature per vetro, plastica e metalli – spiegava Valentino – rendono gradevoli gli spazi davanti alle attività”.

Dall’1 al 14 dicembre, un camper informativo ha presidiato i quartieri dei Comparti dove oltre 2.500 residenti sono stati invitati a ritirare badge e bid colorati per utilizzare le isole ecologiche informatizzate.

Avviata per davvero la sperimentazione da inizio anno nuovo, non sono mancati intoppi. Un comitato spontaneo di residenti ha inviato una PEC al Comune di Manfredonia e all’ASE elencando una serie di criticità. I badge ricevuti risultano spesso difettosi e non consentono la lettura, per esempio. Inoltre, le isole diventano sature di rifiuti a causa dei ritardi nel loro svuotamento. C’è anche chi lamenta odori sgradevoli e chi ha segnalato che le fessure sono sottodimensionate rispetto ai mastelli e ciò comporta che si è costretti a travasare i rifiuti (o il loro sacchetto, nel caso dell’umido) con le mani. Piuttosto unanime anche la difficoltà finora riscontrata per conferire i rifiuti negli orari prefissati della mattina, con la richiesta di consentirlo nel pomeriggio e almeno fino alle ore 22.

Le rimostranze hanno trovato ascolto diretto da parte della VI Commissione consiliare “Urbanistica e Sviluppo sostenibile” – presieduta da Alfredo De Luca (Verdi), che ha come membri i colleghi consiglieri Giuseppe Marasco (Lega), Michela Quitadamo (Molo 21) e Massimiliano Ritucci (AgiAMO) -, che ha ricevuto una delegazione composta da rappresentanti dei quartieri in questione.

Valentino ha replicato legittimando che possano esserci “dubbi comprensibili”, ma ha anche invitato a non creare allarmismi. “Proprio perché siamo in una sperimentazione, stiamo raccogliendo tutte le criticità e le segnalazioni – le sue rassicurazioni -, ma allo stesso tempo è necessario darci qualche settimana in più per osservare il funzionamento complessivo del servizio e capire con precisione dove e come migliorare”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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