Amministratori sotto tiro, impietoso per Foggia il quadro tracciato da Avviso Pubblico

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àˆ stato presentato ieri pomeriggio presso il Castello Caracciolo di Cellamare (Ba), alla presenza di numerosi amministratori locali minacciati dalle mafie che hanno portato la loro testimonianza, l'edizione 2019 del rapporto di Avviso Pubblico "Amministratori sotto tiro" con un'anticipazione dei dati a livello regionale. "àˆ un'Italia nascosta ma assolutamente reale quella che l'annuale rapporto di Avviso Pubblico Amministratori sotto tiro descrive dal 2011 - ha dichiarato il Vicepresidente dell'Associazione Michele Abbaticchio, Sindaco di Bitonto -. Ogni giorno in Italia un amministratore locale viene intimidito, con l'uso della violenza fisica e psicologica. Attraverso l'incendio di auto e case, lettere minatorie, aggressioni, colpi di arma da fuoco, ordigni. Sindaci, assessori, consiglieri, dirigenti e dipendenti comunali minacciati dalle organizzazioni criminali al fine di condizionarli per scendere a compromessi, oppure, sempre più spesso, sotto il tiro degli stessi cittadini, esasperati da condizioni economiche difficili o dai fomentatori di odio. Cittadini che sfogano sugli amministratori locali la loro rabbia verso tutta la politica, nell'assurda convinzione che siamo tutti uguali." "Gli atti intimidatori registrati in Puglia nel 2019 sono allarmanti - ha aggiunto il Coordinatore regionale di Avviso Pubblico, Pierpaolo d'Arienzo, Sindaco di Monte Sant'Angelo -. La Puglia con 71casi censiti, in aumento del 20% rispetto al 2018 quando furono 59, è la seconda regione italiana più colpita. Lo scorso anno è stato un vero e proprio bollettino di guerra, un attacco alle Istituzioni". Sono 71 i casi censiti nel 2019, in aumento del 20% rispetto al 2018, quando furono 59. Per ritrovare un dato più elevato bisogna risalire al Rapporto relativo al 2013, quando i casi censiti furono 75 casi in un anno.
La provincia più colpita negli ultimi 5 anni è Lecce con 80 atti intimidatori. Seguono Bari con 67, Foggia con 63, Brindisi con 44, la provincia di Barletta-Andria-Trani con 33 ed infine quella di Taranto con 26.
àˆ la provincia di Foggia la più bersagliata del 2019, con 21 casi censiti (+50% rispetto al 2018). Nel capoluogo si segnalano i reiterati atti intimidatori che hanno colpito l'amministrazione eletta nel mese di giugno: prima le offese al Sindaco Landella, poi l'incendio dell'auto del consigliere Giuseppe Fatigato e la sassaiola contro l'auto del collega Paolo Citro. Infine vengono distrutti vetri dell'auto in uso alla moglie dell'assessore Bove, mentre il consigliere Di Fonso viene aggredito da cinque persone dopo aver redarguito un uomo che stava sversando illegalmente dei rifiuti. Situazione estremamente tesa a Monte Sant'Angelo. In una frazione della cittadina è stata rinvenuta una busta contenente un teschio umano e minacce di morte rivolte al Sindaco Pierpaolo D'Arienzo, coordinatore regionale di Avviso Pubblico, alla sua famiglia e all'assessore al Bilancio Generoso Rignanese. Due settimane più tardi, poche ore una Marcia per la Legalità  organizzata a seguito delle minacce ricevute, ecco che ignoti hanno dato alle fiamme la porta-finestra del Municipio. Reiterati atti intimidatori si sono registrati anche Cerignola e soprattutto a Manfredonia, due Comuni che nel corso del 2019 sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. A Peschici è andata a fuoco l'auto del consigliere comunale Jonathan Caputo, oltre a diverse auto utilizzate dal Comune. A San Giovanni Rotondo e Carapelle sono stati incendiati il parco mezzi per la raccolta rifiuti e un centro di smistamento. Ad Orta Nova intimidazioni dirette e indirette per Paolo Borea, presidente del Consiglio comunale.
Alla luce di quanto emerso dalle numerose operazioni condotte da magistratura e forze dell'ordine sul territorio foggiano, comprese le influenze mafiose nei sopracitati Comuni poi sciolti per mafia, l'impennata di atti intimidatori registrata da Avviso Pubblico nella provincia sorprende fino ad un certo punto. Del resto, sono diversi anni che la DIA riferisce della pericolosità  di tali strutture criminali e anche dal punto di vista mediatico, l'attenzione verso i numerosi omicidi e atti di violenza che sconvolgono il territorio foggiano è sicuramente lievitata. Ciononostante, risulta evidente come il percorso di conoscenza di questo territorio sia lungi dall'essere completato, anche pervia di troppi anni di disinteresse collettivo, almeno a livello nazionale. Le mafie che operano nel Foggiano e nell'area del Gargano sono, secondo gli investigatori, in grado di coniugare tradizione e modernità . "La tradizione è quella del familismo mafioso tipico della "˜ndrangheta e della ferocia spietata della camorra cutoliana; la modernità , invece, è la vocazione agli affari, la capacità  di infiltrazione nel tessuto economico-sociale, la scelta strategica di colpire i centri nevralgici del sistema economico della provincia, cioè l'agricoltura, l'edilizia e Il turismo". I tratti di modernità  dei sodalizi foggiani si evidenziano anche nella capacità  di farsi imprenditori, dimostrando una capacità  di tessere relazioni anche con altri gruppi criminali, come quello dei Casalesi.
Relazionando sulle attività  investigative del 2019, la DIA evidenzia che "in Puglia risulta di rilevante attualità  il problema della criminalità  giovanile, assistendosi alla cooptazione di minori per incrementare gli organici dei clan e ad un salto di qualità  nelle modalità  d'impiego delle giovani leve. Infatti, l'iniziazione in età  minorile è confermata da recenti indagini i cui esiti evidenziano il ruolo di rilievo ricoperto da elementi molto giovani o appena maggiorenni, già  collegati alla criminalità  organizzata o comunque desiderosi di dar prova delle proprie capacità  delinquenziali per entrare a farne parte, i quali spesso sono ritenuti responsabili di gravi delitti, come rapine, estorsioni e porto illegale di armi. Di frequente, tuttavia, il precoce inserimento nelle organizzazioni è dovuto ai legami familiari ed alla necessità  di sostituire nella gerarchia criminale i congiunti detenuti..."

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testatina dillo al direttore WEB

 



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