Pioggia di informazioni di garanzia a Cerignola per l'inquinamento del Lagrimaro, coinvolto anche l'ex sindaco Franco Metta

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Sono in tutto 133 gli avvisi di garanzia che hanno colpito a vario titolo imprenditori (129) e Comune di Cerignola, ritenuti responsabili dell'inquinamento del canale Lagrimaro. Quest'ultimo, all'epoca dei fatti rappresentato dal sindaco Franco Metta (di cui agli articoli 81 co. 2 e 328 co. 1 del Codice Penale: rifiuto di atti d'ufficio e concorso).
Non solo, ci sono anche due ex dipendenti del Comune, Clorindo Izzillo e Vito Mastroserio, e il dipendente comunale Marino Russo per il reato 323 c.p. (abuso d'ufficio).
A seguito del sequestro del canale Lagrimaro occorso il 2 luglio dell'anno scorso e dovendo dare esecuzione alla delega della competente autorità  giudiziaria, il comando dei Carabinieri per la tutela ambientale, Nucleo Operativo ecologico Di Bari ha proceduto alla verifica dei tracciati idraulici afferenti agli scarichi finali nel canale. Si è proceduto quindi ad ispezionare alcune aziende recapitanti i propri reflui di piazzale nella condotta della fogna bianca, ognuna delle quali aventi un ciclo produttivo diverso.
"Tutti gli accertamenti effettuati hanno confermato come l'inquinamento del canale Lagrimaro - si legge nelle carte dei Carabinieri - sia imputabile prevalentemente alla grande arteria interrata di comunicazione costituita dalla fogna bianca comunale attraverso cui sono indiscriminatamente e sistematicamente immessi scarichi di ogni tipo al fine di alleviare i costi di smaltimento. In alcuni casi la rete comunale di fogna bianca, oltre ad essere interessata indirettamente dalle acque di processo aziendali scaricate nel sistema interno di trattamento, viene anche indirettamente dai reflui di processo scaricati tal quali nelle caditoie stradali adiacenti l'insediamento".
Il Lagrimaro ha origini artificiali, è stato realizzato principalmente per poter raccogliere le acque piovane prodotte dalla zona industriale del comune di Cerignola ed è gestito dal consorzio di bonifica di Capitanata. Dal 2013 il consorzio rilascia una vera e propria autorizzazione all'uso del bene demaniale, anche per lo scarico delle acque meteoriche, sia trattate che reflue e il rilascio dell'autorizzazione comporta la preventiva acquisizione degli altri pareri, nulla osta e autorizzazioni necessari. In particolare serve il parere di compatibilità  al Pai, l'autorizzazione del settore ambiente della Provincia e l'autorizzazione della struttura tecnica periferica della Regione Puglia, ex Genio Civile.
"In considerazione che la rete fognaria, in base alle vigenti normative, è di proprietà  e gestita dai comuni e nel caso specifico dal Comune di Cerignola, agli atti del consorzio di bonifica di Capitanata risulta che il Comune non è autorizzato allo scarico nel canale Lagrimaro in considerazione del fatto che posteriormente all'entrata in vigore della legge del 2013 il consorzio non ha rilasciato nessuna autorizzazione, nè tantomeno sono state richieste per lo scarico nel canale Lagrimaro. Per questo sono state ravvisate le ipotesi contravvenzionali in materia ambientale a carico dei destinatari del presente verbale".
In particolare i Carabinieri ritengono gli interessati responsabili di aver permesso col tempo la realizzazione di una discarica abusiva in un canale di pubblica utilità  di raccolta di acque meteoriche danneggiandolo e deturpandolo; di aver scaricato acque reflue industriali in un pubblico canale di raccolta di acque meteoriche senza autorizzazione.
Al fine di ripristinare l'ecosistema del canale gli ufficiali di polizia giudiziaria hanno prescritto la chiusura tramite colata di calcestruzzo di tutti i pozzetti di allacciamento alla fogna bianca al servizio di ciascuna delle utenze industriali destinatarie del verbale, la bonifica del canale tramite dragaggio dell'alveo con asportazione e smaltimento dei fanghi e dei rifiuti presenti e contestuale decespugliamento e sfalcio delle sponde (operazioni a carico del consorzio di bonifica di Capitanata), l'individuazione e la mappatura tramite GPS di tutte le singole tubazioni abusivamente sfocianti nel canale (sempre a carico del consorzio di bonifica di Capitanata), la chiusura tramite coperchi inamovibili di tutti i pozzetti di comunicazione con la fogna bianca comunale attualmente accessibili presenti nelle adiacenze della viabilità  stradale.
Intanto però nel canale c'erano bolle, sostanze violacee e reazioni chimiche. Non un laboratorio, ma il Lagrimaro: un serpentone che parte nel bel mezzo di un campo, passa al di sotto della strada che porta verso Manfredonia, si snoda nella Zona industriale di Cerignola e termina la propria corsa di fronte a un muro.
Il canalone era stato costruito con l'obiettivo di raccogliere l'acqua piovana, evitando che ristagnasse. Invece, a dispetto del progetto iniziale, è stato compromesso il fine ultimo: c'è sempre una sostanza liquida (non si può definire semplice acqua, ndr) che nel tempo ha anche superato il livello dei bocchettoni che servivano per convogliare l'acqua piovana nel canale. Una sostanza che dall'alto sembra asfalto, condita da rifiuti di ogni genere e tratti di canneti sorti in maniera spontanea.
Verso la fine della sua corsa la sostanza diventa una sorta di fanghiglia. In una giornata ventosa, si alza un puzzo di marciume molto forte e pungente. Che rimane in gola per un bel po'. Poche decine di metri più avanti c'è l'ingresso dell'Interporto, una zona mai entrata in funzione. Tutto intorno, invece, diversi campi pieni di sterpaglia mista a rifiuti e alcuni capannoni delle aziende cerignolane. A completare la desolazione, c'è anche l'area dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Cerignola con i bidoni della raccolta differenziata (mai partita).
Dopo le varie iniziative portate avanti da CittadinanzAttiva, prima con la richiesta di campionamenti e controlli della zona ai vari organi preposti poi con una denuncia contro ignoti, il Canale Lagrimaro è diventato un caso nazionale. Ci sono stati diversi servizi dell'inviato di Striscia la Notizia, Pinuccio, poi un reportage del giornalista di Avvenire Pino Ciociola (da una sua inchiesta si scoprì la Terra dei Fuochi campana, ndr) e, infine, il caso è approdato in Parlamento e sulla scrivania del ministro dell'Ambiente Sergio Costa dopo un'interrogazione del deputato Cinque Stelle Giorgio Lovecchio. "Chi ha autorizzato l'uso della fogna bianca comunale per lo smaltimento delle acque reflue? Chi non ha chiesto autorizzazione al Consorzio di Bonifica per lo scarico nel canale? Chi pagherà  i danni agli imprenditori che sono stati autorizzati in questo abuso e adesso sono coinvolti? Chi pagherà  per una situazione che mette sullo stesso piano colpevoli e innocenti? Cosa ancor più grave: chi pagherà  per questo disastro ambientale, che rischia di rivelarsi anche un disastro al tessuto economico e per il Comune di Cerignola?" è quanto si chiede ora il candidato sindaco Tommaso Sgarro.
"Noi chiediamo solo che: siano accertate le responsabilità  di chi ha sbagliato, sia salvaguardata la salute delle persone, siano salvaguardate le imprese sane e che nulla hanno a che fare con gli sversamenti. Questa vicenda sa di beffa per la città ", ha concluso.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet