Consorzio di Bonifica montana del Gargano, fine dell’era Terrenzio. Il carpinese Palmieri è il nuovo numero 1

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E’ cambiato radicalmente il cda del Consorzio di bonifica montana del Gargano, insediatosi ufficialmente ieri mattina. Che fosse finita l’era di Giovanni Terrenzio l’Attacco lo aveva esplicitato

sin da ottobre scorso alla luce del risultato delle elezioni per il rinnovo degli organi.

Da ieri Terrenzio è un semplice consigliere. La parte del leone l’aveva fatta a sorpresa Copagri ed infatti l’associazione si è assicurata sia la presidenza che la vicepresidenza, andate ai carpinesi Michele Palmieri (59enne agronomo e titolare di impresa agricola, già vice di Terrenzio negli scorsi anni) e Michele Tabacco, in qualità di legale rappresentante de “Il Sole società agricola arl”.
Copagri ha nel cda anche altri tre eletti: Berardino Totaro, la ultranovantenne Libera Guerra e Rocco Massimiliano Coccia.

Nel nuovo organo ci sono poi Francesco Armillotta (Coldiretti) e per l’appunto Terrenzio (Confagricoltura). Il cda sarà completato dai due consiglieri nominati dai Comuni consorziati e dalla Provincia.
“Si tratta di un risultato molto importante che dimostra quanto il lavoro paghi e quanto la presenza di Copagri sul territorio si stia radicando sempre di più, grazie all’incessante lavoro del gruppo dirigente foggiano, vocato unicamente alla difesa e alla valorizzazione dei territori e dei propri associati”, afferma l’associazione.

Palmieri, nel proprio intervento, ha ringraziato Terrenzio – la cui ultima uscita pubblica da numero uno è stata sabato scorso, in una sorta di bilancio del proprio operato di 6 anni alla guida dell’ente di viale Colombo - e ha posto all’attenzione dei consiglieri alcuni temi e priorità che l’amministrazione e la struttura saranno chiamati ad affrontare, soffermandosi sulla necessità di rafforzare ulteriormente l’azione verso le linee caratterizzanti la passata gestione: “Ulteriore potenziamento degli acquedotti rurali programmando ulteriori estensioni dell’attuale reticolo idraulico; la realizzazione della filiera del legno che ha la necessità di andare ben oltre la fase della sperimentazione, ponendosi attraverso un ampio disegno di progettualità operativa complessa di tutti gli attori del territorio, attraverso gli strumenti previsti dalla transizione ecologica, quale volano di un economia ecosostenibile e garante della salvaguardia del territorio”.

Palmieri ha però anche rimarcato di volere “una certa discontinuità con la passata gestione”, toccando alcuni punti fondamentali del suo mandato quali i problemi di dissesto del territorio, i cambiamenti climatici, il patto di collaborazione con la pubblica amministrazione e un nuovo progetto di comunicazione verso aziende e cittadini.

“Un tema da affrontare”, ha sottolineato il neo presidente, “è certamente il sempre più impattante cambiamento climatico. Eventi climatici estremi sono ormai diventati ordinari e vediamo alternarsi, con sempre maggior frequenza, lunghi periodi di siccità ad abbondanti precipitazioni, fenomeni che mettono alla prova il nostro sistema di difesa del territorio. Abbiamo la necessità di elaborare un vero e proprio patto di collaborazione con le amministrazioni locali che tenda a salvaguardare e a difendere il territorio garganico, da fenomeni erosivi amplificati da una cattiva e miope gestione idrogeologica in tutti questi anni. Inoltre l’impegno dell’ente in questi prossimi mesi sarà proteso anche a realizzare una efficace comunicazione verso l’esterno, con l’obiettivo di generare piena consapevolezza del ruolo essenziale della bonifica tra i cittadini e le imprese, consapevolezza purtroppo che le nuove generazioni stanno perdendo. Le sfide alle quali il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza chiama anche il nostro Consorzio ci vede pronti e disponibili con un patrimonio di esperienze e competenze che di concerto con la struttura operativa potranno sicuramente tradursi in nuove opportunità di finanziamenti ed in opere rapidamente cantierabili, in una logica di sistema che guardi nella loro interezza alla Capitanata ed al sistema della bonifica pugliese. Per il conseguimento di questi obiettivi sarà indispensabile la stretta collaborazione con tutte le organizzazioni professionali agricole per la condivisione degli obiettivi strategici, perché la delicatezza del momento economico e sociale richiede una grande unità dei corpi intermedi per una più proficua interlocuzione nei diversi ambiti istituzionali”, ha concluso Palmieri.

Copagri ha fatto sapere che il “nuovo corso sarà proteso ad una razionalizzazione e riorganizzazione dell’attuale pianta organica, evidentemente troppo intrisa di figure professionali amministrative e poco dotata di professionalità tecniche per poter attuare le illustrate linee programmatiche”.

I tecnici sono ridotti a pochissime unità, come gli ingegneri Muciaccia (prossimo alla pensione) e Giovanni Russo, marito dell’ex direttrice facente funzioni del Parco nazionale del Gargano, Carmela Strizzi. Tanti, invece, quelli con ruolo amministrativo, spesso inseriti dalla politica.

Come spiegato nei mesi scorsi, per la prima le organizzazioni agricole si sono presentate divise alle elezioni nei due Consorzi di bonifica della provincia di Foggia. “Tavoli unitari non se ne stanno più tenendo. L’unità non esiste più, che le associazioni siano andate separate nei due enti la dice lunga”, commentano da Copagri a l’Attacco.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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