Fotovoltaico, il Sindaco Matteo Vocale è scettico. “Siamo tenuti fuori”

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Alla luce del parere negativo arrivato dalla Soprintendenza servirà una seconda conferenza dei servizi dopo quella

del 14 gennaio scorso convocata dalla Provincia di Foggia per la valutazione di impatto ambientale rispetto alla realizzazione in un impianto fotovoltaico non integrato della potenza di picco pari a 58,310 MWp e potenza di immissione pari a 45,030 MW in agro di San Severo, località Motta dei Perastri.

Il proponente è la Solar Sud, srl milanese di Alessandra Toschi, managing director di BayWa r.e. Le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio dell’impianto ricadono anche in territorio di Foggia e Lucera.

A gennaio 2019 il cda dell’ASP Zaccagnino di San Nicandro Garganico – Azienda pubblica di servizi alla persona guidata dalla presidente (oggi commissaria straordinaria) Patrizia Lusi e dal direttore Augusto Ferrara – assunse gli indirizzi per la concessione pluriennale di terreni da destinare ad impianti fotovoltaici, su una superficie di circa 84 ettari in agro di Foggia e a marzo di quell’anno fu indetta una gara mediante procedura ad evidenza pubblica.

La decisione dell’ASP sta suscitando reazioni contrastanti. A difendere Lusi è il sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna, che ha voluto congratularsi con la commissaria rimarcando che “agricoltura ed energia non sono affatto in antitesi”.

Appare invece molto dubbioso e scettico il sindaco di San Nicandro Garganico Matteo Vocale, contattato da l’Attacco.
“Destinare 85 ettari di terreni agricoli nel cuore del Tavoliere di Puglia ad una funzione diversa dalla loro vocazione, per ben 30 anni, è certamente una scelta eclatante”, afferma il primo cittadino a l’Attacco.

“Qualcuno dice che 85 ettari sui 2.200 totali siano una minima parte: il conto credo vada fatto sul totale dei terreni coltivabili e non su tutta la proprietà. Mi sento di condividere molte perplessità, non solo degli ambientalisti ma anche di agronomi che in quella zona ci lavorano e di professionisti che si occupano di fotovoltaico. Il dubbio principale è se la ASP possa avere introiti ancora maggiori da un impianto di 55 Mw che produrrà utili da capogiro. Ma non è solo una questione di cassa: sembra che da qualche anno l'unica preoccupazione della Zaccagnino sia fare cassa, per far cosa poi non si sa. La comunità sannicandrese ormai è stata totalmente esautorata dalla gestione, la Zaccagnino appare ai cittadini sempre più come una cosa a sé, fuori dal territorio, quando dovrebbe esserne il motore trainante. Anche di questa storia del fotovoltaico sappiamo ben poco. Mi auguro ci siano ulteriori occasioni per illustrare ai sannicandresi la bontà di questa operazione e perché si siano preferiti quei terreni e non altri improduttivi. Credo che i veri 'eredi' del lascito di Zaccagnino ne abbiano tutti i diritti”, conclude Vocale.

Contrarie alla mossa dell’ASP le associazioni ambientaliste, le quali non ritengono che debbano essere sacrificati terreni agricoli in Capitanata alle rinnovabili.

“Riguardo la scelta della ASP di rinunciare a 80 ettari di superficie agricola in favore di un impianto fotovoltaico restiamo esterrefatti in quanto si vuole far passare un tentativo di fare cassa per lotta ai cambiamenti climatici”, afferma a l’Attacco il presidente del WWF Foggia, Maurizio Marrese.

“Il “2030 Climate target” non deve essere strumentalizzato o mal interpretato in quanto esso punta strategicamente ad una legislazione sui trasporti e dell'uso del suolo sostenibile. In parole povere, la strada opportuna dovrebbe essere trasformare questa superficie in habitat naturale e non certamente in un campo fotovoltaico. Pertanto, siamo dell'opinione che un'azienda pubblica abbia il dovere di portare idee e innovazione nel mondo dell'agricoltura e che dovrebbe essere un modello di ispirazione per le aziende agricole della Capitanata, mentre svendere il diritto sulle superfici agricole aziendali alle multinazionali è una pesante sconfitta”, continua Marrese.

“Non siamo quindi di fronte ad un tentativo di lotta ai cambiamenti climatici, bensì a quello che è considerata una delle cause maggiori dei cambiamenti climatici, ovvero il consumo di suolo. Ricordiamo fra l'altro ai vertici aziendali che un campo di grano duro non è solo un campo produttivo, ma è un piccolo ecosistema ove vivono e nidificano anche molte specie della fauna selvatica, ovvero un agro-ecosistema. Noi del WWF di Foggia non siamo contro le fonti di energia rinnovabile, ci teniamo a precisarlo, ma siamo dell'opinione che anch'esse debbano essere promosse nei luoghi giusti - ad esempio sui tetti dei capannoni industriali o in aree già compromesse come cave ed ex discariche - e che il fotovoltaico non debba essere un’alternativa all'attività agricola. Servono quindi equilibrio, conoscenza e competenza. Facciamo quindi un appello alla politica che amministra la Capitanata, la quale deve in primis farci capire una volta per tutte cosa è la Capitanata: se siamo un territorio con vocazione agricola, se siamo la Silicon Valley pugliese delle energie rinnovabili, se siamo un territorio che tutela il paesaggio, il turismo e l'ambiente, etc.. L'importante è essere chiari”, conclude Marrese, “perché è risaputo che le soluzioni promiscue, che rincorrono solo i finanziamenti, hanno vita breve e sono sempre perdenti nel lungo termine. D'altronde il risultato ottenuto finora dopo decenni di incertezze politiche è tangibile in tutta la Capitanata”.

L’iniziativa di Lusi è bocciata anche dai Verdi.

“Siamo nettamente contrari. Non si può pensare di occupare terreni agricoli con pannelli fotovoltaici”, fa eco Fabrizio Cangelli, a capo dei Verdi di Capitanata. “Non si possono privare i terreni della propria vocazione. Peraltro, l’ASP è un’azienda pubblica che non deve fare utili. E’ giusto posizionare i pannelli altrove, dai tetti alle discariche esaurite, agli edifici pubblici. L’ASP, come ente pubblico, dovrebbe piuttosto dare l’esempio alle imprese private che decidano di monetizzare trasformando i terreni agricoli. Ricordo che Coldiretti sta portando avanti una campagna nazionale contro tali speculazioni e trasformazioni dei suoli agricoli”.

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