“Esprimiamo forte preoccupazione per i recenti episodi dal carattere intimidatorio nei confronti del dott. Maurizio Marrese e del dott. Vincenzo Rizzi, storici esponenti dell’ambientalismo, tecnici di rinomata competenza naturalistica e difensori del patrimonio ambientale, spesso minacciato da fenomeni di bracconaggio e da una tutela istituzionale insufficiente. Questi ennesimi attacchi – ancora una volta nell’area delle zone umide sipontine – appare come un tentativo di mettere a tacere chi si batte per la salvaguardia del nostro prezioso patrimonio naturale”. Così in una nota congiunta di Wwf Foggia, Pronatura, Legambiente – Circolo Gaia, Legambiente Festambiente Sud, Fareambiente, F.A.I. – Foggia, C.A.I. – Foggia e a titolo personale gli ambientalisti Gian Maria Gasperi e Fabrizio Cangelli.
“Maurizio Marrese e Vincenzo Rizzi hanno dedicato la loro vita alla protezione dell’ambiente, lavorando instancabilmente per la conservazione delle specie in pericolo e degli ecosistemi. I recenti attacchi subiti, già segnalati alle autorità competenti, sembrano provenire da ambienti molto distanti da quelli della tutela ambientale”.
“Condanniamo con fermezza queste intimidazioni e chiediamo alle istituzioni di intervenire con urgenza per garantire la sicurezza dell’Oasi Laguna del Re e di chi opera per la difesa dell’ambiente. È essenziale che chi si impegna per la valorizzazione delle risorse naturalistiche possa svolgere il proprio lavoro in un clima sereno, senza timori o pressioni”.
“Questi episodi per quanto scollegati si inseriscono in una serie di atti di violenza, come nel caso dell’aggressione a una turista straniera e di incendi che hanno colpito strutture appartenenti a oasi naturali di rilevanza nazionale e internazionale, come quella del Lago Salso, senza che vi siano stati ancora interventi risolutivi. Anche le denunce relative alla distruzione di habitat e al prelievo illecito di acqua, presentate da tempo, restano in istruttoria e prive di risposte concrete, aumentando il rischio per gli ambientalisti e per le aree che cercano di proteggere”.
“Invitiamo le comunità locali e tutte le organizzazioni ambientaliste e della cittadinanza attiva a unirsi a noi in questa denuncia e a sostenere l’Oasi Laguna del Re, un vero presidio di legalità. La protezione dell’ambiente è una responsabilità collettiva: non possiamo permettere che violenza e intimidazione abbiano il sopravvento”.
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