Europa Verde – Verdi di Manfredonia - tramite l’ex assessora comunale all’ambiente Innocenza Starace, coportavoce provinciale del partito, e il consigliere comunale Alfredo De Luca, agronomo e presidente della commissione consiliare urbanistica e ambiente – hanno sollecitato la Regione Puglia a riaprire il tavolo tecnico sulle linee guida sulla gestione delle biomasse spiaggiate per modificarle nel senso proposto. Nella nota si richiama lo studio preliminare alle linee guida in cui si evidenzia in modo particolare la presenza di ingenti spiaggiamenti di biomassa proveniente da Cymodocea nodosa sul litorale sipontino ed in particolare in prossimità dei frangiflutti realizzati in prossimità del porto turistico Marina del Gargano dove, avendo bloccato la diluizione sul litorale delle biomasse, si accumulano in quantità enormi in poco più di un km di litorale sabbioso. “Il fine è sia quello di permettere ai cittadini di fruire delle spiagge pubbliche di Siponto, dove si accumulano centinaia di metri cubi di materiale, sia di ridurre gli oneri a carico dei balneari e del Comune che sono costretti a spostarle, sia infine per poterle riutilizzare in ambito agricolo e zootecnico in modo facile ma corretto dal punto di vista agronomico”, hanno spiegato Starace e De Luca alla Regione.
“Le proposte tecniche prevedono: di equiparare le biomasse agli ammendanti agricoli; di modificare le modalità di desalinizzazione perché le attuali linee guida impongono il lavaggio delle biomasse sulla spiaggia, una pratica ritenuta impraticabile, anti-ecologica e antieconomica; l’ampliamento delle tipologie di suolo ammissibili non solo sabbiosi (e dallo scorso anno anche franchi), a patto che sia redatto un piano di fertilizzazione basato su analisi del terreno; di chiarire che i quantitativi ammessi per lo spandimento (dallo scorso anno 100 quintali l’ettaro) siano di sostanza secca; l’utilizzo, previa naturale desalinizzazione, come lettiera nelle imprese zootecniche, con successivo impiego del letame come fertilizzante. In questo caso, il parametro quantitativo suggerito è di 20 quintali di sostanza secca per UBA (unità bovina adulta) all’anno”.
“Come referenti dei Verdi di Manfredonia abbiamo fatto due cose”, sottolinea Starace a l’Attacco. “La prima è recarci in Regione, dove abbiamo parlato con la nostra assessora regionale Marina Leuzzi, persona preparatissima, e col dirigente che si occupa di biomasse e ambiente. Ci sono state chiarite le linee guida che il Comune sipontina deve seguire, del tutto diverse da quelle attuate nella realtà. Finora la gestione della Cymodocea è stata sbagliata, si è portata avanti la strada intrapresa anni fa dall’allora dirigente Rosa Tedeschi. Abbiamo poi inviato una nota ufficiale sia al Comune che alla Regione. I due dirigenti comunali Michele Prencipe e Lucio Barbaro si sono mostrati molto disponibili ad un incontro chiarificatore, a differenza dell’assessora”, è il riferimento alla titolare della delega all’ambiente, la piddina Rita Valentino.
“All’assessora Leuzzi abbiamo anche chiesto di convocare un tavolo tecnico, informalmente la Regione ha accolto le nostre proposte. Ho anche incontrato varie volte i concessionari balneari rispetto al riutilizzo delle biomasse, si erano anche resi disponibili a farsi carico gratis della gestione delle biomasse sulle spiagge libere, che purtroppo sono quasi inaccessibili perché nessuno se ne occupa”, continua l’avvocata Starace. “Il trasporto di tali biomasse avanti e dietro, tra maggio e settembre, tra la zona di accumulo invernale e il sito di stoccaggio estivo è insostenibile per quanto oneroso e per i continui trasporti. Questi cumuli, peraltro, aumentano sempre di più, anno dopo anno. Ripeto: le linee guida regionali sono differenti”.
“La situazione è cambiata dal 2024, quando, a seguito di un supposto completamento del ripascimento dunale in zona foce Candelaro, la gestione commissariale decise di modificare le modalità di gestione delle biomasse vegetali spiaggiate in modo massivo sul litorale di Siponto”, fa eco il consigliere De Luca. “Il sito di stoccaggio si trova dopo il lido L’ultima spiaggia. Poi, a settembre, si rimettono le biomasse - decine di tonnellate di materiale - dove stavano prima, con costi assai notevoli oltre che con un accumulo di materiale sempre più considerevole. Abbiamo, come Verdi, contestato più volte questo sistema folle. Ci sono tante altre dune che hanno bisogno di tale materiale e non servono nemmeno le autorizzazioni VINCA della Provincia in quanto sono interventi volti alla conservazione degli habitat. Si può fare ripascimento dalla foce del Candelaro fino alla foce del Carapelle. Gli allevatori prima usavano le biomasse come lettiera per gli animali, le linee guida dicono che vanno lavate sul posto per eliminare il sale ma il costo è enorme. La nostra proposta è fare un sito di stoccaggio alle spalle della pineta, prima del Caseificio dei pini, o usare le biomasse per il ripascimento. Quanto affermato dall’assessora Valentino giorni fa riguarda tutt’altro, ovvero il finanziamento della Provincia per la pulizia delle spiagge da materiale di origine antropica, come vetro, plastica, etc. Non c’entra nulla con la questione della Cymodocea”.
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