Ombre sul servizio dell’emergenza-urgenza del Riuniti

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Sono passate già diverse settimane da quando il dottor Vincenzo Colapietro ha iniziato a prestare il suo servizio presso la Asl Foggia dopo aver lasciato, almeno per il momento, il Riuniti.

Lo specialista è finito recentemente agli onori della cronaca in occasione della nomina del nuovo direttore di centrale 118 del Policlinico. Per diversi anni Colapietro ha lì ricoperto il ruolo di primario facente funzioni, fino a quando è stato designato Stefano Colelli, dopo una procedura di avviso pubblico su cui molti dubbi sono stati sollevati. Sulla questione sono ancora in corso i necessari accertamenti, come raccontato più volte su queste colonne.

In attesa di chiarimenti, Colapietro ha deciso di allontanarsi, almeno per il momento, da un ambiente lavorativo in cui evidentemente non poteva più essere sereno. Fonti a lui vicine riferiscono a l’Attacco che il dottore non ha inteso accettare “polpette” e ha colto l’occasione per tornare a lavorare ringraziando per l’opportunità offerta dalla Asl.

Con istanza del 2 settembre scorso il medico, dipendente con rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato presso l’Azienda ospedaliera del capoluogo, nel profilo professionale di dirigente medico in centrale operativa emergenza urgenza 118, ha chiesto l’assenso al comando alla Asl Foggia.

La legge stabilisce che “per comprovate esigenze di servizio dell’azienda, la mobilità del dirigente può essere attuata anche attraverso l’istituto del comando tra aziende ed enti del comparto anche di diversa regione ovvero da e verso altre amministrazioni di diverso comparto, che abbiano dato il loro assenso”.

E considerato che proprio il settore dell’emergenza urgenza è uno dei più carenti in fatto di personale, la Asl ha colto al volo l’opportunità di implementare l’organico con un professionista, peraltro, di comprovata esperienza tanto che la direzione strategica, in meno di 20 giorni, ha dato il suo via libera al trasferimento. La legge dispone tuttavia che il comando sia per un tempo determinato ed in via eccezionale e così Colapietro resterà in Asl per i prossimi 12 mesi, eventualmente rinnovabili.

Ma il professionista non sarebbe il solo ad aver pensato di lasciare il Policlinico ultimamente. Pare infatti che anche altri medici ed infermieri, secondo indiscrezioni che trapelano da fonti interne all’ospedale, abbiano in mente di “migrare” nelle strutture sanitarie della Asl. Interpellato da l’Attacco sull’argomento, il direttore generale del Riuniti, Vitangelo Dattoli chiarisce: “A noi risulta in partenza un solo medico, che ha chiesto la mobilità”.

Ma al di là degli equilibri interni che nel reparto a quanto pare stanno mutando, qualche perplessità viene manifestata da osservatori anche in merito alla gestione del servizio stesso.

Circolano ad esempio da diversi giorni sulle app di messaggistica, saltando da un cellulare all’altro, delle foto che ritraggono operatori, regolarmente in divisa, a festeggiare una coppia di amici, novelli sposi davanti a una chiesa di Foggia. Sono foto peraltro visibili a tutti, pubblicate sui social dai diretti interessati. Nelle pagine in questione è ben evidente la data e l’ora della condivisione e c’è chi si chiede se in quel momento il personale sanitario fosse in servizio o avesse, al contrario, terminato il proprio turno di lavoro. E ancora, dubbi sono sorti riguardo all’uso del mezzo di soccorso: erano lì in ambulanza? Si trovava nel raggio di azione territoriale a cui è assegnata, nell’eventualità che gli operatori fossero in quel posto durante l’orario di servizio?

La questione è rilevante ai fini della corretta gestione delle emergenze, le ambulanze in città dovrebbero essere distribuite in maniera tale che possano coprire aree ben definite, così che, in caso di chiamata, possano raggiungere l’ammalato nel minor tempo possibile. E se un mezzo di soccorso fosse lontano dalla propria postazione, lascerebbe scoperto un pezzo di utenza, o comunque impiegherebbe più tempo per raggiungere il luogo in cui si manifesta un’emergenza.

Si discute anche dell'uso che si sta facendo dell'elisoccorso. Di recente sarebbe stato modificato il protocollo che disciplina la casistica per la quale è consigliato l’intervento dell’elicottero, allargando le ipotesi previste.

Beninformati raccontano ad esempio di caso: a Manfredonia una ragazza nei giorni scorsi si è ferita cadendo dal motorino, sarebbero state inviate sul posto due ambulanze, l'auto medica da Mattinata e l'elicottero; il soccorso è stato poi effettuato da un’ambulanza e il volo dell’elicottero è stato annullato. Addirittura si vocifera che quel giorno in un turno l’elisoccorso sarebbe stato attivato sette volte e annullato poi tutte e sette. Un dato che, se confermato, andrebbe in controtendenza rispetto alle linee guida in materia che invece puntano a ridurre gli interventi in elicottero perché i rischi sono altissimi, in particolare per l'equipaggio, così come anche i costi. Basti pensare che la media degli interventi nel periodo pre-Covid era di un volo ogni tre giorni.

A questo punto sarebbe opportuno capire a chi compete il controllo del servizio e come viene esercitato per evitare elementi di opacità.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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