Policlinico, medici dagli altri reparti a supporto del Pronto Soccorso

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Corre ai ripari con un progetto obiettivo la direzione del Policlinico Riuniti di Foggia per far fronte alla carenza medici nel pronto soccorso. Si tratta di un provvedimento che avrà durata trimestrale (gennaio-marzo) e che farà ricorso all’istituto delle prestazioni aggiuntive.

Alla base della decisione, la vacanza in pianta organica, nella struttura complessa di medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza, di 13 dirigenti medici, da cui la difficoltà nella stesura dei turni di servizio con una quantità di personale congrua rispetto al bisogno assistenziale. In più si è manifestata la necessità di concedere le ferie al personale in servizio, per un adeguato recupero psico-fisico. Nel frattempo, evidenziano dall’Azienda ospedaliera, i vari avvisi pubblici di reclutamento, procedure concorsuali attivati  non hanno consentito di implementare il personale attualmente in servizio; nemmeno l’incremento del numero dei contratti di formazione specialistica post laurea avviato nell’ultimo anno ha consentito di coprire l’attuale fabbisogno di specialisti; ragione per la quale è stata stipulata anche una convenzione con l’Asl di Foggia per l’utilizzo dei medici del servizio di emergenza urgenza territoriale 118. Ciò non di meno il Policlinico deve necessariamente estendere l’area di pronto soccorso, sia per superficie disponibile, sia per aumentata capienza dei posti letto tecnici e garantire la presa in carico degli assistiti in piena sicurezza, con un’ottimale adozione di misure precauzionali, misure di barriera e distanziamento. Una situazione già di per sé critica, aggravata dall’attuale recrudescenza della pandemia che vede il pronto soccorso quale struttura di prima linea per la selezione dei casi sospetti, tra i pazienti che afferiscono all’ospedale in emergenza urgenza, e il loro convogliamento verso gli specifici percorsi Covid.

Il progetto coinvolgerà i medici specialisti e specializzandi assunti con contratto a tempo determinato finalizzato a far fronte alla pandemia, i medici incardinati nell’organico di articolazioni organizzative afferenti a discipline equipollenti o affini alla disciplina di medicina e chirurgia di accettazione, i medici incardinati nell’organico di articolazioni organizzative non afferenti a discipline equipollenti o affini, che partecipano per adesione volontaria, in via prioritaria: medici che hanno prestato servizio in pronto soccorso negli ultimi tre anni e quelli che hanno già contribuito all’attività di pronto soccorso, mediante l’erogazione di prestazioni aggiuntive finalizzate a fronteggiare l’emergenza Covid.

L’idea di pescare medici dagli altri reparti era già stata sottoposta al personale con una circolare, anticipata su queste colonne qualche settimana fa e fece storcere il naso ad alcuni professionisti ma, chiariscono dall’ospedale: “La gestione dell’area pronto soccorso si rende possibile per effetto del supporto sistematico delle altre discipline che nell’insieme, secondo un piano preordinato, forniranno un medico per ogni turno nei giorni feriali e festivi, ventiquattro ore. La presenza dei suddetti medici rafforzerà le zone cosiddette ‘pulite’ del pronto soccorso, consentendo di dislocare stabilmente in area Covid un medico incardinato nell’organico struttura di pronto soccorso. Ad ogni buon conto, i medici delle altre discipline, in relazione alle esperienze pregresse o alla specificità di disciplina, potranno essere incardinati dal direttore di struttura nelle diverse articolazioni organizzative del pronto soccorso delle zone ‘pulite’. Nello specifico, potranno prestare il turno di servizio nelle postazioni di accettazione, negli ambulatori afferenti ai codici di triage di diversa priorità clinica, in osservazione temporanea o nella sezione ove sono trattati pazienti già inquadrati clinicamente e trattati all’accettazione e per i quali si rende necessario la prosecuzione del percorso diagnostico e terapeutico già avviato e la determinazione, in tempi brevi, circa l’esito in dimissione a domicilio o trasferimento in altro reparto di degenza”.

Considerato che il fabbisogno medio di prestazioni aggiuntive calcolato mediante la valutazione dei turni, rispetto allo standard minimo di personale medico, secondo lo schema organizzativo di 5 medici nel turno del mattino, 5 medici nel turno del pomeriggio, 4 medici nel turno della notte, prevede nell’arco del trimestre 180 turni diurni da 6 ore, 90 turni notturni da 12 ore, i turni scoperti risulterebbero 270 per una spesa pari a 130 mila euro circa.

L’attività di supporto sistematico da parte delle altre strutture nell’insieme, secondo una programmazione preordinata, renderà dunque disponibile un medico per ogni turno di servizio dei giorni feriali e festivi nelle ventiquattro ore. I dottori che partecipano al progetto offriranno ciascuno un numero di ore mensili in prestazioni aggiuntive variabile tra 6 e 12 ore, corrispondenti a due turni diurni oppure ad un turno notturno. In questo modo il pronto soccorso dovrebbe essere più performante, almeno fino al 31 marzo.

Nulla invece si sa ancora rispetto all’apertura dell’area destinata all’emergenza urgenza del Deu.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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