Si fa sempre più insistente la voce secondo la quale la Regione Puglia sia in procinto di bandire un nuovo concorsone per operatori socio sanitari. Il bando dovrebbe essere pubblicato l’anno prossimo. Sarebbe il secondo su scala regionale, dopo quello partito nel 2018 e interamente gestito dal management del Policlinico Riuniti di Foggia. Intanto la mega graduatoria scaturita dalla precedente selezione è in scadenza, secondo quanto stabilito dalla legge.
Questo perché di recente il Governo ha disposto che per le graduatorie approvate dal 1 gennaio 2020 ci sarà una validità di soli due anni a decorrere dalla data di approvazione, anziché tre, come invece era previsto quando il concorsone fu bandito.
La decadenza della graduatoria riguarda circa 10 mila idonei, i posti all’origine previsti erano circa 2500. Ma molti più Oss sono stati da allora assunti, circa il doppio, come peraltro era stato annunciato nelle fasi preparatorie del concorso. Gli operatori sono stati collocati sia nelle strutture sanitarie pugliesi che in quelle di altre regioni che ne hanno fatto richiesta.
Ora le aspettative di chi confidava in una chiamata, saranno di fatto disattese.
“Le norme parlano chiaro e i candidati lo sapevano dal primo momento, non si può fare niente per allungare la vita della graduatoria attuale”, è stato il commento reso a l’Attacco da Massimiliano Di Fonso, segretario provinciale dell’Usppi, sigla sindacale che ha in questi anni posto particolare attenzione alle vicende degli Oss del concorsone.
Concorsone che, come raccontato da l’Attacco con dovizia di particolari, è stato spesso al centro di proteste e polemiche sin dall’inizio e che ancora porta con sé strascichi di problemi e situazioni opache.
L’ultimo guaio in ordine di tempo ha riguardato la scoperta di idonei in possesso di un titolo non valido ai fini dell’assunzione. Proprio Di Fonso e l’Usppi accesero i riflettori sul caso degli operatori che pur avendo esercitato la professione, affrontato e superato le prove concorsuali, licenziatisi dai precedenti posti di lavoro in vista dell’assunzione nel servizio sanitario pubblico, dopo tre anni dal concorso hanno scoperto di non avere un attestato riconosciuto. Ma ancora prima, sono stati centinaia i ricorsi al Tar da parte di candidati ai quali non sono stati riconosciuti punteggi per esperienze maturate in altre strutture (ricorsi tutti peraltro vinti dall’Azienda ospedaliera, ndr).
Ancora più eclatante fu la pubblicazione, a distanza di poco tempo le une dalle altre, delle tre (se non addirittura quattro) graduatorie definitive dei vincitori. Un fatto che mise in grave imbarazzo la direzione generale dell’ospedale allora guidata da Vitangelo Dattoli. Soprattutto perché prima della prima graduatoria lo stesso dg aveva dovuto rassicurare gli interessati chiedendo alle commissioni di ricontrollare, per l’ennesima volta, tutti i fascicoli dei partecipanti che avevano rilevato nelle graduatorie provvisorie, dopo le prime prove, errori e inesattezze. Per arrivare alla versione finale della graduatoria fu necessaria “una verifica della verifica”, come la definì Dattoli su queste colonne.
Iniziato l’11 marzo 2019, si è concluso il 12 dicembre dello stesso anno. Le prove si sono svolte presso la fiera di Foggia, 2500 candidati per due turni al giorno. Alla prova orale furono ammessi 17155 candidati, a fronte di quasi 25 mila domande pervenute.
A procedura ultimata, il 9 gennaio 2020, il presidente Michele Emiliano organizzò a Foggia un conferenza stampa per sottolineare il grande lavoro svolto dalla governance dell’Azienda. In quella occasione si mostrò, forse incautamente, anche il frontespizio della delibera della graduatoria datata 30 gennaio ma è ormai storia il fatto che la delibera arrivò a giugno.
Ora gli Oss dovranno prepararsi al nuovo concorso.
“Intanto, fino a quel momento, riteniamo che la vecchia graduatoria sarà ancora utilizzata per altre assunzioni; certo, è inverosimile pensare che tutti gli idonei verranno assorbiti ma c’è ancora qualche speranza per alcuni di loro – ha aggiunto il sindacalista -. Ma gli operatori stessi sono consapevoli della situazione, del resto alla vigilia del concorsone anche noi abbiamo chiarito con attenzione questo dettaglio ed infatti non abbiamo sollecitazioni da parte dei nostri iscritti. Peraltro la stessa situazione si riproporrà anche per altre graduatorie, come quelle dei soccorritori e degli autisti prodotta da Sanitaservice”.
Di opinione diversa sono i rappresentanti di Cobas Puglia che nelle scorse settimane hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al ministro della salute, al ministro del lavoro, al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e all’assessore regionale Sebastiano Leo, nella quale hanno chiesto, tra le altre cose, di “l’allungamento della durata delle graduatorie per il reclutamento del personale sanitario Oss”, si legge nella missiva.
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