Policlinico Riuniti citato in giudizio, ditta chiede altri 14 milioni di euro

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14,4 milioni di euro: è la cifra per la quale la società Deu Riuniti Foggia Scarl e la società Debar Costruzioni Spa, quale capogruppo mandataria dell’Ati con La Guastamacchia Spa, con la C.N. Costruzioni Generali Spa e Termotecnica Presicci Spa hanno citato in giudizio, dinanzi al Tribunale di Bari - Sezione specializzata in materia dell’Impresa - Tribunale delle imprese, il Policlinico Riuniti di Foggia.

Queste chiedono ai giudici “di accertare e dichiarare l’inadempimento dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia – si legge negli atti ufficiali -, in relazione al contratto pubblico d’appalto rep. N. 266 del 5.04.2012, nonché la responsabilità della stessa Azienda convenuta in ordine alle contestate anomalie nell’andamento dei lavori; di accertare e dichiarare che in ragione di tali inadempimenti, nel corso dell’esecuzione dell’appalto e sino alla data di proposizione del presente giudizio, è stato causato alle attrici un pregiudizio quantificabile nell’importo complessivo di 14.427.415,71 euro per i titoli di cui alle riserve nn. 3, 4, e 5 ritualmente iscritte negli atti contabili, nonché per il titolo di cui all’ulteriore, riserva, iscritta in sede di sottoscrizione del conto finale, inerente all’adeguamento dei generatori di vapore. Per l’effetto di quanto richiesto chiede di condannare il Policlinico di Foggia, al pagamento della complessiva somma in questione o, in subordine, dell’importo, maggiore o minore, che sarà ritenuto di giustizia all’esito del presente giudizio, il tutto maggiorato di interessi legali e moratori e danno da svalutazione monetaria fino all’effettivo soddisfo in favore della ditta”.

La società, come peraltro dice la stessa dicitura, è quella che era nata per l’edificazione del dipartimento dell’emergenza urgenza, il Deu per l’appunto, il modernissimo plesso terminato e consegnato di recente al Policlinico, dopo anni di attesa, e su cui tanto si è discusso soprattutto da quando è emerso, grazie ad una inchiesta giornalistica de l’Attacco, che sarebbero stati necessari altri 20 milioni di euro, oltre ai 65 già stanziati e spesi, per completare gli ultimi due piani.

Fu l’allora direttore generale Vitangelo Dattoli, incalzato da questa testata, ad affermare che il progetto originario non aveva predisposto le risorse necessarie per tutto lo strumentario utile a dare piena operatività al Deu e che quindi i 20 milioni sarebbero stati recuperati tramite un project financing da uno stakeholder privato, che in cambio dell’investimento (per sale operatorie, rianimazione e centrale di sterilizzazione) avrebbe ottenuto la commessa della gestione dei servizi per 10 anni e 11 mesi con un ricavo di 160 milioni oltre Iva.

Ora, nella peggiore delle ipotesi, se dovesse soccombere in giudizio, l’ospedale potrebbe finire per dover pagare oltre 14 milioni alla ditta dei costruttori.

Il contenuto delle riserve indicate dalla ricorrente è riportato nella delibera del direttore generale (al tempo Antonio Pedota) 179 del 6 giugno 2016 avente ad oggetto l'approvazione dell'atto di transazione tra Azienda ospedaliera e la Deu Riuniti Foggia Scarl, società consortile in cui si è costituita la Ati aggiudicataria.

Come è noto, i lavori non sono stati iniziati immediatamente, innanzitutto per una serie di contenziosi avviati dalle ditte non vincitrici. Poi, una volta partito lo scavo di sbancamento, è emerso un evidente innalzamento del livello della falda acquifera rispetto alla misurazione del 2008, riconducibile a imprevisti di natura geologica. La soluzione proposta fu quella di eliminare il secondo piano interrato con variazione al sistema distributivo degli impianti tecnologici.

Nel 2015 è stata approvata la perizia di variante numero 2 (alla fine sono state 4 quattro complessivamente) e con la ripresa dei lavori a dicembre dello stesso anno, l'impresa appaltatrice ha apposto 7 riserve nel registro di contabilità; quelle oggetto di giudizio sono la 3, la 4 e la 5, come detto: la 3 riguarda l'equo compenso, ex Dm 21-5-2014 (Rilevazione dei prezzi medi per l'anno 2012 e delle variazioni percentuali annuali, superiori al 10%, relative all'anno 2013, ai fini della determinazione delle compensazioni dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi), pari a 17.200 euro; la 4 riguarda l'importo di 7,7 milioni di euro, dovuto nuovi prezzi non ritenuti congrui e a quantità previste nella variante 2 ritenute carenti; la 5 invece ha a che fare con l'andamento anomalo dei lavori quantificato in 6,5 milioni di euro.

Il Policlinico si è già costituito in giudizio e ha eccepito il difetto di legittimazione attiva della società Debar Costruzioni; la decadenza e inammissibilità dalla azione giudiziaria; la decadenza, inammissibilità ed infondatezza delle avverse richieste di accertamento di responsabilità e delle connesse richieste risarcitorie rispetto alle singole riserve, e la riserva iscritta per l’adeguamento dei generatori di vapore.

Il Tribunale delle Imprese ha ravvisato la necessità, ai fini della decisione, di ammettere la consulenza tecnica d’ufficio, anche il legale esterno individuato dall’Azienda (l’avvocato Vito Aurelio Pappalepore, del Foro di Bari), ha ritenuto di fondamentale importanza di procedere alla nomina di un professionista, quale consulente di parte del Policlinico, che abbia comprovata esperienza in materia di pubblici appalti, per avvalersene in sede di giuramento del Consulente Tecnico di Ufficio, disposto dal Tribunale per l’udienza in programma proprio domani ed in corso di operazioni peritali ed elaborazione di perizia e relative osservazioni.

Vista la particolare complessità della materia, l’onerosità della controversia ed il risultato ottenuto dal procuratore costituito con l’ammissione dei quesiti formulati in difesa della Azienda, è stato scelto Alfredo Ferrandino, stimato professionista con comprovata esperienza in materia di pubblici appalti il quale ha comunicato la disponibilità ad accettare l’incarico professionale.

Come se non bastasse, le grane del commissario straordinario Giuseppe Pasqualone non finiscono qui: è arrivata anche la citazione in giudizio di Sodexo e Ladisa che si occupano del servizio ristorazione all’ospedale chiedono al Tribunale di Foggia che condanni l’Azienda al pagamento di circa 420 mila euro “a titolo di corrispettivo e/o maggiori costi sostenuti per il servizio erogato negli anni scorsi”. Anche in questo caso il Riuniti si opporrà avvalendosi dei servigi di un legale esterno, l’avvocato Raffaele Daloiso.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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