Se la prende (anche) con il Governo il presidente della Regione Michele Emiliano per la stretta che la Puglia deve operare nelle spese della sanità: “A noi arrivano 800 milioni di euro in meno rispetto ad altri”, ha ricordato il governatore che ritiene insufficiente il Fondo nazionale, anche solo per coprire i costi di inflazione ed energia. Non ci sta a questa ricostruzione il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, membro della commissione sanità, che già da consigliere regionale ha più volte messo in evidenza le criticità della sanità pugliese. “Si rivede il Rocco Palese della legge 28/2000 – ha premesso il meloniano a l’Attacco -, un danno immane per la sanità: non si possono fermare gli investimenti, le assunzioni, le acquisizioni di beni e servizi, la manutenzione ordinaria e così via. In sanità si deve necessariamente andare avanti, quello che al contrario non deve esistere sono gli sprechi e le clientele. Noi invece abbiamo una regione e un servizio sanitario che si connota fortemente proprio per gli sprechi e le clientele: esempi eclatanti ce ne sono a iosa. Paghiamo 10 mila euro al mese per il commissario di un'Azienda ospedaliera, quella di Taranto, senza che questa esista. E solo perché questo commissario ipotizzava di candidarsi come Sindaco al Comune di Taranto contro il protetto di Emiliano. In altre parole il presidente ha risolto un dualismo inventandosi una poltrona”.
Zullo poi annovera tra gli sprechi anche l’operazione del dipartimento dell’emergenza urgenza di Foggia: “Quanti soldi sono stati immessi in quel Deu? Prima andava bene il project financing, ora non va più bene e intanto è tutto fermo lì. Ancora, l’ospedale in Fiera del Levante, la fabbrica delle mascherine e tanto altro. Tutto questo rappresenta un insieme di sprechi e clientele che hanno determinato il deficit di cui oggi si parla. Ma questo deficit non deve scontarsi sulla pelle dei cittadini, degli assistiti o degli operatori sanitari che devono subire restrizioni. Emiliano e Palese non possono dire che è colpa dello Stato e che lo Stato deve ripianare i debiti che accumulano con la loro cattiva gestione”.
Da questa situazione si esce, a detta del senatore, solo se Palese ed Emiliano rassegnano le loro dimissioni. “Si dovrebbero dimettere se hanno dignità, non dico il presidente che è stato eletto da poco ma almeno l’assessore dovrebbe dimettersi. Ricordo che Palese era quello che in consiglio regionale proponeva la costituzione di nuclei di vigilanza e controllo formati da generali di Carabinieri e Finanza per poter monitorare la spesa in sanità e lo proponeva dall'opposizione. Ora che è l'assessore alla sanità perché non mette in atto quei provvedimenti? Evidentemente servono persone più capaci: se noi ripianiamo questo deficit e si continua con le clientele e gli sprechi, ogni anno bisognerà rifondere risorse per tamponare altri debiti”.
Sarebbe interessante a tal proposito capire come i ministeri competenti intendono muoversi, se ad esempio si parla di ispezioni, controlli più serrati o addirittura se si sta valutando l’idea del commissariamento, come da più parti richiesto. “E’ un dibattito in atto – rivela Zullo - però deve seguire certe logiche e comunque per quanto mi riguarda credo sia strettamente necessario, non si può andare avanti così”.
Meno risorse significano meno servizi. “Mi aspetto che la gente di Puglia prenda coscienza di questo, sembra quasi anestetizzata e passa l’idea che questa situazione sia normale quando non lo è affatto, forse è il momento di ribellarsi. Nella sanità pugliese è successo di tutto, tra le Sanitaservice, la gestione del Covid, tutto quello che ha riguardato gli investimenti che non hanno prodotto frutti (tipo il Deu), sono casi ormai visibili, sono emersi, senza contare quello che è rimasto sommerso. Non possiamo pensare che ci sia una gestione allegra della sanità e poi che ci debba essere qualcuno che dall'alto debba intervenire, in un settore in cui peraltro le risorse sono limitate per l'Italia intera. C'è bisogno quindi di buona amministrazione, di oculatezza nella spesa, di efficienza e di efficacia. E poi soprattutto basta con questo mercato delle vacche utilizzando le poltrone”.
Quindi in questa fase è escluso un intervento da Roma con un'iniezione di risorse extra? “Il governo centrale ha immesso nel Servizio sanitario nazionale per il 2023 oltre 2 miliardi – ha tenuto a precisare Zullo -, anche sulla questione payback, che sta mettendo in difficoltà molte aziende, l’esecutivo sta assumendo degli impegni importanti, grazie ad un decreto legge approvato in Consiglio dei ministri l'altro ieri che mette a proprio carico il 50% di questa spesa (pari a circa un miliardo di euro) per poter aiutare i fornitori, che a mio avviso sono stati, non dico truffati, ma buggerati da una Regione che non li ha avvisati che ormai il tetto di spesa era superato e che quindi avrebbero restituito delle somme a fronte della prosecuzione delle forniture. Quindi cosa si vuole di più dallo Stato? Non si può scialacquare a Bari per poi battere cassa a Roma, questa tecnica è tipica di Emiliano: dire che è sempre colpa di qualcun altro, è colpa di Zullo, di Fitto, del Governo”.
Praticamente che cosa rischiano, in questa situazione, i cittadini pugliesi, i pazienti, i malati? “Rischiano molto – la risposta netta del senatore - però i pugliesi devono acquisire coscienza di quella che è la conduzione della Regione, è chiaro che i cittadini rischiano, rischiamo tutti perché non si possono vietare le assunzioni, le acquisizioni di beni e servizi e le manutenzioni, è ancora più assurdo se si pensa che siamo in un momento in cui abbiamo il problema delle liste d'attesa, della carenza di personale, di affanno per le attività nei Pronto Soccorso, sono proprio questi divieti che determinano il rischio. Palese ed Emiliano cerchino di capire dove si annidano gli sprechi ed eliminino le clientele della sanità. Chi non sa gestire, chi spreca, chi si dedica alle clientele può avere tutti i soldi di questo mondo ma non basteranno mai”.
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