Il Molise esiste eccome, almeno per i foggiani che decidono di andare a curarsi nella vicina regione

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Spopola ormai da anni sul web il meme “Il Molise non esiste” ma, almeno, in fatto di sanità, il Molise per i cittadini di Capitanata esiste, eccome. I recenti dati sul fenomeno della mobilità passiva diffusi dalla Asl Foggia mostrano come gran parte dei cosiddetti viaggi della speranza abbiano come destinazione proprio le strutture sanitarie della vicina regione.

Sono comunque sempre le regioni del Nord ad essere le mete preferite dei foggiani, l'Emilia Romagna ospita il maggior numero di ricoveri della mobilità passiva della Capitanata con 1.850 accessi, pari al 19,59% dei circa 10 mila totali. Seguono la Lombardia con 1.290 ricoveri, pari al 13,66%, il Lazio con 1.094 ricoveri, pari all'11,59%; poco dietro il Molise con 1.068 ricoveri, pari all'11,31% che alla Asl costano 4,7 milioni di euro. Staccato l’Abruzzo con 710 ricoveri, pari al 7,52% del totale, a seguire tutti le altre.

Il dato del Molise è significativo proprio per l’abissale (e oggettiva) differenza che registra rispetto alle altre blasonate e molto più fornite di strutture sanitarie regioni preferite dai foggiani.

Anche in altre circostanze su queste colonne si è messa in evidenza una migrazione dei pazienti della provincia oltre il confine settentrionale della Puglia, in particolare dell’Alto Tavoliere. Addetti ai lavori ed osservatori avevano fatto notare che si andava in Molise per partorire (più comodo ad esempio da San Severo e dintorni scegliere Termoli piuttosto che Foggia o addirittura Cerignola) e per eseguire velocemente esami di diagnostica per immagini in una nota clinica di Campobasso.

Il quadro tracciato dalla Asl indica invece che forse c’è molto di più. E’ quello che peraltro ha riscontrato anche l’osservatorio Gimbe nel suo ultimo report che ha analizzato la mobilità sanitaria interregionale con i più recenti dati disponibili risalenti al 2020.

La regione Molise costituisce un caso unico in Italia in tema di assistenza sanitaria, unica nel Centrosud ad avere un saldo attivo con crediti pari a 93.222.352 euro e debiti pari a 58.954.700 euro (+ 34.267.652 euro). Il Molise conquista la prima posizione anche per saldo pro-capite attivo, con 116 euro.

Va sottolineato che l’87,2% della mobilità sanitaria è coperta dalle strutture private molisane, i ricoveri (ordinari e day hospital) corrispondo all’86,4%; la specialistica ambulatoriale all’88,8%.

Nel panorama dell’offerta molisana spiccano due noti centri di eccellenza: l’Irccs Neuromed e Gemelli Molise (affiliato alla Cattolica) che, per le loro peculiarità, rispondono alla domanda dei cittadini di una macroarea costituita dalle regioni Campania, Lazio, Puglia, Abruzzo al centro delle quali si trova appunto il Molise, comprensivo di circa 12 milioni di abitanti.

“Queste due strutture non avrebbero senso di esistere, se fossero al servizio della sola cittadinanza molisana che costituisce un ridottissimo bacino di utenza. Le due strutture, infatti, operano prevalentemente per pazienti extraregionali (nel caso di Neuromed circa 90%) provenienti per la quasi totalità dalla macroarea costituita dalle regioni confinanti”, hanno fatto notare di recente dalla Aiop Molise.

Neuromed è stato riconosciuto Irccs sin dal 1983. Garantisce assistenza, didattica e ricerca nel campo delle neuroscienze. Con i suoi numerosi laboratori di ricerca, parco tecnologico, biobanca, stabulario, ecc, ha contribuito e contribuisce al progresso nell’ambito delle scienze neurologiche e cardiovascolari, delle malattie rare, delle patologie del sistema nervoso, dell’epilessia e degli organi di senso. Per l’assistenza, la didattica e la ricerca opera anche in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e l’Università Tor Vergata. L’Irccs Neuromed ha realizzato importantissimi investimenti sia in termini di risorse umane con il rientro di giovani ricercatori dall’estero che in termini di tecnologie strutturali.

L’altra struttura, Fondazione Policlinico Gemelli, sita a Campobasso, svolge prevalentemente attività di oncologia, cardiologia e cardiochirurgia, ed è stata realizzata col concorso dei finanziamenti ex art. 20 L. 67/88 al pari di quanto avviene per le strutture pubbliche. Recentemente, il parco tecnologico è stato totalmente rinnovato con l’acquisto di due acceleratori lineari di ultima generazione che permettono di eseguire trattamenti estremamente mirati, risparmiando gli organi sani e migliorando sensibilmente l’efficacia delle cure. L’alto livello di innovazione ed il numero di strumentazioni tecnologiche consentono al centro un altissimo standard di qualità dei servizi. Ciò ha fatto del Gemelli Molise un punto di riferimento per l’intero Sud Italia.

“Le discipline di cui dispongono i due centri presuppongono un bacino di utenza che non può essere limitato alla popolazione molisana (neurochirurgia, cardiochirurgia, riabilitazione di alta specialità cod. 75, radioterapia, oncologia, ecc) così come disposto da ultimo dal DM 70/2015. Detti centri sono stati autorizzati ed accreditati in virtù della loro specificità e della posizione geografica”, ha ricordato l’Aiop.

Negli ultimi 20 anni la Regione ha fissato un tetto di spesa invalicabile per pazienti regionali ed un duplice tetto di spesa per pazienti extra regionali. Le due strutture in questione sono accreditate con il Ssr e sostengono gli oneri per le prestazioni rese ai cittadini delle altre regioni ma “per una quota consistente, vengono remunerate non prima di due anni evitando, nel corso di questo periodo, flussi finanziari in uscita da parte della regione che, invece, riceve l’acconto in sede di riparto”, fanno notare dall’associazione dell’ospedalità privata contribuendo in tal modo alla tenuta dei bilanci regionali.

Che la sanità sia un settore importante per il Molise lo dimostra anche il fatto che Gemelli e Neuromed insieme garantiscono in maniera diretta e indiretta lavoro a circa 1500 operatori che, per una piccola regione come il Molise, costituiscono la più importante fonte di occupazione.

Importante anche il contributo delle strutture più piccole, quali Villa Maria, Villa Esther, Igea Medica, Centro Radiologico Potito e Centro Oculistico Laurelli.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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