Il manager che ridisegnerà (finalmente) il volto dell’ospedale con l’impronta da aziendalista puro

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Fin dal suo arrivo al Policlinico Riuniti di Foggia da commissario straordinario, Giuseppe Pasqualone aveva reso chiarissimo il suo obiettivo: mettere ordine nel caos dell’ospedale. Dopo la fase del commissariamento il presidente Michele Emiliano lo ha confermato alla guida della struttura sanitaria più importante del nord della Puglia da direttore generale. Il suo mandato non compie ancora nemmeno un anno (nominato a febbraio 2023 resterà in carica fino al 2026) e già ha suscitato l’interesse di molti. Non solo per le sue dichiarazioni spesso dirette e senza troppi giri di parole ma anche per ciò che ha deliberato. Non roba da poco se si pensa ad esempio allo smantellamento dell’operazione del project financing per il completamento del dipartimento di emergenza urgenza, svelata in esclusiva da l’Attacco. “Vogliamo che il Deu venga gestito dal Policlinico di Foggia, non da un operatore privato”, anche di recente Pasqualone lo ha ribadito su queste colonne, avendo, sin dal suo arrivo alla guida dell’ospedale voluto vederci chiaro sul partenariato pubblico privato. Dopo una serie di approfondimenti la governance del Riuniti ha disposto, qualche mese fa, la revoca della gara e di tutti gli atti connessi, messi in piedi dal manager Vitangelo Dattoli. L’ex dg aveva quasi portato a termine l’operazione che prevedeva l’investimento del privato da 20 milioni per allestire le sale operatorie dell’ultimo piano del dipartimento e la centrale di sterilizzazione, in cambio della commessa sui servizi per 10 anni e 8 mesi al costo di circa 170 milioni di euro. Operazione revocata da Pasqualone perché ritenuta non economicamente vantaggiosa per l’ospedale.

Il progetto di finanza sarebbe andato a buon fine se non fosse caduta su Dattoli la tegola dell’arresto (poi revocato) nell’ambito dell’inchiesta Icaro che lo ha costretto alle dimissioni ad un anno dalla riconferma alla guida dell’ospedale foggiano. Il suo secondo incarico peraltro era insolitamente lungo, quinquennale (normalmente un mandato dura tre anni), e avrebbe avuto tutto il tempo per portare a compimento il suo Ppp. Che infatti era quasi alle battute finali, mancando solo l’aggiudicazione. Dattoli ha, in ogni occasione, rivendicato la bontà della sua scelta: senza i soldi del privato non si sarebbero potute allestire le sale operatorie e la centrale di sterilizzazione perché l’originario finanziamento pubblico di 65 milioni di euro era risultato insufficiente, ha spesso affermato. Una versione dei fatti messa più volte in discussione su queste colonne e che non trova rispondenza in quello che oggi sta accadendo: la spesa per realizzare le sale operatorie (che daranno il via anche alla cardiochirurgia) è stata quantificata in 3 milioni, soldi che ha già provveduto a stanziare la Regione, su richiesta dell’attuale direzione generale.

L’Azienda ospedaliera peraltro è fermamente intenzionata a resistere al Tar, a cui è ricorso il privato che si avviava a vincere la gara e che ritiene di aver subito un danno dalla revoca: Althea.

Il tanto atteso completamento del Deu potrebbe quindi vedere la luce proprio nell’era Pasqualone che ha annunciato che a breve “verranno pubblicate le gare per il completamento delle sale operatorie del Deu, il progetto è stato consegnato” e proprio in questi giorni è stato fatto un ulteriore passo avanti con l’approvazione del progetto esecutivo relativo ai lavori di completamento del reparto operatorio al sesto piano del Deu per installazione sistema di integrazione video delle sale operatorie da circa un milione di euro.

Secondo il cronoprogramma del manager originario di Monopoli, tempi brevi per ciò che riguarda il Monoblocco, è infatti “in fase di validazione il progetto esecutivo, che pure ci è stato consegnato. Pensiamo che la gara per abbattimento e ricostruzione, dal valore di 50 milioni di euro, potrà essere bandita tra fine 2023 e inizio ‘24”.

Il 2024 vedrà anche la riapertura delle 8 sale operatorie, quelle famose oggetto dell'inchiesta. “Sicuramente partiranno quelle che si trovano al primo piano del plesso, abbiamo completato la procedura di autorizzazione all'esercizio, non appena arriverà, le prime 4 sale diverranno operative; successivamente toccherà alle restanti, alle quali mancano ancora alcune attrezzature, però i lavori sono stati effettuati”, ed anche la gara per gli acquisti necessari è già stata pubblicata.

In programma anche tutta una serie di acquisti, in particolare di grandi macchine a valere dalle risorse del Pnrr per efficientare ed ampliare ulteriormente l’offerta dell’ospedale. Inoltre il ministero di recente ha sbloccato anche i fondi sul d’Avanzo e sulle due torri, quindi, anche in questo caso, il progetto (definitivo, non esecutivo) è in fase di validazione.

Pasqualone e i suoi sono a lavoro anche per far rientrare il buco nel bilancio, con un importante faro alla guida delle proprie azioni: la legalità. “Tengo molto al fatto che si comprenda che noi stiamo lavorando, cercando di garantire in primis la legalità, senza la quale non si può ottenere neanche l'economicità, il buon andamento, nulla. L'abbiamo visto: in poco tempo, migliorando significativamente i servizi, sottolineo significativamente, siamo riusciti a risparmiare tanti soldi. La legalità in altre parole è sinonimo di efficienza del servizio sanitario pubblico. Al tempo stesso stiamo cercando di garantire percorsi e organizzazioni migliori, per soddisfare sempre di più il bisogno di salute, migliorare i tempi di attesa e quant’altro. Su questo siamo fortemente impegnati e devo dire che tutti nel Policlinico hanno capito la nostra volontà di dare un'impronta non solo di legalità ma anche di una gestione volta al merito e all'efficientamento. Anche da questo punto di vista, c'è molto entusiasmo. Ci devono credere anche i cittadini”.

E’ stato poi guardato con particolare interesse anche l’atteggiamento del manager nei confronti di un big dell’imprenditoria ed in generale della società del capoluogo, nel momento in cui ha deciso di non rinnovare il contratto di locazione per gli immobili di proprietà di Paolo Telesforo, pure finalizzato da Dattoli in vista della demolizione del Monoblocco che dopo tre anni è ancora in piedi, nei quali aveva trasferito uffici e alcuni ambulatori, oggi tornati tra le mura del Policlinico.

“Non guarda in faccia a nessuno”, uno dei commenti più sentiti su di lui, sinonimo di fermezza e rigidità, per molti ciò che ci voleva a Foggia; per altri caratteristiche non molto apprezzate, soprattutto in alcuni ambienti interni all’ospedale che considerano questo atteggiamento poco adatto all’umanizzazione di una struttura ospedaliera. Del resto lo stesso manager si è sempre autodefinito un aziendalista puro, il cui compito è quello di assicurare che il Policlinico funzioni secondo principi di efficacia ed efficienza. Sulla base di queste premesse le aspettative sul dg sono molto alte e ove mantenute nel 2024 cambierebbero il volto della sanità di Capitanata.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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