In questi giorni si sta veicolando l’allarme lanciato dal ministero della Salute sulla malattia dengue. L’Ente, con apposita circolare (Innalzamento livello di allerta relativamente alla diffusione della dengue presso i Punti di ingresso italiani), ha evidenziato che: “A causa dell’aumento globale dei casi di dengue, su disposizione del Direttore Generale, Francesco Vaia, si invitano gli Uffici di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera (USMAF-SASN) ad innalzare il livello di allerta e vigilanza nei confronti dei vettori provenienti e delle merci importate dai Paesi in cui è frequente e continuo il rischio di contrarre la malattia o dove è presente Aedes aegypti”. In Brasile 512.353 i casi sospetti registrati nelle prime 6 settimane del 2024. In Argentina 39.544 casi registrati e 29 decessi correlati. La febbre dengue è una malattia virale diffusa dalle zanzare infette del genere Aedes, principalmente dalle zanzare della febbre gialla Aedes aegypti, ma anche dalle zanzare tigri asiatiche Aedes albopictus. In Europa sono tre i Paesi che hanno registrato casi ed epidemie autoctone sporadiche di dengue, tra il primo gennaio e il 5 dicembre 2023. L'Italia, 82 casi; Francia, 43 casi; Spagna con 3.
Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa all’uomo dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni e, in questo periodo, la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. Le zanzare Aedes possono essere identificate tramite le vistose strisce bianche localizzate sui loro corpi neri e sulle zampe. A differenza della zanzara Anopheles (vettore della malaria), l’Aedes punge anche nelle ore diurne, tanto in ambienti chiusi, quanti in quelli all'aperto. Nota anche come "febbre rompiossa", la dengue è una malattia virale acuta, esordisce con la febbre, a cui seguono cefalea, dolori attorno e dietro agli occhi, mialgie, artralgie, eruzioni cutanee di tipo maculo-papulose, nausea, vomito e altri disturbi gastro-intestinali.
Non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci antipiretici e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. Sono in commercio due vaccini. Messaggio dato anche sui suoi profili social, queste le considerazioni del professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e Ordinario d’Igiene, all’Università di Pisa: “Qualche giorno fa ho iniziato a parlare di arbovirus, cioè di virus trasmessi da artropodi, un acronimo derivante dall'inglese ARtropode-BOrne, ovvero trasmesso da artropodi che includono, appunto, sia gli insetti che le zecche, principali vettori di queste malattie. Parlavo di encefalite giapponese perché ancora non era stato lanciato l'allarme nazionale per la dengue. Dengue ed encefalite giapponese sono entrambe arbovirosi. Del tutto diversa la severità clinica: l'encefalite giapponese è più rara ma molto più letale, i cui esiti possono essere devastanti. Però – ha continuato Lopalco - sono entrambe trasmesse da zanzare (Aedes per la dengue, Culex per l'encefalite giapponese) e per entrambe quello che preoccupa le autorità sanitarie mondiali è l'estensione della loro diffusione. L'encefalite giapponese si è endemicizzata per la prima volta in Australia. La dengue dilaga in Brasile ed è scattata da poco l'emergenza in Argentina. I numeri sono impressionanti: oltre 4 milioni di casi stimati in Brasile. In Argentina, più della metà delle province hanno riportato casi”.
Lopalco contestualizza, e pone un quesito: “Cosa rischiamo in Italia? Il Ministero della Salute ha già emanato un piano di controllo alle frontiere e ha allertato le autorità sanitarie ed i cittadini di segnalare subito il sospetto di malattia per chi tornasse da un viaggio in America Latina (viaggi tipo per il carnevale di Rio, ndr). Questa misura è la più efficace, visto che la zanzara che trasmette la malattia è, ormai da tempo, abbondantemente presente nel nostro Paese. Si tratta della famosa ‘zanzara tigre’. Dalla cartina prodotta dall'OMS, l'Italia rientra fra i Paesi europei che hanno segnalato casi autoctoni di dengue: casi in cittadini che non avevano viaggiato all'estero – ha concluso Lopalco -. Controllo delle zanzare e segnalazione immediata dei sintomi. Questo è quello che possiamo fare nell'immediato. Come strategia a lungo termine, però, non possiamo ignorare che l'aumento delle arbovirosi sia una conseguenza diretta del riscaldamento globale. Combattere i cambiamenti climatici significa anche prevenire queste malattie”.
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