Sono massacranti i turni degli ostetrici in servizio presso l’ospedale di San Severo Masselli Mascia tanto da mettere a rischio la loro salute e la loro sicurezza. Di questo disagio gli interessati avrebbero messo a conoscenza la direzione del presidio ma anche la direzione generale e sanitaria della Asl Foggia da cui dipende la struttura. Il reparto di ostetricia e ginecologia da anni soffre di una grave carenza di personale, come più volte raccontato su queste colonne. Queste si riflettono negativamente sul benessere del personale. Una situazione che pare sia divenuta ancor più insostenibile dall’arrivo del nuovo primario Antonio Lacerenza, datato maggio 2023. Una nomina per la verità attesa da anni che ha portato ad un aumento dell’attività di reparto, come pure riferito dalla direzione generale della Asl salutandolo come un importante risultato, in una struttura sempre in bilico e a rischio chiusura a cui non solo la cittadinanza sanseverese è legata ma l’intero Alto Tavoliere di cui è riferimento. Sono normalmente tre i turni che prestano 12 dei 15 ostetrici in pianta organica (tre infatti sono part time e si occupano solo degli ambulatori). 2 dei 12 per motivi personali mancano da mesi e non sono stati mai sostituiti, di conseguenza gli operatori in servizio effettivo sono solo 10.
Questo comporta che il lavoro ricada tutto su un numero ridotto di ostetrici nonostante la pianta organica dell’ospedale prevedesse un totale di almeno 20 professionisti e un modello organizzativo totalmente diverso da quello che si è andato configurando nel tempo e con il venir meno di alcuni di loro.
Fatto sta che il lavoro di 20 viene spalmato su 10 con turni difficili da sostenere e l’impossibilità di fatto di beneficiare di riposi perché diventa impossibile reperire sostituti. Senza contare le assenze (giustificate) per assistenza a familiari infermi di alcuni di loro, previsti dalla legge 104.
A peggiorare la situazione degli ostetrici anche la carenza di infermieri e Oss, per la cui ragione sono chiamati loro ad assolvere le funzioni di questi ultimi.
Eppure già di per sé il compito degli ostetrici è gravoso: si occupano del prericovero delle pazienti, assistono e consigliano la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conducono e portano a termine parti eutocici con propria responsabilità e prestano assistenza al neonato. L’ostetrico partecipa come membro dell’equipe sanitaria ad interventi di educazione sanitaria e sessuale alla donna, alla famiglia e alla comunità, alla preparazione psicoprofilattica al parto; alla preparazione e all’assistenza agli interventi ginecologici; alla prevenzione e all’accertamento dei tumori della sfera genitale femminile; ai programmi di assistenza materna e neonatale; l’ostetrica individua situazioni potenzialmente patologiche che richiedono l’intervento medico e di praticare le relative misure di emergenza. Non solo, si occupano anche degli esami e dei servizi di day surgery.
La conseguenza più immediata di questo stato delle cose è che diventa pressoché impossibile per gli ostetrici beneficiare del riposo dopo il turno di notte, come invece previsto dalle norme e capita addirittura di dover coprire più turni di notte in giorni consecutivi. Così come pure capita sovente che non trascorrano le 11 ore di riposo continuativo, previste per legge e per contrattazione collettiva. Come accade anche spesso a coloro che beneficiano dei permessi ex legge 104 di essere assegnati in turni in cui uno dei tre giorni di permesso coincide con il giorno di riposo che segue all’impiego nel turno di notte.
Di tutto questo gli ostetrici avevano, come accennato, già messo a conoscenza la direzione generale ma a quanto pare senza esito, le lamentele sarebbero arrivate in via Protano anche da parte dei responsabili di reparto, anche queste rimaste lettera morta. Visto il silenzio dei piani alti della Asl, gli ostetrici hanno a questo punto deciso di inviare una comunicazione formale redatta dai loro legali di fiducia per provare a smuovere un po’ le acque arrivando anche a paventare l’ipotesi di adire le vie legali per la tutela del loro diritto di lavoratori.
Da qui la richiesta degli avvocati per conto degli ostetrici affinché la direzione generale della Asl Foggia intervenga quanto prima per far cessare l’assegnazione di turni di servizio che a detta degli interessati si configurerebbero in violazione delle disposizioni legali e contrattuali previste in tema di orario di lavoro e di riposo.
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