Salita alla ribalta della cronaca anche in Italia, non solo negli ambienti della tossicodipendenza, è il Fentanyl. Viene chiamata anche “droga degli zombie” per la capacità di trasformare chi la assume in “morti viventi”. Ed è proprio lo stato di euforia estrema che spinge all’uso del Fentanyl, farmaco utilizzato nella terapia del dolore, con effetti simili a quelli della morfina, ma più potente da 50 a 100 volte ed è anche più potente dell’eroina da 30 a 50 volte. In Italia, come indicato da fonti ministeriali, non esiste ancora un “caso Fentanyl”. Anche se il mercato di circolazione, al momento, resta quello del “deep” e del “dark web” ma che comincia a fare gola alle mafie. Il Fentanyl è un analgesico con una potenza superiore, come detto, a quella della morfina, ed i suoi derivati sono utilizzati come anestetici e analgesici sia in medicina sia in veterinaria (Carfentanyl). La sua molecola ed i suoi derivati sono soggetti a controllo internazionale così come quei derivati non farmaceutici altamente potenziati, quale il 3-metilFentanyl, sintetizzati illecitamente e venduti come “eroina sintetica” o mescolati con l’eroina.
A l’Attacco, lo spiega Leonardo Pennisi, farmacista, ricercatore presso il Centro Antiveleni di Puglia-Policlinico ospedaliero universitario di Foggia, Specialista in valutazione e gestione del rischio chimico, specializzando in Farmacologia e Tossicologia Clinica: “Smart drug, nuove sostanze psicoattive. A pensare in modo ironico potremmo catapultarci nella commedia del film ‘Smetto quando voglio’, nel quale brillanti ricercatori per vincere la precarietà si mettono a sintetizzare nuove droghe. Ma quello è un film. Nella vita reale, le storie sulle nuove droghe sono una vera e propria piaga sociale e sanitaria. In queste settimane si è visto e sentito parlare del Fentanyl, definita la droga degli zombie, anche se, come riportato dalle istituzioni, ad oggi in Italia non c’è un’emergenza Fentanyl, ma vi sono segnali sulla sua circolazione”.
Lo specialista entra nel merito: “Le nuove droghe, tutte o quasi di origine sintetica, sono così farmacologicamente attive da avere un potenziale di azione anche 50 o 100 volte superiore al capostipite, che tradotto potrebbe generare sintomi ed emergenze sanitarie tali da mettere in pericolo di vita anche con una sola assunzione. Tra le nuove droghe, i cannabinoidi sintetici, derivanti dal THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo, e i catinoni sintetici strutturalmente analoghi del catinone, molecola psicoattiva presente in natura nella pianta del Khat, sono tra le nuove droghe maggiormente circolanti, anche se non mancano derivati anfetaminici ed altre – ha evidenziato Pennisi -. L’Emergenza sanitaria derivante dall’abuso di queste sostanze è legata principalmente all’identificazione delle droghe e alla gestione dei sintomi che generano, senza considerare che spesso sono co-assunte insieme a farmaci amplificando ulteriormente il pericolo di vita del paziente”.
Il Fentanlyl può avere effetti devastanti su chi lo assume per scopi diversi da quelli sanitari: sono sufficienti 2-3 milligrammi per uccidere una persona per soffocamento. Negli Stati Uniti, la sua diffusione ha prodotto un’emergenza con circa 100.000 morti nel 2022. Il Italia è attivo un sistema di sorveglianza e il dottor Pennisi, precisa che: “In Italia, il Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri ha affidato al Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il coordinamento del Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP), alla quale aderiscono vari centri collaborativi tra i cui Centri Antiveleni, laboratori, istituzione e Forze dell’Ordine. Si tratta di un sistema informatico che raccoglie le notizie di tutto il territorio nazionale e gestisce sistematizzando tutte le informazioni dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona (European Monitoring Centre for drugs and drug addiction, EMCDDA)”.
Le conclusioni del dottor Pennisi: “Essendo droghe di sintesi, molti laboratori non sono attrezzati per tutte le sostanze psicoattive, perché ci vogliono le autorizzazioni sanitarie e c’è anche una valutazione di carattere economico. In caso di malore, se non si conosce la sostanza assunta, viene consigliato di recarsi al Pronto soccorso perché si agisce solo su anamnesi verbale. Il passo importante alla lotta alle droghe va fatto attraverso la formazione ultra-specialistica per i sanitari che lavorano nell’ambito dell’Emergenza-Urgenza; la comunicazione e la sensibilizzazione sistematica destinata per la popolazione in genere e infine la formazione e sensibilizzazione continua nelle scuole che rappresentano il terreno più fertile per trasmettere informazioni utili e fondamentali”.
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