Si è alleggerita considerevolmente la posizione giudiziaria di Vitangelo Dattoli, ex direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia, finito al centro dell’inchiesta Icaro. E’ emerso infatti che il manager originario di Triggiano, difeso dall’avvocato del foro di Bari Antonio La Scala, è imputato nel solo processo relativo alla presunta manipolazione della gara per l’affidamento del servizio di trasporto aereo di organi e di equipe medica per attività di prelievo e trapianto organi, bandita il 19 febbraio 2019 dagli Ospedali Riuniti di Foggia, per un impegno di spesa pari a 2,6 milioni di euro per il primo quadriennio, estendibile, in caso di proroga, fino a 4,6 milioni. Inchiesta per la quale Dattoli nel dicembre del 2021 finì anche agli arresti domiciliari, poi revocati, con sospensione dal suo incarico a cui sono seguite le sue dimissioni.
Nel 2020, come all’epoca anticipato da l’Attacco, erano finite sotto la lente di ingrandimento della Procura di Foggia, con il coordinamento della pm Anna Landi, quattro gare. Nell’ordinanza con cui la Guardia di Finanza sequestrò una gran mole di documenti ma anche files, cellulari e altri dispositivi, non solo presso gli uffici dell’Azienda ospedaliera ma anche nell’abitazione dell’allora direttore si lesse che gli interessati erano indagati perché “in concorso tra loro con mezzi fraudolenti, consistiti nell’accordarsi in ordine all'affidamento del progetto esecutivo a base della gara inerente i lavori, in partenariato pubblico privato, sull'efficientamento energetico presso gli Ospedali Riuniti di Foggia, avrebbero turbato il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando della gara al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione”.
Risultavano inoltre indagati perché “in concorso tra loro, con doni, promesse concussioni e altri mezzi fraudolenti avrebbero turbato la gara regionale per l'affidamento del servizio di trasporto aereo organi, tessuti, campioni biologici, equipe chirurgiche e pazienti a scopo di trapianto, influenzandone l'andamento sia nella fase prodromica di predisposizione del capitolato che nella fase precedente all’aggiudicazione”. Indagati anche perché “in concorso tra loro con mezzi fraudolenti hanno turbato la gara per l'affidamento dei lavori per la riqualificazione di viale Pinto, maneggiando il progetto esecutivo aggiudicato dalla stazione appaltante Ospedali Riuniti di Foggia con affidamento diretto ad un tecnico”. Infine i sequestri scattarono perché dall’informativa della Finanza si ipotizzò che Dattoli fosse coinvolto anche nella presunta turbativa della gara per l'affidamento dei lavori per la riqualificazione e attivazione di 8 sale operatorie all'interno del blocco operazione degli Ospedali Riuniti “accordandosi gli indagati sulla predisposizione degli atti da presentare alla commissione, propedeutici alla partecipazione alla gara aggiudicata provvisoriamente alla Ati Siram/Aileg”.
Ebbene, Dattoli oggi non risulta neppure iscritto nel registro degli indagati per le ipotesi di reato relative alla gara per le 8 sale operatorie e per la riqualificazione di viale Pinto. Mentre è stata definitivamente archiviata l’ipotesi di reato relativa alla gara per l’efficientamento energetico perché il fatto non sussiste. Come è noto l’affaire sulle 8 sale operatorie ha già portato al patteggiamento di Massimo De Santis (il dirigente arrestato il 17 gennaio del 2023 nell'inchiesta che ha svelato alcuni episodi di concussione e di corruzione correlati ad affidamenti diretti di lavori e forniture, nonché la manipolazione di quattro gare di appalto bandite dal Riuniti di Foggia) e al rinvio a giudizio di altri nove indagati, tra cui non c’è il manager barese. L’estraneità ai fatti di Dattoli sarebbe confermata anche dal fatto che in questi giorni è stato chiesto il rinvio a giudizio solo per Nicola Stefanelli e Giuseppe Fragasso per ciò che riguarda la presunta manipolazione della gara per la riqualificazione di viale Pinto.
In particolare Stefanelli, quale consulente esterno degli Ospedali Riuniti di Foggia, prima di essere nominato membro della commissione di verifica della procedura, avrebbe consegnato a Fragasso, legale rappresentante della ditta Garibaldi Fragasso Srl, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il progetto esecutivo ed il quadro esecutivo redatto dall'ingegnere nominato progettista esecutivo dei lavori da Massimo De Santis. Fragasso avrebbe tra l'altro apportato alcune modifiche al progetto suggerendo in particolare la sostituzione della classificazione dei lavori, sempre secondo la Procura.
Per il manager che Emiliano definì il Maradona della sanità, oggi direttore sanitario al Miulli di Acquaviva delle Fonti, resta quindi in piedi la sola accusa, come detto, relativa alla gara per l’elitrasporto organi, procedura in cui sarebbe stata favorita Alidaunia, secondo gli inquirenti. Accusa che fa il paio con il processo a carico dei dirigenti amministrativi della Asl Foggia per la presunta manipolazione della gara multimilionaria per l’assegnazione del servizio di elisoccorso.
Nell’ambito di questo processo, proprio in questi giorni è stato nominato il nuovo perito che si dovrà occupare di sbobinare il materiale depositato durante l’ultima udienza, poi rinviata, conservato nei famosi hard disk. Mentre l’ascolto del maresciallo delle Fiamme Gialle Angelo Carrubba che ha coordinato le indagini è stato fissato nell’udienza del 13 giugno, durante la quale parlerà solo della gara della Asl, mentre la testimonianza su quella del Policlinico avverrà in una diversa circostanza, onde evitare un dibattimento troppo lungo.
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