L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in odontoiatria e nell’organizzazione dello studio medico secondo Zolk

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Nei giorni scorsi Fabian Zolk, fondatore di AlfaDocs.com, esperto di sanità digitale e Intelligenza Artificiale (IA), è stato a Foggia con un corso, a palazzo Dogana, sull’impiego dell’IA negli studi odontoiatrici. Il dottor Zolk è uno dei massimi esperti, al momento, in Italia ad occuparsi dell’efficientamento degli studi medici attraverso le tecnologie digitali (gestione degli appuntamenti, conservazione delle cartelle cliniche, accesso dei pazienti, ecc.) e dell’introduzione dell’IA in ambito medico. Zolk, originario di Stoccarda, ha fondato AlfaDocs a Monaco ma l'azienda lavora in Italia con due sedi. Dell’applicazione dell’IA negli studi odontoiatrici, e medici in generale, non solo dal punto di vista sanitario ma anche logistico-organizzativo, ne parla in esclusiva a l’Attacco: “Soluzioni basate sull'IA possono ottimizzare, oltre che la gestione amministrativa degli studi, anche la parte clinica dell’odontoiatria, ossia il lavoro vero e proprio del dentista. L’IA può essere utilizzata per riassumere la storia clinica di un paziente ed ‘estrarre’ gli aspetti più importanti. 

Semplifico: s’immagini un paziente che frequenta lo studio di un dentista da oltre un decennio. Avrà una storia clinica complessa, piena di dettagli su vari trattamenti eseguiti da diversi professionisti, note cliniche specifiche, e molto altro. Si supponga che questo paziente si ripresenti in studio dopo tre anni in cui non ha avuto nulla, e quindi non è passato in studio, e questa volta venga preso in carico da un nuovo dentista, che negli anni precedenti non lavorava in quello studio. Quest’ultimo potrà chiedere all’IA di analizzare tutta la storia clinica del paziente e fargli una sintesi – ha specificato Zolk, tedesco che parla molto bene l’italiano -. L’IA fornirà un riassunto chiaro e conciso dell'intera storia clinica del paziente in pochi minuti. Questa funzione, ovviamente, consentirà ai medici di acquisire rapidamente una visione completa del caso di un paziente e di avere tutti gli elementi necessari per intervenire e proseguire i percorsi di cura. Oltre a fare il riassunto della cartella clinica del paziente, l’IA potrà analizzarla e fornire informazioni più specifiche.  Ad esempio, il dentista potrebbe chiedere di estrarre dalla storia clinica, i dettagli di tutti i trattamenti eseguiti nel tempo su un dente specifico o le cure messe in atto per un problema particolare. L’IA provvederebbe a cercarli all’interno della cartella clinica, organizzarli in un elenco ordinato e presentarli al dentista, sempre nel giro di una manciata di secondi”. 

L’altra funzione dell’IA è legata alle sue applicazioni: “Può aiutare il medico a organizzare al meglio il percorso di cura dei pazienti. Il dentista potrebbe chiedere all’IA di verificare se il paziente ha già un appuntamento in studio, magari per altre cure, nei giorni successivi, oppure chiedere all’IA di contattare il paziente, via e-mail, o persino a voce, e organizzare un appuntamento, in uno slot libero nei giorni successivi – ha evidenziato Zolk -. O ancora, potrà chiedere all’IA d’individuare nella sua agenda appuntamenti già fissati con altri pazienti, per cure meno urgenti, e verificare se è possibile spostarle o affidarle ad altri dottori dello studio, magari meno impegnati, per liberare il tempo necessario a seguire il paziente con la patologia più critica. Le IA attuali sono già perfettamente in grado di svolgere tutti questi compiti e in AlfaDocs.com stiamo lavorando per implementare alcune di queste funzionalità all’interno di LEO, la chatbot IA integrato nella piattaforma”. 

L’IA può andare oltre e tornare utile: “Nel colloquio iniziale con un nuovo paziente: mentre il dentista fa le domande necessarie per l’anamnesi, l’IA può ascoltare e registrare la conversazione e poi redigere autonomamente le note cliniche – ha detto Zolk a l’Attacco -. Naturalmente alla fine del colloquio il dentista avrà la possibilità di controllare le trascrizioni dell’IA e, se necessario, integrarle con le proprie considerazioni. Quindi, è evidente quanto una funzione di questo tipo (la trascrizione automatica dei colloqui di anamnesi), permetta al medico di concentrarsi totalmente sul paziente, senza dover prendere appunti, trascrivere note nella cartella clinica, ecc. Queste applicazioni di IA sono già disponibili e pronte da utilizzare nella pratica clinica dell’odontoiatria. AlfaDocs.com sta esplorando l'integrazione di IA capaci di analizzare autonomamente le radiografie dentali, identificando e segnalando al medico carie, problemi gengivali, e altri potenziali disturbi”. Le conclusioni di Zolk: “In futuro l'IA potrebbe non solo assistere nell’evidenziazione di possibili criticità da diagnosticare, ma stabilire la diagnosi in modo autonomo e proporre trattamenti di cura basati su una comprensiva analisi della storia clinica del paziente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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