Antonio Cavallo è diventato il simbolo della protesta delle famiglie che hanno i propri cari ricoverati nelle Rsa di Troia e San Nicandro Garganico gestite dal Gruppo San Raffaele che da qualche mese vivono una serie di criticità, legate soprattutto al braccio di ferro in corso tra operatore economico e Regione sulle tariffe da riconoscere.
E’ in corso una trattativa ma il Gruppo ha già annunciato licenziamenti collettivi e risoluzione dei contratti con le Asl. In attesa che dal punto di vista amministrativo la questione venga definita la preoccupazione delle famiglie riguarda l’assistenza fornita ai propri cari.
“A Troia – ha spiegato Cavallo che ha sua madre ricoverata in Rsa – ci troviamo in una situazione che peggiora sempre più perché per 60 pazienti suddivisi in tre piani c’è stato lo scorso fine settimana un solo infermiere e 4 Oss. C’è stato un momento che sarebbe potuto sfociare in qualcosa di peggio, se non ci fossi stato io e un altro parente a fermare due anziani che si sono presi a botte".
"Questo perché i sanitari erano, giustamente, impegnati a fare il loro lavoro altrove. Per fortuna, ripeto, c’eravamo noi, altrimenti poteva scapparci il morto e di certo non ce la possiamo prendere con i sanitari che stanno lavorando come bestie. Tanto più che le cose con l’arrivo dell’estate sono destinate a peggiorare ulteriormente”.
Cavallo quindi si rivolge nuovamente al presidente Michele Emiliano: “Lo invito ancora una volta qui, affinché possa vedere con i suoi occhi qual è la situazione e possiamo confrontarci per trovare insieme una soluzione”. Nel frattempo alle famiglie sono arrivate le fatture con le quali la struttura chiede di pagare la differenza delle tariffe fissate dalla delibera regionale che nel frattempo è stata annullata dal Tar. Fatture già contestate tramite comunicazione dell’avvocato Giacomo Sgobba che segue la vertenza.
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