Pronti a fare un passo indietro se la Regione è disposta ad una apertura: è questo in sintesi quanto emerso durante l’incontro tenutosi giovedì a Troia tra i rappresentanti della Sviluppo e Gestione, Gruppo San Raffaele e i sindacati per discutere del futuro delle Rsa di Troia e San Nicandro. Erano presenti per Sgas Daniele Cipriani e Luciano Ladisi mentre per le organizzazioni sindacali hanno partecipato (anche in collegamento da remoto) Cosimo Malorgio, segretario provinciale Cgil Lecce (la vertenza riguarda anche la Rsa di Campi Salentina), Marcello Perulli, segretario provinciale Cisl Fp, per la Uil Luigi Giorgione, responsabile nazionale sanità privata e segretario provinciale Foggia, Giovanna Tortorella e Marcello Ricchetti. Per la Fials Achille Capozzi, segretario provinciale. Per l’Usb Gianluca Di Pumpo e Sergio Bellavita per la segreteria regionale e per le territoriali di Foggia e Lecce, Michele Patrone, Nazario Petruccelli e Giovanni Giannini. Per Fsi Usae Franco Perrone, segretario regionale Puglia. Come è noto la crisi si trascina da diverse settimane ed è sfociata nella decisone dell’operatore privato che gestisce le tre residenze per fragili in Puglia di risolvere il contratto con le Asl e procedere ai licenziamenti. Al centro del braccio di ferro il riconoscimento al Gruppo di tariffe più idonee all’assistenza che richiedono i pazienti ricoverati nelle strutture, dopo la riorganizzazione (al ribasso) disposta da Bari.
Su sollecitazione di sindacati, lavoratori, Sindaci delle comunità coinvolte, pezzi della politica e parenti dei malati lo scorso mese si è avviata l’interlocuzione tra le parti e questa settimana si è avuto un ulteriore passaggio. Durante l’ultimo incontro è emerso che l’azienda ha rispettato il proprio impegno di pagare le competenze stipendiali del mese scorso come pattuito al tavolo di aprile ma la stessa ha fatto presente che non ci sono stati passi in avanti per la convocazione del (pur annunciato) confronto con il governatore Michele Emiliano, l’assessorato regionale alla sanità, i direttori delle Asl e del dipartimento salute della Regione, nonostante siano arrivate anche le sollecitazioni dei sindacati. Eppure, fanno notare, l’impegno era stato assunto da tutte le parti ma al momento ancora non adempiuto.
Nonostante questo il San Raffaele, come detto, ha ribadito la sua disponibilità ad una “revoca consensuale della risoluzione dei contratti di appalto (e dunque al ritiro della procedura di mobilità), a condizione che si realizzi un’intesa con la Regione Puglia e Asl circa i livelli di remunerazione delle prestazioni”. Per ciò che riguarda i sindacati è stato chiesto che anche le retribuzioni di aprile vengano pagate immediatamente considerato che l’azienda ha annunciato un possibile ritardo, ingiustificato alla luce delle liquidazioni delle Asl per le prestazioni rese negli ultimi mesi.
Anche i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito il loro massimo impegno nella comune volontà di richiedere e ottenere un tavolo di confronto regionale, così come è stata reiterata la richiesta di revocare e, in subordine, sospendere sia la procedura di mobilità del personale, sia pure quella di risoluzione dei contratti e cessazione dell’attività di gestione delle tre Rsa, al fine di mantenere i livelli qualitativi e assistenziali oggi garantiti dalla società, dichiarando altresì la disponibilità a valutare ulteriori iniziative. Le organizzazioni sindacali chiedono infine alla Regione Puglia, al fine di scongiurare le procedure in essere e salvaguardare i livelli occupazionali e assistenziali, il mantenimento delle condizioni previgenti, contrattualmente previste, così come condiviso al tavolo Sepac dall’organo politico, dal dipartimento, dalle direzioni generali e dai sindacati presenti.
Dopo ampio confronto tra le parti, l’azienda si è resa disponibile nell’immediato a procedere al pagamento della retribuzione al personale relativa al mese di aprile, avendo chiesto ulteriori finanziamenti alla propria capogruppo, necessari, è stato chiarito, perché quanto liquidato dalle Asl avrebbe riguardato mediamente circa il 70% delle fatture emesse da luglio 2023 ad oggi e sarebbe stato interamente impiegato dall’azienda per la restituzione di anticipazioni bancarie.
La porta resta comunque aperta ad ogni valutazione utile a dirimere il contezioso in corso ma l’esito sarà necessariamente subordinato a quanto emergerà dall’incontro con i vertici regionali. “Ci accodiamo agli appelli fatti finora: tutti gli organi di competenza si attivino per risolvere al più presto questa situazione di incertezza, in primis la Regione Puglia e il presidente Emiliano”, così a l’Attacco Antonio Cavallo, portavoce di alcuni familiari di utenti ricoverati nelle strutture in questione che nelle scorse settimane aveva manifestato le proprie perplessità su tutta la vicenda dai microfoni de l’Attacco.
“Chiediamo ancora una volta che si antepongano il benessere e la cura dei pazienti a logiche di altra natura, il nostro timore è che si abbassi il livello di assistenza e che questo ci possa indurre a cercare altre strutture in cui ricoverare i nostri parenti, ben sapendo che i posti letto sono praticamente tutti occupati. Chiediamo attenzione anche per i lavoratori. Così come esprimiamo preoccupazione per il destino del servizio mensa: oggi i pasti sono preparati nella cucina presente nella Rsa di San Nicandro ma pare che nei prossimi mesi questa verrà chiusa e verranno distribuiti pasti preparati altrove, congelati e riscaldati. E’ fondamentale assicurare qualità ai nostri cari. Chiediamo inoltre di essere coinvolti negli incontri istituzionali, in tutta questa vicenda noi siamo parte lesa e abbiamo diritto di conoscere l’evoluzione della trattativa”. E infine: “Ribadisco ancora una volta il mio invito ad Emiliano, è ancora ferma la mia volontà di incontrarlo per spiegargli le nostre ragioni e spero che questa volta non cada nel vuoto”.
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