Bambini disabili senza supporto personale Asl dedicato. “Pochi operatori e lavorano solo da remoto”

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“Siamo preoccupati e sconcertati per la situazione che si è venuta a creare nell’istituto comprensivo Bozzini Fasani di Lucera a causa del disservizio a danno dei nostri figli con disabilità”, a lanciare il grido d’allarme a l’Attacco sono alcuni genitori degli alunni che frequentano la scuola lucerina e che da mesi cercano di affrontare e risolvere il problema. “Anche il consiglio d’istituto e il dirigente scolastico Pasquale Trivisonne hanno da febbraio sottoposto la criticità alla Asl Foggia e all’ufficio territoriale scolastico ma senza alcun esito – aggiungono le famiglie -. Sono due le problematiche che riteniamo debbano essere risolte nel più breve tempo possibile: la carenza di personale specifico di competenza della Asl e lo svolgersi delle riunioni dei gruppi di lavoro operativi (Glo) ancora in remoto”. Ogni gruppo, attivo per tutti gli alunni disabili, è composto dal consiglio di classe con la partecipazione dei genitori, degli alunni e delle figure professionali specialistiche della Asl.

“La presenza di queste figure durante lo svolgimento del gruppo di lavoro per l'inclusione a favore degli alunni disabili (psicologo, neuropsichiatra infantile, eccetera) è fondamentale perché contribuisce in maniera determinante alla stesura del piano educativo individualizzato (Pei) che rappresenta lo strumento essenziale per affrontare il percorso scolastico dell'alunno disabile. Questo documento viene redatto annualmente e revisionato periodicamente per tutti gli alunni disabili durante gli incontri del Glo – hanno aggiunto i genitori -. Il dispositivo riveste un ruolo fondamentale nell'evoluzione formativa degli alunni, fungendo anche da elemento di connessione essenziale tra istituzione scolastica e famiglie”.

Ma con le nuove disposizioni emanate dall'Asl ad ottobre 2023 la presenza di questi specialisti si è notevolmente ridotta in quanto la loro partecipazione al Glo è prevista solo per le nuove individuazioni per gli alunni in uscita a fine ciclo oppure in casi straordinari, come ha rilevato il consiglio di istituto nella nota indirizzata ad Asl e Ust. In sostanza un alunno disabile iscritto alla prima classe della scuola primaria può ora usufruire di questo servizio solo il primo e il quinto anno nonostante i quattro anni di scuola intermedia. Stessa cosa vale per gli alunni della scuola dell'infanzia e della secondaria di primo grado. 

Al Bozzini Fasani ci sono oltre 50 studenti interessati dal disservizio e per questo è unanime la richiesta di rivedere la presenza degli operatori del servizio di integrazione scolastica secondo quanto previsto dalle norme, nello specifico dal decreto interministeriale 182 del 29 dicembre 2020.

“La mancanza di queste figure specifiche provoca un evidente peggioramento del servizio in quanto viene a mancare la valutazione dell’evolversi dei percorsi di crescita dei nostri ragazzi, parliamo di professionisti che hanno il compito di indirizzare con precisione le strategie di intervento sui singoli allievi. Senza contare le difficoltà organizzative che tale carenza comporta e che rallentano notevolmente tutto l’iter che porta alla trasmissione della documentazione utile anche ad attivare il servizio del sostegno”.  

Non meno penalizzante a detta delle famiglie è la modalità con cui si riunisce il Glo.

“Come si può fare la valutazione di un bambino disabile dallo schermo di un computer? Noi familiari ci rechiamo a scuola, stiamo insieme ai docenti e ai bambini, non riusciamo a capire perché psicologi e personale Asl non debbano essere in presenza ma connessi in remoto. Un professionista deve osservare da vicino un bambino: come si muove, come si comporta, come reagisce e noi riteniamo che questo non si possa fare in video call. Noi familiari notiamo le differenze sui progressi dei nostri figli che di fatto sono fermi da quando ci sono questi problemi, i ragazzi piuttosto sembra che stiano regredendo. Senza contare che in molti casi sono state ridotte anche le ore di sostegno e questo incide ulteriormente sulla crescita dei nostri figli. Lo stesso sostegno a dirla tutta presenta diverse criticità, non c’è continuità, gli insegnanti cambiano spesso e ciascuno adotta un metodo diverso dal precedente destabilizzando i ragazzi che invece avrebbero bisogno di stabilità e costanza. Ma a parte questo ulteriore problema adesso c’è bisogno di intervenire sui gruppi di lavoro operativi e sulla maggiore presenza del personale Asl”, tuonano i genitori.

Che non ci siano le idee chiare in merito lo dimostra anche la data in cui è stato fissato il prossimo incontro del gruppo: il 30 giugno, vale a dire a scuola ampiamente finita, il che non fa che aumentare le perplessità dei genitori sull’efficienza del servizio. 

Il timore che l’attuale organizzazione possa avere effetti negativi non solo sulla formazione dei ragazzi ma anche sulla loro integrazione è condiviso anche dalla scuola che è al fianco dei genitori nella richiesta di maggiore disponibilità di operatori Asl e nel ripristino delle attività in presenza a vantaggio di tutti gli allievi, come prevede la legge.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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