E’ ripartito ascensore fermo da sei anni, esultano i pazienti di Oncologia dell’ospedale Lastaria: “Miracolo!”

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All’ospedale Lastaria di Lucera accadono pure i miracoli, perché di tale si tratta dopo diversi anni di prolungata inutilizzabilità: è stato finalmente riattivato il secondo ascensore che portava soprattutto al reparto di Oncologia, purtroppo molto frequentato dai pazienti che spesso erano costretti a salire a piedi i tre piani per raggiungere la struttura dove vengono effettuate chemioterapie, prestazioni specifiche e visite specialistiche. In effetti ne funzionava solo uno in quella determinata colonna, ma era chiaramente insufficiente perché dentro ci finiva (e ci finisce) chiunque, dal personale addetto alle pulizie ai portatori dei carrelli per i pasti, e quindi risultava costantemente occupato, con grande disagio di chi versa già in precarie condizioni fisiche e che ripetutamente si era lamentato di un disservizio oggettivamente inaccettabile.

Dalla direzione generale del Policlinico di Foggia avevano ammesso che il problema non fosse tanto tecnico, quanto legato a una motivazione incredibile: mancavano i documenti a corredo dell'impianto che risultavano introvabili, per cui si sarebbe dovuto procedere alla completa sostituzione con una nuova omologa da parte di una ditta specializzata alla quale appaltare pure il rilascio di un libretto con il resto del dossier che certificasse la sua installazione, il suo montaggio e il suo funzionamento con i dovuti requisiti di efficienza e sicurezza. E tempi lunghi oltre quelli annunciati e previsti si stanno verificando anche per l’attivazione della nuova Tomografia Assiale Computerizzata, annunciata a febbraio con una proiezione di 3-4 mesi di lavoro. 

E invece nessuna novità arriva da Viale Lastaria su questo fronte decisamente prezioso, visto che le attività radiologiche del settore sono quindi ferme da allora, a causa dei necessari lavori di adeguamento dei locali che dovranno ospitare un nuovo macchinario tecnologicamente più avanzato rispetto a quello attualmente in dotazione e inevitabilmente dismesso. Questa situazione sta comportando anche il materiale dirottamento dei pazienti bisognosi di un esame urgente verso il grande hub del capoluogo, dove si stanno recando già quelli che avevano una normale prenotazione di esame da effettuare. La questione sta cominciando a provocare nuova fibrillazione a livello locale, tanto che da ambienti dell’Amministrazione Pitta è trapelato che siano partite esplicite sollecitazioni sia nei confronti del direttore generale, Giuseppe Pasqualone, che addirittura verso il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, finalizzate a far concludere in tempi brevi un’operazione che poi dovrà essere necessariamente perfezionata con adeguata dotazione di personale specialistico sul posto, andando oltre la teleradiologia che oggi viene praticata per prestazioni di minore complessità come Rx ed ecografie, assicurate comunque nella fascia mattutina anche con medico in presenza. 

Nel frattempo sono partiti anche all’ospedale Masselli Mascia di San Severo i lavori di installazione della nuova risonanza magnetica di ultima generazione che sostituirà il macchinario attualmente in uso. L’apparecchiatura è stata finanziata con fondi del Pnrr nell’ambito del programma di ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero che successivamente coinvolgerà anche i nosocomi di Cerignola e Manfredonia. 

Secondo quanto riferito dalla direzione generale dell’Asl Foggia, il macchinario è dotato di intelligenza artificiale ed è progettato per incrementare la produttività, ridurre i costi operativi e assicurare massima affidabilità clinica, visto che è in grado di effettuare esami su tutti i distretti anatomici in campo neurologico, muscoloscheletrico, addominale, vascolare, senologico, cardiologico e total body, garantendo una scansione rapida con immagini nitide, di altissima qualità e accuratezza diagnostica, peraltro in con contesto di grande silenziosità che quindi aumenta il comfort al paziente. L’intenzione sarebbe anche quella di aumentare il numero di esami effettuabili quotidianamente e ridurre, contestualmente, le liste d’attesa.

Le operazioni di adeguamento strutturale dovrebbero durare in questo caso un paio di mesi, e anche per questa circostanza le attività risultano sospese, per cui le prenotazioni precedentemente effettuate saranno riprogrammate sia negli altri centri di radiologia aziendali che in quelli privati accreditati, come previsto dalle recenti intese in ambito regionale per l’abbattimento delle liste d’attesa.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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