La migliore maniera per evitare l’invecchiamento prematuro è viaggiare. Lo dice uno studio australiano. La scienziata Fangli Hu dell'Università Edith Cowan di Perth ha applicato al turismo la teoria dell’entropia, definita come degrado della materia e dell’energia nell’universo e ha concluso che il viaggiare può attivare suoi cambiamenti, sia positivi che negativi. “L'invecchiamento è un processo irreversibile ma mentre non può essere fermato, può essere rallentato”, scrive sul sito dell’università stessa. La studiosa ha spiegato che i viaggi spesso comportano attività come escursioni, scalate, camminate e cicloturismo, che sono di beneficio alla salute, ancora di più se in luoghi nuovi e con persone nuove, grazie al maggiore stimolo mentale. “Sono esperienze che stimolano risposte di stress, elevano i tassi metabolici e potenziano il sistema immunitario. In breve, il sistema di autodifesa diventa più resiliente. Si rilasciano ormoni che conducono alla riparazione dei tessuti ed elevano i tassi metabolici”. A l’Attacco, entra nel merito Massimo Zanasi, consulente Geriatra al Centro Vita Cerignola.
“È fuori dubbio che la nostra società sia in continuo cambiamento, in quanto multirazziale e per motivi demografici: progressivo allungamento della vita media con incremento numerico degli over 70 e riduzione delle nascite. I soggetti numericamente più rappresentati oggi, sono diversi rispetto al passato: spesso sono più sani, istruiti, hanno uno stile di vita più attivo e soprattutto maggiormente indipendenti. Sebbene questo ‘pianeta’ sia costituito da vedovi/vedove, celibi/nubili e coniugati, sani/disabili, si può affermare senza possibilità di essere smentiti che è un universo alquanto composito e numericamente molto rappresentativo. In quest’ottica possiamo anche dedurre quanto possa essere vissuta diversamente la vita dopo il pensionamento, che rappresenta un cambiamento molto importante nella vita della persona con risvolti psicologici, a volte negativi, che devono essere gestiti – ha continuato il dottor Zanasi -. Poi, vivendo l’epoca dell’Intelligenza Artificiale che determinerà un cambio strutturale dell’organizzazione del lavoro e della vita dei cittadini, non si può mai ritenere di negare ad un pensionato la possibilità di far conoscenze, di visitare luoghi che ha sempre sognato e non l’ha fatto per i molteplici impegni della vita lavorativa e/o familiare solo perché non più giovane?”
Lo specialista entra nel merito: “L’intera letteratura scientifica ci mostra come intraprendere attività piacevoli, che mantengono mentalmente e fisicamente attivi e che permettono d'instaurare legami sociali, sia una delle migliori attività di prevenzione rispetto alle patologie neurodegenerative, in quanto permette di ottimizzare la propria riserva cognitiva. Quindi, sono diverse le motivazioni per cui un pensionato organizza viaggi. Al primo posto c’è, sicuramente, la voglia di rilassarsi, distrarsi e movimentare un po’ la famosa routine quotidiana che c’ha tenuti ‘schiavi’ durante tutti gli anni lavorativi; ma anche la voglia di dedicarsi alle curiosità culturali, socializzare, conoscere nuove persone e perché no, condividere con loro le stesse passioni. Quindi le motivazioni che spingono l’anziano a mettersi in viaggio sembrerebbero migliorare in modo elevato la sua qualità della vita. Anche l’industria turistica si sta dedicando a quello della Terza età, date le numerose iniziative e i pacchetti dedicati”.
Però, le attività di viaggio più rilassanti, come sdraiarsi a bordo piscina o sulla spiaggia possono aiutare ad alleviare stress cronico, rilasciare tensione e fatica nei muscoli e nelle giunture, mantenendo l'equilibrio metabolico nell'organismo. Non tutte le esperienze di viaggio sono tuttavia di beneficio: “Bisogna seguire delle linee guida (per rendere più confortevole, rilassante e divertente possibile la vacanza) e considerare alcuni aspetti organizzativi: programmare con largo anticipo; garantire la sicurezza (considerare la salute psico-fisica dell’anziano); consultare il medico di medicina generale o il proprio medico di fiducia; scegliere la destinazione (fondamentale da tenere in considerazione che la meta sia adatta alla salute: il suggerimento è quello di scegliere il viaggio rapportato alle proprie risorse ed alle condizioni fisiche, preferendo e non allontanarsi troppo dal punto di partenza); considerare il clima e la temperatura (né troppo caldo né troppo freddo); valutare la capacità di adattamento. Solitamente andando avanti con l’età si diventa più resistenti ad abituarsi alle novità quindi trovarsi in un nuovo contesto o situazione potrebbe destabilizzare l’anziano; scegliere il giusto mezzo di trasporto; individuare la struttura che fornisca dei servizi ad hoc per la salute ed il relax della terza età”. Buon viaggio!
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