Pasqualone fa infuriare i medici ma non è la prima volta che le sue dichiarazioni rompono vecchi equilibri

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Hanno fatto arrabbiare molte persone le parole che il direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia Giuseppe Pasqualone ha detto nel corso della trasmissione di Rai3 Far West a proposito di quanto accaduto nelle ore più concitate della notte in cui in ospedale è morta Natasha Pugliese. Come è noto, la 22enne di Cerignola è stata ricoverata a seguito di un incidente stradale a giugno. Il mese scorso le sue condizioni si sarebbero improvvisamente aggravate tanto da indurre i medici alla decisione di sottoporla ad una operazione d’urgenza alla trachea. Operazione alla quale la giovane non è sopravvissuta. La notizia della morte di Natasha avrebbe scatenato nei familiari e negli amici in quel momento in ospedale una reazione violenza che sfociò nell’aggressione a carico dei sanitari costretti a barricarsi in uno stanzino per sfuggire all’ira di decine di congiunti della ragazza. Qualcuno parlò addirittura di una cinquantina, altri di non più di trenta.

Fatto sta che da allora si sono susseguite una serie di conseguenze di varia natura, a partire dalla manifestazione del personale sanitario per dire basta alle continue violenze all’indagine della Procura di Foggia che ha iscritto tra gli indagati una ventina di dipendenti del Policlinico e alcuni dei presunti aggressori. L’ultima puntata della vicenda mediatica è andata in onda nei giorni scorsi quando il dg ha detto durante l’intervista televisiva: “Io non so come hanno gestito la comunicazione con la famiglia. C'è un po’ dalle parti nostre, soprattutto in meridione, l'evitare di dire mezza parola. Loro dicono che l'hanno detto. Io su questo forse credo un po’ più alla famiglia che ai miei. Perché hanno questa abitudine. Quando andiamo noi ci trattano così i sanitari. All'estero invece quella è la priorità: se qualcuno protesta che tu non gli hai dato le informazioni e scrivi una lettera al ministero perdi il posto di lavoro”.

Sono bastate queste poche frasi per scatenare il putiferio. I primi ad intervenire sono stati i rappresentanti dell’Anaao, sindacato dei medici che ha definito inaccettabili le parole del manager perché “minano quel che resta del già fragile rapporto di fiducia tra medico e paziente”, hanno evidenziato il segretario nazionale Pierino Di Silverio e l’aziendale Fabrizio Corsi, tanto da essere in corso una valutazione per capire se “sussistono gli estremi per una eventuale denuncia per diffamazione”. Anche l’Ordine dei medici è insorto, per voce di Filippo Anelli e Pierluigi De Paolis hanno definito le parole di Pasqualone “gravissime e imbarazzanti”.

Il deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra ha espresso la volontà di chiedere un’ispezione ministeriale per valutare l’operato del manager e dell’Azienda. “Più volte ho espresso il mio sostegno ai medici e ho condannato pubblicamente ogni forma di aggressione agli operatori sanitari. È il caso di sottolinearlo ancora una volta”, la replica del dg dopo le polemiche. “Il contributo dei professionisti sanitari è fondamentale: su questo credo non ci siano dubbi. Senza di loro non sapremmo come fare. Sono vicino ai medici e sono orgoglioso di quanto si impegnino ogni giorno con grandi sacrifici per curare e salvare vite umane”, ha aggiunto il manager.

Giuseppe Pasqualone è a Foggia da agosto 2022, dapprima nella veste di commissario straordinario dell’ospedale più importante del nord della Puglia e poi come direttore generale ma non certo alle prime armi viste le sue esperienze pregresse. La sua cifra comunicativa è stata chiara sin dagli esordi in Capitanata. Anche su queste colonne ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto strabuzzare gli occhi a molti osservatori e addetti ai lavori, abituati a burocrati talora dorotei, talaltra dediti alla religiosa osservanza della filosofia del “va tutto bene”, talaltra ancora equilibristi professionisti attenti a non urtare nessuna sensibilità o smuovere acque proverbialmente placide e sicure.

Fu lui a porre l’accento su alcune inaccettabili condotte di alcuni amministrativi dell’ospedale, prima ancora delle diverse bufere giudiziarie che hanno portato ad arresti ed inchieste, fu sempre lui a parlare di caos a cui porre rimedio per assicurare le migliori cure ai cittadini, non esitò un attimo a dire che non prende ordini da questo o quel politico quando venne tacciato di aver favorito dipendenti vicini ad alcune personalità in maggioranza in Regione. Non ebbe remore a sottolineare che era necessario che i medici ed in generale il personale sanitario dovessero avere un approccio nei confronti dei pazienti di maggiore ascolto, non ha esitato a mandare a monte operazioni multimilionarie con potenti players della sanità che sembravano cosa fatta per il fatto di non essere risultate un buon affare per l’ospedale e i cittadini e a spiegarne le ragioni senza mezzi termini.

Scatenò una importante reazione a catena quando alcuni pazienti trovarono delle larve di mosca nei pasti serviti in corsia. Invece di assumere caute posizioni di riserbo il manager autorizzò una nota stampa: “Considerata la natura del parassita e che non vi sono stati passaggi intermedi di manipolazione, fra la preparazione e l’apertura, è altamente plausibile che la contaminazione sia avvenuta all’interno del centro di produzione”, si lesse. Non venne omesso di dire anche che la direzione sanitaria avesse disposto per l’azienda di ristorazione una sanzione pecuniaria e che in passato, il raggruppamento temporaneo di imprese Sodexo-Ladisa era già stato destinatario di sanzioni a seguito di criticità nella preparazione e somministrazione dei pasti. “L’attività di controllo e vigilanza sulla corretta esecuzione dei contratti – sottolineò il direttore generale – è costante, a partire dalla ristorazione. Tutti i servizi affidati a operatori esterni devono rispondere a criteri di qualità, a beneficio degli utenti del Policlinico”. Suscitando, com’era prevedibile, la reazione stizzita della Ladisa che definì fantasiose le affermazioni arrivate dall’Azienda ospedaliera. 

Quelli erano i giorni del caso del pesce nero nelle scuole di Bari ma solo dopo la presa di posizione del Policlinico, scattarono anche in provincia di Foggia controlli delle stazioni appaltanti nelle scuole di diversi Comuni. Evidentemente un conto è che la sottolineatura arrivi dal comune cittadino che riporta la preoccupazione per i propri figli (anche da queste colonne), altro effetto si scatena se a parlarne è il direttore generale dell’ospedale di Foggia. 

(Pen)ultima dichiarazione mediaticamente impattante ad opera di Pasqualone è stata proprio in occasione delle recenti aggressioni, parlando ai cittadini disse in poche parole che se fosse proseguita la violenza contro i dipendenti sarebbe stato costretto a chiudere l’ospedale. 

Chi conosce il dg sa però che si tratta di un professionista molto rigoroso, poco incline alla frequentazione delle ribalte mediatiche e niente affatto superficiale nelle dichiarazioni che rende pubblicamente. Ecco perché qualche osservatore nelle sue ultime parole vede qualcosa in più di quello che agli occhi di altri è parsa solo una gaffe.

Se l’indignazione è montata tra i medici, nella piazza social i cittadini hanno commentato con tutt’altri toni la polemica che ha colpito Pasqualone, puntando il dito proprio su chi si è sentito offeso, a conferma che quello scollamento tra pazienti e sanitari, tra le cause delle ripetute aggressioni, è più profondo di quello che sembra.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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