Centrale operativa 118, si cambia (ma solo sulla carta). Dal Riuniti la struttura passa alla Asl Foggia

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La notizia era nell’aria già da tempo: la centrale operativa 118 passa dal Policlinico Riuniti di Foggia alla gestione della Asl Foggia. Il servizio di emergenza urgenza sanitaria territoriale è un sistema complesso e integrato nelle varie componenti assistenziali ed è strutturato su base dipartimentale, con area di competenza provinciale, costituito da una direzione provinciale del sistema denominata centrale operativa che funziona da centro direzionale e di coordinamento dell’intero sistema 118, dalla sala operativa, con funzione di ricezione delle richieste di soccorso, di attivazione e di coordinamento degli interventi e della rete delle postazioni di soccorso, dislocate strategicamente sul territorio, quali postazioni mobili e fissi. In Italia fino a qualche anno fa le centrali operative erano 114, poi ridotte a 77, in media una a provincia anche se con il ridimensionamento in molti casi, un’unica centrale serve un’area più vasta che accorpa anche più province. 

Di queste 77, 44 centrali operative sono gestite dalle Asl e 33 da Policlinici o comunque da Aziende ospedaliere. Una proporzione complessivamente rispettata anche in Puglia, dove le centrali operative di Lecce, Brindisi e Taranto sono di competenza Asl mentre quelle di Foggia e Bari dei rispettivi policlinici (Bat è servita tra nord e sud da queste ultime), come peraltro previsto dalla legge che ha istituito il 118 nel 1992 che stabilì che le centrali operative potessero essere allocate preferibilmente presso i policlinici. Tanto è vero che all’epoca ci fu discussione se quella di Capitanata dovesse essere fissata al Riuniti o a Casa Sollievo a San Giovanni. Alla fine si propese per l’ospedale pubblico. Almeno fino a ora.

La Regione Puglia con Dgr 1385 del 3 ottobre scorso ha disposto il trasferimento della centrale operativa 118 alla Asl Foggia a far data dal 1° novembre. Sarebbero state la direzione della centrale operativa e l’Asl Foggia a chiedere, a più riprese, alla Regione Puglia, di superare la collocazione della stessa all’interno del Policlinico “al fine di realizzare una più efficace ed incisiva attività di risposta rispetto alle emergenze, razionalizzando l’assetto organizzativo del sistema”, si legge negli atti ufficiali dell’Azienda sanitaria di Capitanata. E al fine di garantire “una visione unitaria, nonché coordinata e integrata dal punto di vista gestionale, dei processi e dei percorsi clinici, assistenziali, organizzativi e gestionali da assicurare all’utenza in caso di emergenza urgenza sanitaria sul territorio”.

Ma di fatto, almeno al momento, logisticamente e dal punto di vista del personale impiegato non cambia nulla, poiché la centrale resterà comunque esattamente dove si trova ora, tanto è vero che è stata definita anche la cessione in comodato d’uso gratuito da parte del Policlinico Riuniti di Foggia in favore della Asl Foggia dell’immobile dove ha sede attualmente la centrale. Stessa cosa dicasi per il personale che resterà lo stesso ma che amministrativamente passerà alle dipendenze della Asl. Nel dettaglio si tratta del direttore di struttura complessa Stefano Colelli, 7 dirigenti medici, 1 coordinatore infermieristico, 24 infermieri professionali, 1 tecnico informatico, 1 amministrativo, 1 ausiliario sociosanitario. In realtà in questi giorni Colelli ha rappresentato la necessità di stipulare specifica convenzione con il Policlinico di Foggia per sopperire all’oggettiva carenza dei medici in centrale operativa 118 che al momento del trasferimento, previsto per il 1° novembre sono 2 in meno rispetto alla pianta organica che prevede per l’appunto 7 dirigenti medici, più 1 direttore di struttura complessa. Convenzione tempestivamente formalizzata tra le due Aziende attraverso la quale per 12 mesi 2 dottori del Policlinico presteranno servizio in Asl e interamente al di fuori dell'orario di lavoro, per un compenso omnicomprensivo pari a 80 euro l’ora al lordo delle ritenute di legge, oltre Irap.

In altre parole, tutto cambia perché niente cambi. Almeno per il momento. “L’operazione rappresenterà un vantaggio più per il Policlinico – il commento di alcuni osservatori -, perché si tratta di una struttura che di per sé non fa produzione ma rappresenta solo un costo”. In più da dipendenti Asl per i lavoratori della centrale ora sarà più facile chiedere trasferimenti verso sedi più vicine alle proprie residenze. Cosa che a quanto pare in ospedale non era possibile. Un fenomeno, spiegano addetti ai lavori a l’Attacco, che potrebbe interessare principalmente i 24 infermieri, provenienti da tutta la provincia.

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