Quasi 4 milioni di euro per il premio produzione, fumata bianca per l’accordo tra Casa Sollievo e sindacati

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Dopo una lunga ed estenuante trattativa è finalmente fumata bianca tra direzione di Casa Sollievo della Sofferenza e sigle sindacali. Giovedì pomeriggio è stato infatti sottoscritto l’accordo tanto atteso dai lavoratori. “Siamo lieti di informarvi che, a seguito di un proficuo confronto con la direzione strategica e le delegazioni sindacali è stato raggiunto un accordo sul premio di produzione, che rappresenta un risultato significativo per tutti noi”, il messaggio inviato ai lavoratori dai delegati sindacali.

I punti salienti dell’accordo riguardano la definizione dell’acconto di incentivazione che a partire da gennaio 2025, resterà invariato sia in termini economici che di liquidità, offrendo continuità e stabilità negli emolumenti mensili. Ancora, grazie alla clausola di garanzia introdotta, l’acconto mensile sarà garantito per tutto l’anno 2025. 
“Questo significa che non vi sarà in alcun caso il recupero delle somme stanziate in acconto anche in caso di non raggiungimento degli obiettivi”, hanno evidenziato i sindacati. 

La parte restante del premio verrà liquidata a giugno 2026, in conformità con gli obiettivi fissati, richiamando anche gli accordi già siglati nel 2009. Questo accordo è valido per l'anno di esercizio 2025. Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti dei lavoratori: “Questo accordo è importante perché garantisce stabilità e sicurezza economica per tutto il 2025. Continuiamo insieme a costruire un futuro basato su diritti e stabilità”.

Le segreterie aziendali e territoriali firmatarie sono state la Fp Cgil, la Fp Cisl, la Nursind, la Nursing Up e la Fials. Unico sindacato che non ha sottoscritto il documento è stata la Uil la cui delegazione poco prima della fine dell’incontro ha abbandonato il tavolo trattante non condividendo i termini dell’accordo raggiunto. L’agitazione sindacale più accesa era partita a fine settembre a seguito della comunicazione da parte della direzione generale dell’Irccs della disdetta degli accordi del 26 febbraio 2009 e del 6 maggio 2009. Dal 2025 gli effetti di natura economica sarebbero decaduti “sia per la parte fissa (acconto in 12 mensilità) che per la parte variabile (saldo da corrispondere a giugno dell'anno successivo)”, riportava la nota a firma del manager Gino Gumirato.
Nella stessa però la fondazione si era dichiarata disponibile nei confronti delle sigle sindacali “ad avviare un confronto finalizzato a regolare con effetto 1 gennaio 2025 un sistema incentivante ex Art.9 Contrattazione collettiva integrativa: soggetti e materie comma 5 lettera b) criteri per l'attribuzione dei premi correlati alla performance ‘Ccnl 2.11.2022 triennio 2019-2021 relativo al personale del comparto sanità’, in linea con il piano strategico 2024-2028 presentato alle medesime organizzazioni sindacali, nella sua versione aggiornata il 21 maggio”.
Ciò nonostante gli umori non erano sereni e i lavoratori hanno vissuto una situazione di grande stress.

Il taglio in busta paga si sarebbe potuto quantificare attorno ai 100 euro minimi per arrivare ai 116 degli infermieri. Nei giorni scorsi è arrivato anche l’invito dell’assessore regionale alla sanità Raffaele Piemontese alla governance di Casa Sollievo di valutare l’effetto sociale di possibili tagli alle retribuzioni dei lavoratori.

Al centro dell’ultima trattativa, come detto, la contrattazione collettiva integrativa. Questa, hanno ricordato i rappresentanti dei lavoratori, ha come finalità l’obiettivo di concretizzare relazioni sindacali più compiute, realizzare condizioni di efficienza e buon funzionamento dell'ospedale e consentire soluzioni più appropriate alle problematiche di gestione del lavoro.  In particolare, alla contrattazione decentrata è demandato l'accordo che prevede l'erogazione di quote economiche aggiuntive correlate ai risultati conseguiti, aventi per obiettivo innovazioni sull’organizzazione del lavoro, incrementi di produttività, di qualità ed altri elementi di competitività, valutati secondo criteri preventivamente concordati tra le parti.  

Nel dettaglio, come da piano strategico aziendale per l'esercizio 2025 - sulla base delle previsioni di budget per il medesimo anno - il fondo incentivazione è stato fissato in 3.930.916,47 euro (- 20% sul valore del fondo incentivazione relativo all'esercizio 2024).  Per il medesimo anno (2025) il fondo in questione sarà erogato in misura pari a circa il 67% a titolo di anticipo premio di risultato in 12 mensilità, a partire dalle competenze del mese di gennaio 2025 allo scopo di continuare a garantire l’attuale quota mensile di acconto incentivo. Il restante, a saldo, con le competenze del mese successivo alla chiusura ed approvazione del bilancio di esercizio 2025 da parte del Cda, secondo i criteri di distribuzione previsti dai precedenti accordi sindacali (vale a dire quelli risalenti al 2009). Laddove alla chiusura ed approvazione del bilancio di esercizio 2025 da parte del Cda non fosse stato raggiunto l’indicatore economico Ebitda fissato a budget, l'ospedale, come accennato, garantirà comunque il consolidamento del fondo incentivazione nella misura pari al 67% del suo totale ovvero pari all’anticipo premio di risultato già erogato nel corso dell’anno 2025.  Con cadenza trimestrale le parti si incontreranno per una verifica dell'andamento dell'indicatore economico posto a base del calcolo del premio di risultato.

Per quanto riguarda la gestione del budget 2026 le parti di incontreranno entro il 31 dicembre 2025 per definire modalità di calcolo, criteri di retribuzione e valore del fondo.  Nel frattempo è stato confermato un piano di uscite volontarie del personale finalizzato a favorire un ricambio generazionale e professionale con particolare attenzione all'occupazione giovanile. La direzione aziendale si è infine resa disponibile ad attivare a partire da gennaio un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali al fine di definire nel merito il piano annunciato. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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