“Dimostreremo la teoria della invenzione, è tutto in regola”

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“La Mib è tutt’altro che un’azienda fantasma o creata alla bisogna e i De Martino sono imprenditori seri, da vent’anni sul mercato, operanti nel settore privato ma anche con le pubbliche amministrazioni”, questo è quanto riferiscono alcuni sanseveresi a cui l’Attacco ha chiesto informazioni a proposito delle società finite nel mirino delle procure di Roma e Foggia. Quanto ai presunti reati commessi, si sbilanciano i tecnici e gli addetti ai lavori che ritengono che ci siano ampie possibilità che il caso si sgonfi rapidamente e finisca in una bolla di sapone.

“Semplicemente – spiegano alcuni – la legge consentiva tutto quello che è stato fatto, non ci sono illeciti nel trasferire i crediti d’imposta. Non sorprende peraltro che le operazioni siano state effettuate con persone di fiducia delle società, considerata la mole di risorse in campo. E’ stato sbattuto il mostro in prima pagina sulla base della triangolazione di alcuni dati ma sarebbe interessante capire se ci siano stati sopralluoghi direttamente sui cantieri”.

Sarebbero in tutto circa 300 gli immobili sottoposti ad interventi edili, sparsi in tutta la provincia, da San Severo, a Foggia, fino ad arrivare nei centri più piccoli come Vico del Gargano e Lesina.

“E’ tutto nel decreto Rilancio, il 34/2020, in particolare agli articoli 119 e 121”, ribadiscono alcuni tecnici i quali ricordano anche che ci sono molte differenze tra i vari tipi di bonus messi in campo dal Governo. E c’è chi fa notare che, proprio perché la legge aveva maglie molto larghe, si è dovuto correre ai ripari disponendo la “non cedibilità successiva” del credito fiscale. Limitando cioè il numero di passaggi, si cerca di limitare anche le possibili storture.

Ma, a parte l’accesso al bonus facciate, per il quale in pratica non era necessario alcun particolare adempimento o istruttoria, è previsto un iter molto preciso per gli altri benefici.

“Ad esempio, un condominio con propria delibera, affida a un general contractor, figura professionale incaricata di progettare e organizzare i lavori che si occupa di effettuare una serie di indagini, avvalendosi delle competenze di geologi, elettricisti, muratori, fabbri, architetti, ingegneri e così via. Questi devono asseverare sul sito dell’Enea tutti i lavori da fare, devono certificare cioè che il condominio x ha una certa data di nascita, una certa sismica da migliorare di almeno due classi, eccetera. Il progetto viene portato poi all'ufficio tecnico del Comune di competenza, che darà parere positivo o negativo. Ogni permesso alla costruzione richiede un fascicolo di decine di pagine e ci lavorano almeno 5 tecnici. Dopodiché se il sito Enea dà l'ok si possono iniziare i lavori. Lavori che si fanno se si va a monetizzare il credito che ha ogni singolo condomino all'interno del proprio cassetto fiscale: 96 mila o 40 mila euro virtuali per ogni appartamento, tra sisma e eco bonus”, hanno illustrato gli addetti ai lavori. Così nasce il credito d’imposta che può essere monetizzato presso istituti di credito o aziende private. Solo Poste Italiane ha sempre acquistato crediti d’imposta senza l’intervento di un ente certificatore terzo.

“La Mib si è avvalsa dei servizi di Deloitte – riferiscono a l’Attacco beninformati -, impossibile che abbia potuto trasferire crediti d’imposta fittizi, i controlli sono serrati e soprattutto necessari per le cessioni a Cassa Depositi e Prestiti o altri”.

Soldi sui conti correnti degli interessati (e non trasformati in bitcoins o lingotti d’oro in cui spesso i proventi di illecito vengono convertiti per farne perdere le tracce), crediti ancora da monetizzare, fatture, cantieri attivi, manodopera a lavoro: tutti questi elementi secondo alcuni osservatori lascerebbero ipotizzare che forse ci sia stata una interpretazione controversa della legge.

“Nessun illecito, forse l’unica ingenuità degli imprenditori è stata quella di accettare troppe commesse”: 300 come detto, peraltro compatibili con il miliardo di euro sequestrato.  “I lavori in 300 condomini o immobili svilupperebbero certamente quelle cifre”, confermano i tecnici.

“Le società hanno utilizzato una sola delle normative sui bonus edilizi ed è stata quella storica, ovvero occorrente al sacrosanto miglioramento sismico ed eco-sostenibile dei fabbricati esistenti. Non si tratta ne di Superbonus né di altri bonus - ha chiarito in una nota Maurizio De Martino -. Ovviamente, gli addetti ai lavori sanno che questa normativa garantisce la disponibilità solo di un credito d’imposta che deve essere poi monetizzato per avere il denaro necessario per fare le opere. Tutto ciò è stato posto nella solita insalatiera giudiziaria, condito con confusione sulla normativa, un po’ di sbadataggine e qualche assurda presunzione, per generare un piatto che vedrebbe soccombere società che danno lavoro a centinaia di persone [...]. Le società colpite da questa assurdità hanno tutta l’intenzione di dimostrare il teorema dell’Invenzione, perché sta nella verità ed è facilissimo da dimostrare”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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