Dopo due anni di trattative, l’operazione della Camera di commercio di Foggia finalizzata alla vendita all’ASL FG della faraonica sede di via Protano è fallita clamorosamente
rivelandosi un buco nell’acqua. Un obiettivo rincorso fino a poche settimane fa dal presidente Damiano Gelsomino, che contava davvero nella volontà dell’ASL di trasferirsi nella Cittadella dell’economia.
Una mossa, pensava il sipontino, che avrebbe avuto vantaggi per ambedue le parti: se l’ASL avrebbe ridotto i propri costi spostando gli uffici in un’unica sede ed evitando di pagare onerosissimi canoni di locazione, Camera di commercio tornando nella vecchia sede di via Dante avrebbe messo in ordine i propri conti mantenendo l’autonomia e l’indipendenza.
Gelsomino ci ha sperato fino all’ultimo: a fine novembre scorso presentò alla giunta camerale la relazione di stima, che indicava in 26.687.000 euro il valore complessivo attribuito alla Cittadella dell’Economia dall’Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale Territorio (25.769.000 euro per i fabbricati sulla superficie di 10.071,71 mq e altri 918.000 euro per un suolo edificabile nella stessa zona, da 2.566 mq).
“Viste le trattative intercorse, la relazione sarà trasmessa all’ASL FG”, spiegò il presidente. La sede era costata poco meno di 30 milioni di euro. Da tempo c’era ottimismo rispetto alla possibilità di concludere l’accordo con l’ASL foggiana, da cui era arrivato un sostanziale via libera di massima. CCIAA aveva affidato in primis l’incarico professionale per la perizia giurata di stima dell’immobile alla presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Foggia, Maria Rosaria De Santis, che diede una stima di circa 22 milioni di euro. Certo una somma inferiore ai 27-28 milioni di euro che l’ente spiega di aver speso, in definitiva, per l’imponente casa delle imprese. Poi era arrivato il valore, più soddisfacente, espresso dall’Agenzia delle Entrate, mentre la vecchia sede di via Dante è stata liberata dagli inutili arredi e attende i lavori di ristrutturazione per tornare a ospitare l’ente che è la casa delle imprese. Una cessione necessaria per ridurre le spese insostenibili di CCIAA.
Quello che Gelsomino non si attendeva è il dietrofront dell’ASL. “Nell’ambito dell’attività volta a una migliore e più efficiente gestione dell’ente camerale in considerazione del mutato scenario di riferimento rispetto a quello in cui la realizzazione dell’infrastruttura fu realizzata e sulla base anche delle criticità che emergono nella composizione del patrimonio della Camera di commercio, gli organi hanno posto tra le priorità la razionalizzazione del patrimonio immobiliare”, ha ricordato Gelsomino alla giunta lo scorso 2 febbraio. “In tale ottica si è inserita la trattativa per la vendita del complesso immobiliare della Cittadella dell’Economia di via Protano, condotta dall’estate 2020 con la ASL di Foggia, che in quanto locataria di parte degli immobili aveva manifestato interesse all’acquisto dell'intero complesso immobiliare”.
Ma “lo scorso 21 gennaio la ASL di Foggia, a seguito dell’inoltro della perizia di stima redatta da parte dell’Agenzia delle Entrate, ha comunicato di non poter prendere, al momento, in considerazione l'offerta di acquisto”, ha fatto sapere Gelsomino. Una mossa astuta quella dell’ASL, sa di poter spuntare un prezzo molto più basso partecipando all’asta. Del resto, aveva stimato in poco più di 18 milioni – stando ai beninformati – la Cittadella dell’Economia, una cifra simile a quella cui si potrebbe pervenire se durante il pubblico incanto si dovesse raggiungere il 30% del prezzo a base d’asta. L’altra considerazione fatta dai vertici dell’ASL è che, assai verosimilmente, non ci saranno rivali: solo Unifg ha necessità in questo momento di ampliare i propri spazi ma avrebbe bisogno di farsi finanziare l’acquisizione dalla Regione Puglia (che però già ha sborsato lo scorso anno 7,5 milioni per l’ex caserma Miale).
“A seguito di infruttuosa trattativa condotta con la Asl occorre procedere mediante espletamento della procedura di pubblico incanto. L’apertura degli incanti deve essere resa nota al pubblico mediante appositi avvisi, nei quali saranno indicate le condizioni generali e speciali di vendita”. Il valore di partenza sarà rappresentato dal valore espresso nella relazione di stima effettuata dall’Agenzia delle Entrate. Laddove l’esito della prima procedura risulti infruttuoso si procederà ad una prima riduzione, pari ad un massimo del 15% del valore posto a base d’asta. Qualora anche il secondo tentativo risulterà infruttuoso si procederà con un ulteriore ribasso fino a quando la riduzione raggiungerà massimo il 30% del valore iniziale della stima. Qualora le successive riduzioni del prezzo base avranno raggiunto il 30% del valore di stima (che equivale a 18.680.900 euro), l'ente potrà procedere a trattativa privata con inviti a presentare offerte incrementative o, in assenza, con aggiudicazione al soggetto che presenterà offerta più elevata. E se risulterà infruttuosa anche la trattativa privata e confermata la sussistenza dell'interesse pubblico all’alienazione, si disporrà la revisione della stima nelle modalità descritte. Nell’eventualità che, all’esito di trattative private, si ottenga un rincaro rispetto all'ultimo valore a base d'asta sarà necessario effettuare tempestivamente tutte le pubblicazioni, così come previsto in precedenza ed attendere che decorrano almeno 15 giorni, durante i quali potrebbero pervenire offerte in aumento. L’offerta in aumento non potrà mai essere inferiore al ventesimo del prezzo di aggiudicazione e dovrà essere accompagnata dai documenti comprovanti l’effettuazione dei depositi prescritti nell’avviso d’asta. Presentandosi in tempo utile una offerta ammissibile, l’ente, alla scadenza dei termini, provvederà a convocare formalmente l'aggiudicatario e l'offerente in rincaro per espletare un nuovo incanto sul prezzo della nuova migliore offerta pervenuta. Nel caso in cui al nuovo incanto nessuno si presenti a fare un’ulteriore offerta di aumento, rimane definitivamente aggiudicatario dell’acquisto colui sull’offerta del quale è stato riaperto l’incanto.
La trattativa privata mediante gara ufficiosa è ammessa in caso di precedenti aste andate deserte. La trattativa (gara ufficiosa) si può anche sviluppare in due fasi distinte: la prima, di carattere esplorativo, consente di ottenere una serie di offerte da parte dei soggetti interessati.
La seconda eventuale fase è quella in cui si tratta direttamente e separatamente con i due concorrenti, le cui offerte siano risultate più vantaggiose. L’alienazione del bene è possibile anche in presenza di una sola offerta di valore pari o superiore al prezzo posto a base delle offerte. La vendita non potrà in ogni caso avvenire ad un prezzo inferiore a quello fissato a base dell’incanto deserto, posto a base delle offerte da presentare. Infine è ammessa la trattativa diretta con un solo soggetto allorché siano risultate infruttuose l’asta pubblica e l’eventuale gara ufficiosa.
Così come avvenuto per la vendita del Laboratorio Chimico merceologico (Lachimer), CCIAA ha deciso di avvalersi del supporto tecnico specialistico della società in house Tecnoservicecamere SCPA.
La giunta ha deliberato di avviare le procedure di pubblico incanto, nominando la segretaria generale Lorella Palladino RUP del Procedimento.
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