Fibrillazioni al Ministero per il caso della gestione dei 20 mln del Mibact, la promessa della segreteria di Franceschini: “Verificheremo”

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E’ arrivata al Ministero della cultura l’inchiesta sulla maniera in cui a Tremiti si stanno gestendo e spendendo i 20 milioni di euro stanziati nel 2016 dall’allora Mibact in favore del rilancio e recupero del complesso abbaziale di San Nicola, incluso in un progetto più ampio di recupero dell’intera isola di San Nicola. Fondi eccezionali volti a riqualificare l’isola, che da anni versa in condizioni critiche, in particolare per restaurare monumenti storici come l'abbazia benedettina e la chiesa di Santa Maria al Mare a San Nicola.

Un “intervento strategico” per Dario Franceschini, per il sindaco Antonio Fentini “finanziamenti che serviranno per rendere attrattive le perle dell'Adriatico tutto l'anno, e non solo i tre mesi dell'estate”. L’anno seguente, a settembre 2017, fu firmato il disciplinare regolante i rapporti tra il Segretariato Generale -Servizio II del MIBACT, responsabile dell’attuazione del Piano Stralcio, e il Comune di Isole Tremiti per l’attuazione degli interventi compresi all’interno dell’intervento n. 22 denominato “Isole Tremiti - San Nicola”, opere divise in 5 macroaree relative all’isola di San Nicola: l’area portuale, il borgo, il complesso abbaziale, il contesto paesaggistico e le aree cimiteriali. I 18 progetti che si vanno a realizzare nell’ambito di tale intervento hanno importi variabili, dai 200mila ai 4 milioni di euro.

Un’approfondita relazione e gli articoli de l’Attacco sono stati inviati a Roma, dove stando a fonti - parlamentari e non – avrebbero creato fibrillazioni presso il Ministero che, oggi come sei anni fa, è retto dal dem Dario Franceschini.

Già sei mesi fa il Ministero era stato sollecitato a far luce sulla vicenda e a quanto pare aveva fatto sapere che avrebbe chiesto lumi alla Soprintendenza di Bari. La stessa documentazione fu inviata allora anche all’ANAC, l’Autorità nazionale anticorruzione. Adesso, dopo i fari accesi sul tema su queste colonne, la segreteria del ministro ha promesso, stando ai beninformati, che saranno svolte verifiche e ispezioni.

L’intervento dell’attuale MiC (l’ex Mibact) è più che mai atteso da quanti amano l’arcipelago delle Diomedee, che oltre ad essere Riserva marina protetta è uno scrigno incomparabile di storia e fascino selvaggio. Il caso sta suscitando anche l’attenzione della politica. Sia il M5S che Lega e Fratelli d’Italia stanno acquisendo ulteriori informazioni e stanno valutando l’ipotesi di interrogazioni parlamentari e regionali.

Un albergo nell’antica abbazia di Santa Maria a Mare, definita da Emile Bertaux “la Montecassino in mezzo al mare”.

E’ quello che prevede il progetto da 4 milioni di euro redatto dal dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Franco Delli Muti. Chi ha segnalato il caso Tremiti ad ANAC e Ministero si domanda anche se sia possibile, coi fondi del Piano stralcio e sulla base della legge, dar vita ad un albergo nel complesso abbaziale.

Nella relazione annessa al progetto, che l’Attacco ha potuto consultare, l’architetto vichese spiega come si sia artivati a tale idea. Se San Domino è caratterizzante dalla sua pineta lussureggiante, San Nicola è l’isola dell’arcipelago ricca di cultura e vestigia del passato. Abitate già in antichità (IV-III secolo a.C.), le Tremiti furono per secoli soprattutto luogo di confino. Lo stesso imperatore Augusto vi relegò la nipote Giulia, mentre nel 780 Carlo Magno vi esiliò Paolo Diacono che, però, riuscì a fuggire.

La storia di San Nicola è però soprattutto legata all’abbazia, le cui origini si fanno risalire alla costruzione di una piccola cappella votiva da parte di un eremita approdato sull’isola nel III secolo dopo Cristo. Da allora San Nicola divenne meta di pellegrinaggi. Nel IX secolo il centro religioso che si era costituito fu affidato ai Benedettini, con dipendenza dall’abbazia di Montecassino. Nei secoli successivi si sono succeduti altri ordini monastici, dai Cistercensi ai Lateranensi.

Nel 1700 il monastero chiuse e poi divenne una colonia penale. Quest’ultima funzione è durata fino alla metà del Novecento. In periodo borbonico furono costruiti dormitori per i detenuti e furono apportate modifiche all’abbazia stessa, in molti casi sfigurandone l’aspetto per adibire la costruzione a nuove destinazioni.

E’ questa la premessa fatta dal dirigente e progettista per introdurre la conversione in albergo dell’immobile più grande del complesso abbaziale, denominato “Direzione Colonia”.

Infatti il progetto prevede il recupero e il riuso funzionale dell'edificio da trasformare in struttura ricettiva inferiore a 50 posti letto.

“L'attività in oggetto rientra nell'Attività n. 72: edifici sottoposti a tutela aperti al pubblico, destinati a contenere biblioteche e archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre”, si sottolinea.

“I lavori prevedono la realizzazione di un polo attrattore che possa svolgere diverse funzioni al fine di poter garantire, all’interno di un unico immobile, diversa esperienza da quelle ricettive a quelle culturali. Il riutilizzo del piano terra prevede, grazie agli ampi spazi disponibili, oltre che ambienti di servizio e funzionali alla ricettività anche la possibilità di realizzare una sala polivalente anche per uso convegni. Al piano superiore, la suddivisione già presente consiglia la realizzazione di camere e servizi alla persona per il polo ricettivo turistico con standard elevati che dia la possibilità di intercettare diverse fasce di turismo pronte per immergersi in un turismo fatto non solo dal mare, ma anche da un’offerta culturale e qualitativa di eccellenza”.

Per l’appalto dei lavori, che ammonta a 2.423.899,21 euro, concorrono HTC Costruzioni e Servizi srl, l’rti Edil Cirsone-Picciuto srl, l’rti Eurosaf-Geniale, Nikante Costruzioni, Gecos, De Francesco Costruzioni srl.

A luglio 2020 i servizi professionali di prestazione specialistica per impianti, prevenzione incendi e pratiche annesse furono aggiudicati, tra due operatori, alla società di ingegneria Spazio Casa Gea Engineering Services srl di Campobasso.

Per i servizi tecnici il 24 marzo 2020 furono approvati gli atti di gara (da 61.985 euro) e invitati 5 operatori presenti nell’elenco dei professionisti del Comune di Isole Tremiti.

Il 28 marzo 2020 con determina fu affidato direttamente l’incarico di supporto al RUP Delli Muti all’architetto Giuseppe D’Altilia (che pochi anni prima aveva partecipato, con la collega Michela Petrosino, figlia di Donato, al concorso di idee del Comune isolano per una proposta di riqualificazione e recupero funzionale di tutte le piazze del complesso abbaziale di San Nicola).

L’1 aprile 2020 la CUC e il Comune revocarono la determina e gli atti sulla gara per i servizi di ingegneria e architettura, con la motivazione della possibile sottrazione di competenze decisionali nello svolgimento della regia progettuale affidata interamente a Delli Muti.

Un anno dopo, a maggio 2021, Delli Muti (seggio monocratico di gara, già RUP, progettista e responsabile UTC) scelse l’architetto Domenico Longo per l’incarico di validare il progetto (oltre 18mila euro).

Risale ad agosto 2021 la determina contrarre di Delli Muti per il via alla gara dei lavori, atto in cui si dice che “il progetto è stato verificato dall’arch. Domenico Longo e successivamente validato dal RUP (Delli Muti)”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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