Continua il sondaggio de l’Attacco presso le amministrazioni della provincia di Foggia interessate dall’annunciato finanziamento di 103 milioni di euro destinati dalla Misura 5 “Inclusione e Coesione” del Pnrr per lo smantellamento dei ghetti e la riqualificazione di vita
delle comunità di braccianti agricoli stranieri che insistono in Capitanata. Una pioggia di fondi, che, per essere confermati dal Governo, necessita di adeguate progettualità che i Comuni saranno chiamati a presentare.
Due giorni fa si è tenuta proprio nel ghetto di Borgo Mezzanone (la ormai nota ex-pista) una conferenza stampa di Cgil e Flai Puglia sul piano di intervento a cui bisognerà lavorare. La sezione regionale del sindacato di Landini ha dunque chiesto alla Regione Puglia l’attivazione di un tavolo coordinato con gli enti locali e gli attori del territorio che operano sul tema “per cancellare definitivamente la vergogna delle baraccopoli”.
Borgo Mezzanone, che annovera il ghetto più popoloso d’Italia, insiste nel Comune di Manfredonia, e cioè l’amministrazione che, proprio per le dimensioni di quell’insediamento informale, riceverà dal Pnrr la più cospicua somma di finanziamenti a livello nazionale. 53 i milioni di euro previsti per Manfredonia sui 200 milioni totali stanziati complessivamente dalla Misura 5 “Inclusione e Coesione”
L’Attacco ha dunque contattato il Sindaco del comune sipontino, Gianni Rotice, per comprendere quali siano le idee di intervento che si profilano sul tema.
“Per il momento – esordisce Rotice – abbiamo contezza solo della voce finanziaria. Il decreto attuativo non è ancora noto. In generale, però, bisognerà lavorare, attraverso un tavolo coordinato di tutti gli attori del territorio, su un’inclusione nel solco della regolarizzazione della manodopera. Affianco a ciò sarà necessario pianificare strutture e sistemi a servizio dell’integrazione, per trasformare Borgo Mezzanone in un luogo accogliente, per cancellare dal dibattito pubblico l’etichettatura di Borgo Mezzanone come luogo del ghetto. Nella visione che ho - continua Rotice – quel borgo dovrà diventare un luogo dotato dei servizi necessari all’accoglienza e al miglioramento della vita delle comunità di braccianti, per garantire un’integrazione virtuosa con i residenti che può diventare una risorsa per il territorio. Sul tema abitativo, inoltre, prima bisognerà effettuare un censimento della popolazione del borgo, che, lo voglio ricordare, è una realtà condivisa, amministrativamente, tra il Comune di Manfredonia e quello di Foggia: una realtà ad oggi non ben definita e su cui esistono accordi con il capoluogo dauno per la concessione di alloggi a sostegno dell’emergenza abitativa che proprio a Foggia si presenta. Al netto di tutto, sarà necessario puntare anche molto sulla creazione di centri socio-culturali che promuovano l’inclusione. La mia amministrazione, per esempio, ha già candidato ad un’altra misura di Welfare del Pnrr la riqualificazione dell’edificio centrale del borgo, che insiste vicino alla chiesa: quel plesso servirà ad attuare politiche sociali in parte destinate all’integrazione tra le comunità. Con l’arcivescovo Moscone, infine, stiamo portando avanti anche altre iniziative a tema”.
L’Attacco ha ascoltato anche Primiano Di Mauro, Sindaco di Lesina, destinataria di quasi 2 milioni di euro.
“Le prime idee di riqualificazione delle comunità dei braccianti stranieri – racconta Di Mauro - sono emerse dal Tavolo permanente istituito dalla Prefettura, cui abbiamo partecipato in maniera puntuale e segnalato le criticità che insistono sul territorio di Lesina. E cioè un paio di insediamenti, uno in località Cornone e un altro in zona Pontonicchio. Si tratterà di mettere in sicurezza quella trentina di persone che ora vivono in ruderi privi di qualsiasi abitabilità e condizione di igiene. Anche perché il Comune di Lesina, insieme a quello di Poggio Imperiale, è già destinatario di risorse di un fondo di riconversione delle royalty della Regione per la realizzazione di alloggi per migranti: spero questo fondo si concretizzi a breve, perché ci consentirebbe di tenere in ambienti idonei queste persone che si recano sui nostri territori. Il contributo del Pnrr – continua il sindaco di Lesina - ci darebbe la possibilità di integrare operazioni di questo tipo e realizzare nuove foresterie in siti utili ad alloggiare questi lavoratori stranieri: siti che probabilmente saranno videosorvegliati non perché queste persone siano diverse da noi, me perché, dovendo assumere l’amministrazione delle responsabilità in simili operazioni, è bene che possa esserci un controllo diretto sugli insediamenti che nasceranno dalle nuove progettualità. Non abbiamo grosse presenze di migranti – chiude Di Mauro - ma vogliamo garantire ad esse una buona vivibilità affinché diventino un valore aggiunto per il nostro territorio. Il Comune, infine, non possiede un grande patrimonio immobiliare per la riqualificazione in chiave abitativa: ad esempio, i malandati casolari che ora i migranti occupano sono di proprietà privata. Però, ove ci fosse la disponibilità dei proprietari a ragionare in quest’ottica, non avremmo difficoltà”.
Da ultimo abbiamo provato a contattare anche Rocco Di Brina, Sindaco di Carpino (destinataria di 4,5 milioni di euro) e il Sindaco di Carapelle (a cui andrà 1 milione di euro), Umberto Di Michele, i quali, entrambi, hanno rimandato alle prossime settimane l’appuntamento sulla visione progettuale sollecitata da queste colonne.
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