Rubini e lo spot controverso, non è questione di banale politica. Parla Passo Uno Cinema. “Una polemica ridicola”

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Quanto vale la creatività? Siamo d’accordo, non si può quantificare l’arte, nè la bellezza e nemmeno l’emozione. e alcune cose non si possono misurare. Un quadro non è solo tela e cornice. Un film non è solo ore di lavoro e numero di attori. Una scrittura non vale in base al numero di battute.

Ma. C’è un ma. Quando si gestiscono soldi pubblici è necessario, si impone, una riflessione profonda sul giusto rapporto fra soldi spesi e benefici. Fare un bando o una manifestazione di interesse deve dare al maggior numero di aziende, talenti e creativi la possibilità di partecipare. diversamente resta per pochi eletti. Giocava, Pinuccio di Striscia la Notizia, con il suo Vieni ad appaltare in Puglia, quando ha svelato i numerosi legami fra alcune aziende che puntualmente vincevano appalti per il settore cultura e turismo. Sempre le stesse, con nomi diverse o tramite sub appalti. Una pratica che se dal punto di vista legale era lecita, sotto il profilo morale per niente.

Dare a tutti le stesse opportunità e premiare i migliori. Se questo non accade i migliori andranno altrove, dove il merito e il talento sono misurati in opportunità. Questo non significa che nel caso specifico chi ha vinto non sia meritevole. Al contrario. Parliamo di un importante rappresentativa azienda che lavora benissimo su tutto il territorio nazionale. Parliamo anche di costi che non possiamo e non vogliamo quantificare perchè sono opinabili sempre e comunque. Ma parliamo sempre di una sproporzione enorme fra i preventivi delle sole altre tre aziende che hanno gareggiato, con la vincitrice. Oltre trecento mila euro sono davvero tanti soldi. Abbiamo sentito la Passo Uno Cinema.

Ora ci piacerebbe ascoltare anche Sergio Rubini.

 

Parla Passo Uno Cinema. “Una polemica ridicola”

“E’ una polemica ridicola. I costi? Ma le persone che parlano hanno idea di quanto costa girare un video o uno spot”. Così Salvatore Caracuta, ceo & founder di Passo Uno, executive producer e production manager dello spot realizzato per Puglia Promozione con Sergio Rubini risponde sulla polemica che ritiene eccessivo quel costo. “I costi non sono per niente alti. Ma Puglia Promozione ha già fatto delle dichiarazioni. Preferirei evitare di dire altro”.

Bocche cucite e un po’ di amarezza dalle parti di Maglie, dove ha sede l’agenzia che ha vinto questo incarico. Il founder dell’agenzia, Gianni De Blasi, autore e direttore, anche se non ha direttamente partecipato alla produzione, dice infatti di essere amareggiato per la polemica e per le considerazioni che sta leggendo sui giornali.

“A quanto so io, e a quanto mi dicono i miei soci, Salvatore Caracuta e Fabio Marino, che hanno seguito direttamente il progetto, tra l’altro, quelle cifre diffuse, di cui si parla, non sono nemmeno corrette. Siamo in società da sei anni e ci conosciamo da prima. Non ho dubbi sulla loro serietà sia professionale che personale”. Anche se non ha seguito il progetto, da regista gli chiediamo un parere. Passo Uno tra l’altro è un’agenzia di comunicazione che lavora su tutto il territorio nazionale e non solo in Puglia con produzioni anche molto famose, come spot per importanti serie tv.

“A mio avviso quando si dice che quelli sono costi eccessivi, non si tiene conto di quei costi che noi chiamiamo sopra la linea. Sono costi che non si riescono a valutare. Ciò che mi dispiace è stato vedere che queste considerazioni sono venute anche e soprattutto da gente che prima ha lavorato con noi e che oggi alimenta questa polemica”.

Al di là dei costi, oggetto di critica, anche lo spot. Non piace, non emoziona, non è all’altezza né della Regione né di Rubini: “Da regista le posso solo dire che noi quando produciamo un lavoro e lo diffondiamo, lo diamo in pasto al pubblico. Siamo in pasto al pubblico. Si spendono milioni per film che poi non piacciono e invece produzioni molto meno costose riscuotono grandi consensi: insomma, il gradimento del pubblico non è direttamente proporzionale con i soldi spesi. E poi non è detto che un film o un spot debba piacere a tutti. Altrimenti, pensiamo al cinema, dopo la proiezione di che parleremmo?”.

E se lo scopo era far parlare, di rumore questo spot ne sta facendo molto. Puglia Promozione ha fatto sapere, rispondendo al capogruppo di Fratelli d'Italia, Ignazio Zullo, che per la realizzazione non si è trattato di affidamento diretto, ma c’è stato un avviso pubblico. E che la documentazione è on line. E in effetti la documentazione, che molti sostengono di non aver potuto vedere prima perché il sito risultava in manutenzione, è on line. Proprio dalla documentazione si legge che soltanto in quattro hanno partecipato a questa manifestazione di interesse. E che soltanto due sono agenzie pugliesi. Le quattro, la Polisviluppo Società Cooperativa, la Viral Passport srl, la Bigup Eventi srl e in ultimo la Passo Uno Cinema srl.

A colpire leggendo le quattro proposte, è la sproporzione fra le offerte presentate dalle tre società che hanno perso e quella presentata dalla Posso Uno. Parliamo di – rispettivamente – 79,400,00euro, 48,312,00euro più iva, 63,440,00euro più iva, e poi 306,316,00. Da 48 a 306 la differenza è davvero tanta. Ma Puglia Promozione dice: “A seguito della presentazione di quattro proposte di differenti operatori economici, si è riunita una commissione tecnica che ha proceduto ad un'articolata valutazione delle stesse, ritenendo la proposta della predetta società – Passo Uno Cinema - congrua ed efficace per la realizzazione dello spot scritto e diretto da Sergio Rubini”.

Troppo di nicchia e sportiva la prima e con servizi di diffusione non previsti dall’avviso. Scartata. Solo per canali digitali e social la seconda, debole l’impatto dell’idea creativa per il target, proposta interessante, ma non prioritaria. Non approvata. Da integrare e da rimodulare la terza, per quanto, sospesa la sua valutazione. In fine la quarta. Risponde agli obiettivi. Soggetto originale frutto del genio artistico del noto regista e attore italiano Sergio Rubini che si propone con la Passo Uno Cinema. Idonea e approvata. 1 febbraio 2022. Di soldi non si parla mai.

Eppure di solito, il preventivo migliore vince. Quello in cui è più vantaggioso in rapporto costo-beneficio. Ma si sa, quando si parla di genio creativo, ogni cifra diventa opinabile. Lo sanno bene gli addetti ai lavori, come ha detto lo stesso founder della Passo Uno. Altri esperti rafforzano questa idea. Non ci sono cifre confrontabili. Un quadro di Picasso ha un valore che non è paragonabile a un altro quadro. Nell’arte non si calcolano costi di tela e cornice. Come nel cinema. Checco Zalone sbanca il botteghino con i suoi primissimi film prodotti con pochi mezzi e opere come Ber Hur, costosissime, non hanno lo stesso impatto. Piuttosto, sempre gli esperti di settore, qualche critica la fanno sull’idea di scrittura.

Manca, dicono, la mano di un’agenzia pubblicitaria. Perché la mano è quella del cinema. Cinematograficamente funziona. Come spot no. Perché i canoni linguistici di comunicazione sono diversi. Apprezziamo lo sforzo, insomma, e meno il risultato. Divide il gusto. Ma stiamo attenti a non “burocratizzare tutto”, perché abbasseremmo il livello di arte, cultura e bellezza, se facessimo il calcolo della serva su questo genere di produzioni, quantificando giorni, ore, lavoro e persone.

Ma anche a tener presente la genialità, altri precedenti vengo messi oggi sul tavolo. Lo spot, ad esempio, diretto da Pippo Mezzapesa, per Taranto Capitale della Cultura. Anche quello finito in polemica per i costi. Erano tre minuti di girato costati 73mila euro. “Ma i nostri dubbi restano – aggiunge Zullo - per questo è bene che il confronto avvenga nella sede istituzionale della Commissione regionale dove abbiamo già presentato la richiesta di audizione del direttore Luca Scandale”.
Anche perché, l’ultimo indiscreto, riguarderebbe una stretta vicinanza della Passo Uno Cinema con gli ambienti regionali.

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