PNRR, a Cetola spa la gara da 4 milioni per fare dell’ex Nautico la nuova caserma dell’Arma. Ma c’è un esposto

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E’ Cetola spa, l’impresa di Pietramontecorvino guidata da Armando Cetola, ad essersi aggiudicata la gara da 4 milioni di euro indetta dal Comune di Manfredonia per trasformare, coi fondi del PNRR, il fatiscente ed abbandonato ex istituto Nautico nella nuova caserma dei Carabinieri. Si tratta della procedura aperta telematica per l’appalto integrato di progettazione definitiva/esecutiva ed esecuzione lavori di messa in sicurezza del complesso edilizio ex istituto Nautico di via Dante Alighieri. La gara, pubblicata il 18 ottobre scorso e scaduta l’8 novembre scorso (dopo appena 21 giorni, peraltro in un periodo comprendente il ponte festivo di Ognissanti), aveva come importo di partenza 3.996.805,76 euro ed è stata svolta col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.  Il rup è l’ingegnere e dirigente sipontino Giuseppe Di Tullo. Dopo l’adesione dell’amministrazione Rotice, la Centrale Unica di Committenza del Tavoliere oggi è composta da Comune di Cerignola (capofila), Comune di Stornarella, Comune di Canosa di Puglia, Comune di Manfredonia e Consorzio Igiene Ambientale Bacino FG4. Risale alla primavera del 2022 il finanziamento da 4.899.944 euro concesso al Comune di Manfredonia quale soggetto attuatore per l’intervento di rigenerazione urbana coi fondi del PNRR. Un anno dopo, a maggio 2023, ci fu l’accettazione del finanziamento da parte del sindaco Gianni Rotice e la nomina di Di Tullo quale rup. Il 18 settembre scorso la determina dirigenziale di affidamento all’ingegnere cerignolano Salvatore Perta dei servizi di ingegneria relativi alla redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, progetto redatto in tempi record e poi approvato il 6 ottobre scorso.

Nel caso della gara sipontina il responsabile della CUC, l’architetto Michele Prencipe, ha nominato come presidente l’ingegnere e docente universitario Vincenzo Rosiello, componenti l’ingegnere Pino D’Amelio (istruttore tecnico presso il Comune di Carlantino) e il geometra Valter Pellegrino (responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di San Marco La Catola, il quale è tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sugli appalti pubblici del dissesto, incentrata sull’imprenditore lucerino Tonino di Carlo). 

Cetola spa ha vinto grazie al punteggio complessivo di 93,646 (89,773 punti per l’offerta tecnica e 3,873 per quella economica) e a un ribasso del 1,5000%, per un importo di aggiudicazione pari a 3.862.347,77 euro. L'importo complessivo di aggiudicazione risulta quindi pari a 3.937.988,28 euro.

I partecipanti sono stati nove: dietro Cetola si sono classificati LM Impianti srl di Altamura con 84,99 punti (80,518 + 4,472), la foggiana Russo Vito con 84,588 punti (74,588 + 10), Proseco srl di Torremaggiore con 80,845 punti (70,845 + 10), la foggiana Edilgamma srl con 76,471 punti (66,566 + 9,905), il consorzio stabile Build di Roma con 71,78 punti (62,892 + 8,888), il rti manfredoniano Tabanelli Primo srl-Tegliafilo Costruzioni srl con 69,189 punti (61,22 + 7,969), Cofined srl di Trani con 66,527 punti (61,527 + 5) e infine il rti barese Raguso Antonio-Tecnoimpianti di Pacucci Giuseppe&C. srl con 65,512 punti (57,145 + 8,367). 

Il rup ha spiegato che “dalla verifica di congruità delle offerte l’unica offerta da ritenersi anomala è quella dell’operatore economico Russo Vito, il quale, non essendo l’aggiudicatario e viste le strette tempistiche per l’aggiudicazione della presente procedura, ci si riserva di provvedere , nella ipotesi in cui i primi due aggiudicatari in ordine succitati non risultino idonei alla stipula del contratto a seguito di appositi controlli, a richiedere giustificativo inerente l’offerta anomala”.  

E’ stato presentato un esposto – da un’impresa sipontina che non ha potuto partecipare per i tempi ridottissimi - con istanza di annullamento in autotutela, inviato alla CUC, al Comune di Manfredonia, al Comando provinciale dell’Arma dei carabinieri e all’ANAC. “La partecipazione a una gara da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa richiede un investimento congruo per la redazione delle proposte migliorative”, osserva a l’Attacco un addetto ai lavori. “Inoltre, si tratta di un appalto integrato, nel quale si mette a gara la redazione del progetto esecutivo, oltre ai lavori. Il bando prevedeva la partecipazione congiunta di progettista e impresa. Peraltro, sul portale della CUC del Tavoliere non vengono pubblicati i verbali delle sedute riservate. Altre CUC, invece, pubblicano tutti i verbali, come è giusto che sia”. 

Nell’istanza di annullamento si evidenziano diversi elementi, a cominciare dal fatto che il disciplinare di gara abbia previsto un massimo di 10 punti per l’offerta economica e un punteggio massimo di 90 punti per quella tecnica. Nell’individuazione degli elementi qualitativi dell’offerta tecnica, il criterio di valutazione B recita che “particolare attenzione verrà posta sulla capacità di migliorare il progetto sotto l’aspetto del pregio e della composizione architettonica, della scelta e combinazione dei materiali di finitura, degli aspetti cromatici e della cura e studio dei dettagli”. Il disciplinare spiega che alle proposte per tale sub criterio sono assegnati fino a 30 punti. L’esposto sottolinea che dalla lettura del sub criterio “emerge con tutta evidenza la sua estrema genericità: infatti, non vi sono parametri misurabili per la valutazione delle eventuali proposte concorrenti”. 

“Infatti, al fine dell’attribuzione del punteggio da parte dei singoli commissari, la stazione appaltante quali specifici profili oggetto di valutazione, analitici e concreti, ha indicato? Quali sono i descrittori che consentono di definire i livelli qualitativi attesi dalle proposte concorrenti finalizzate alla capacità di miglioramento del pregio e della composizione architettonica, della scelta e combinazione dei materiali di finitura, degli aspetti cromatici, della cura e studio dei dettagli, e di correlare agli stessi un determinato punteggio, assicurando la trasparenza e la coerenza delle valutazioni? Sotto tale profilo il disciplinare si appalesa del tutto illegittimo, atteso che il giudizio dei commissari di gara non avrebbe alcun parametro oggettivo di riferimento e andrebbe oltre quella che è definita discrezionalità tecnica, sfociando nell’arbitrio”. 

L’esposto sottolinea pure che la commissione giudicatrice dovrebbe essere “composta da esperti nello specifico settore cui afferisce l'oggetto del contratto”, ma che nel caso specifico “la stazione appaltante è incorsa in gravi violazioni di legge, atteso che i componenti nominati, come si evince dai curricula, non sono affatto esperti del settore. Inoltre, rispetto al discutibile criterio B, nessuno dei componenti indicati risulta in possesso delle specifiche competenze, necessarie per la valutazione degli elementi architettonici delle proposte progettuali concorrenti”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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