Il caso del concorso pubblico per 3 posti di autista di scuolabus a Torremaggiore a cui le pagine de l’Attacco ha dedicato ampio spazio nell’edizione del 13 gennaio scorso continua a far discutere. La questione, sollevata dal candidato al concorso Antonio Rendina, è giunta in Consiglio comunale: durante la seduta tenutasi proprio il 13 gennaio,
le opposizioni hanno chiesto lumi all’amministrazione comunale guidata da Emilio Di Pumpo circa alcuni punti che hanno alimentato polemiche a partire dalla non adeguata pubblicità data al bando e proseguendo con la ristrettezza dei tempi di espletamento di tutto il concorso fino all’esito, che ha visto come vincitori (tranne uno) gli ex dipendenti della cooperativa che già gestiva il servizio.
In seguito alla seduta del Consiglio comunale, le tre consigliere d’opposizione Anna Lamedica, Lorena Saragnese e Massima Manzelli hanno diramato una nota stampa con cui spiegano di aver “chiesto all’amministrazione giustificazione di questa scelta” (quella relativa alla vittoria del concorso di ex dipendenti della cooperativa che ha già in mano il servizio, n.d.r.) e che “i fatti si commentano con i fatti stessi e che la cultura del sospetto non ci appartiene".
"Semmai è la politica clientelare che ha il suo rovescio della medaglia e certe notizie o informazioni precedono i fatti. Resta il fatto che la scelta non è giustificata da un obiettivo di efficienza o di economicità del servizio”. Raggiunta telefonicamente da l’Attacco, la consigliera comunale di FdI Anna Lamonica commenta: “I tempi prescritti dalla legge sono stati rispettati, ma tutto si è svolto in pochissimo tempo (poco più di tre settimane)".
"Inoltre, è vero che il bando è stato pubblicato sul portale inPA (dedicato alle opportunità di lavoro offerte dal settore pubblico, n.d.r.) però non credo che sia questo il principale canale informativo di chi cerca lavoro nel Pubblico. Questo vuol dire che non si è voluta dare troppa pubblicità al concorso". Bastava pubblicare il tutto sulla pagina web del Comune”.
C’è poi la questione della modalità con cui le prove pratiche ed orali si sono svolte. Modalità contestate da Rendina, che lo ha spinto a parlare apertamente di “farsa”. A tal proposito, Lamedica conferma che “voci giunte da alcuni candidati sollevano perplessità. Per esempio, il fatto che mancasse la prova scritta in sé non è significativa, visto che non è obbligatoria, però le modalità lasciano dubbiosi”.
Sarà anche vero dunque che la cultura del sospetto non va alimentata, però la polemica politica è comunque scoppiata. In merito, la consigliera FdI ammette: “Il mio sbaglio è di non essere stata presente alle prove, ma la prova pratica lascia adito a molte chiacchiere. Lo stesso Rendina lo ha già raccontato”.
Tutte questioni che, in sede di Consiglio comunali, ad avviso delle opposizioni hanno trovato risposte insoddisfacenti: “Il servizio di scuolabus è stato di fatto internalizzato, e questo mi trova personalmente d’accordo. Tuttavia, alle nostre domande sul concorso il Sindaco ci ha risposto che le opposizioni non hanno trovato nulla di meglio da fare che lamentarsi.
Una internalizzazione prevede un’analisi del rapporto costi-benefici e credo che la risposta avrebbe dovuto basarsi su questo punto. Invece non c’è stata nessuna risposta in merito”. Allo stato attuale, tuttavia, secondo Lamedica mancano dati oggettivi per un ricorso al Tar: “Pur con tutte le stranezze del caso, non credo che succederà nulla perché non è avvenuto nulla d’illegale".
"Per esempio, come si fa a contestare le domande rivolte ai candidati? È vero che non ci sono state domande sulle misure di sicurezza, ma questo rientra nelle facoltà della commissione che può legittimamente aver ritenuto di non rivolgere quesiti del genere”.
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