Amgas spa, grave crisi di liquidità. Diomede chiede soldi al Comune con urgenza, le banche non danno risposte

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L’ottimismo e la serenità connessi all’uscita dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale da parte del Comune di Foggia si sono scontrati, nei giorni scorsi, con la patata bollente Amgas spa. Quella che finora era apparsa come la più solida delle tre società controllate totalmente da Palazzo di città è adesso al centro di una grave crisi di liquidità, che ha spinto l’amministratore unico dimissionario Fabio Diomede (barese, nominato dai commissari straordinari nel 2021 al vertice anche di AM Service) a chiedere con urgenza che l’ente intervenga finanziariamente. Lo scorso 24 aprile la giunta Episcopo ha approvato la relazione illustrativa al rendiconto della gestione dell'esercizio 2023, redatta dal dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare.

In tale documento si specifica che, nel corso del 2023, hanno inciso sulla gestione due accadimenti: il primo è l’atto di ingiunzione amministrativa di pagamento da parte della Regione Puglia per la revoca del finanziamento e la restituzione dell’importo di 5.754.403,65 euro relativo al POR Puglia 2000-2006, misura 1.8 – intervento “Impianto di biostabilizzazione e discarica di servizio-soccorso in località Passo Breccioso”; il secondo è la nota inviata lo scorso 18 marzo da Diomede sulla crisi di liquidità di Amgas spa, “che potrebbe determinare squilibri di bilancio per la società”. 

“Tali accadimenti sono oggetto di valutazione da parte dell’ente e pertanto all’attualità tali fattispecie rappresentano passività potenziali prudenzialmente accantonate nei rispettivi fondi rischi”, ha spiegato Dicesare, aggiungendo che a seguito della nota l’ente ha provveduto, in attesa delle verifiche in corso, ad accantonare nel risultato di amministrazione 2023 un milione di euro. 

La relazione di Diomede
La relazione urgente sulle disponibilità liquide della spa è stata inviata alla sindaca, all’assessore alle partecipate Davide Emanuele, a Dicesare, all’ufficio controllo società partecipate, al collegio sindacale di Amgas e alla KPMG spa. “Questa nota è diretta a rendere ulteriormente edotti il socio unico e tutti gli ulteriori soggetti della critica situazione finanziaria in cui versa Amgas spa”, evidenzia Diomede, che chiarisce preliminarmente due punti.

“Tra i primi eventi che hanno caratterizzato la mia gestione vi è senza dubbio l'aver dovuto provvedere, appena un mese dopo la nomina e quindi nel settembre 2021, al pagamento di una sanzione di 700.000 euro comminata dall' Arera e riferita ai mancati e/o tardivi acquisti di TEE (titoli di efficienza energetica) negli anni precedenti. Invero tale fattispecie è tuttora oggetto di un contenzioso che, tuttavia, allo stato, ha visto la società soccombente. E' stato proposto appello e si è in attesa della prossima udienza prevista per il 16 aprile 2024”. Inoltre, “la gestione economico-finanziaria di Amgas spa risulta significativamente appesantita dalla presenza di tre linee di finanziamento, ovvero un mutuo contratto con Banca Unicredit spa e due finanziamenti chirografari (con garanzia mediocredito) in essere con Banca Progetto spa”. 

Con Unicredit il debito residuo era pari, a febbraio scorso, a 3.186.500,87 euro, con una rata semestrale (gennaio/luglio) di 257.959,12 euro. Tale mutuo, che decorre da luglio 2006, scadrà nel 2031. Con Banca Progetto spa il primo debito residuo ammonta a 1.800.702,78 euro, con una rata mensile di 71.645,99 euro, da agosto 2020 alla scadenza di luglio 2026; il secondo debito residuo pari a 886.263,43 euro vede una rata mensile ammontante a 28.447,21 euro, da aprile 2021 alla scadenza di luglio 2027. “Tutte le linee di credito sono a tasso variabile, con il noto aumento dei tassi d'interesse hanno registrato un notevole incremento dell'ammontare delle rate”, sottolinea Diomede. “La sussistenza dei finanziamenti impatta sulla gestione aziendale, perché per un verso drena liquidità, per altro verso limita molto l'eventuale ulteriore ricorso al credito da parte del sistema bancario”. 

L’amministratore unico dimissionario ricorda poi che “sin dagli ultimi mesi dell'esercizio 2022 è stata rappresentata al socio unico la necessità ed urgenza di provvedere al completamento dell'investimento afferente all'acquisto ed installazione dei contatori “smart” ed in particolare della necessità della società di disporre di ulteriori risorse finanziarie per completare tale, obbligatorio, adempimento”. Una richiesta vana, tant’è che Diomede un anno fa richiese ad Unicredit di valutare la possibilità di concedere “una ulteriore linea di finanziamento di ammontare complessivo pari, alternativamente, a 4 milioni di euro, ovvero un milione, quali somme necessarie a portare a compimento rispettivamente il 100% o il 50% dell'obbligo di sostituzione degli smart meter”. Ma ad oggi “la banca non ha sciolto la riserva e comunicato la possibilità o meno di finanziare ulteriormente Amgas spa”. 

La sede onerosa
Diomede parla, nella nota, anche dei costi relativi alla sede Amgas presso il proprio palazzo di proprietà sito in Viale Manfredi. “L'immobile in questione non risulta conforme alle reali necessità di Amgas spa. I costi di gestione dello stesso impattano sul bilancio per un importo molto elevato che può essere indicato in media in circa 900.000 annui (al lordo dei fitti attivi che, tuttavia, quotano all'incirca 200mila euro), ma in anni passati si è giunti a sostenere costi in un anno pari a circa 1.600.000 euro nel 2019 e 1.400.000 euro nel 2020”. Per l’a.u. Amgas “per come è strutturata oggi non ha necessità di disporre di un intero palazzo e/o comunque non può permettersi di sostenere costi di gestione così elevati per l'immobile. I costi in questione drenano risorse agli investimenti ed alla gestione ordinaria della società generando ulteriori significative criticità. L'alienazione dell'immobile di proprietà e il successivo trasferimento di Amgas spa in un capannone sito presso la zona industriale, acquisito in leasing e/o in locazione, appaiono, ad avviso dello scrivente, scelte strategiche da prendere in seria considerazione e con ogni probabilità non più procrastinabili”. 

Sanzioni, debiti e contenziosi
Non è tutto. “Le politiche energetiche poste in essere dal Governo hanno imposto l'applicazione di tariffe di vettoriamento negative per le società di distribuzione - quale Amgas Spa - che hanno implicato fatturazioni in negativo alle società di vendita, quando, in condizioni normali, avviene il contrario, ossia le società di distribuzione emettono fattura e vengono pagate mensilmente dalle società di vendita che utilizzano la rete di distribuzione del gas. Tale fattispecie ha generato di fatto una crisi di liquidità per Amgas”. 

Inoltre, dalla certificazione dei carichi pendenti da parte dell'Agenzia delle Entrate, è emersa una situazione debitoria di circa 415.000 euro. Da aggiungere le sanzioni automatiche irrogate da ARERA e due ulteriori accadimenti che aggravano la critica situazione: il primo è l’udienza fissata dinanzi alla Corte di Cassazione tributaria per il 14 maggio prossimo afferente un ricorso pendente per circa 9 milioni di euro; il secondo è l’atto di citazione notificato da Unipol spa lo scorso 5 marzo per una controversia il cui valore è di circa 5 milioni di euro. “Nel rimettere tutto quanto alle valutazioni del socio unico, esorta quest’ultimo a voler provvedere con urgenza all’individuazione di una forma di finanziamento da concedere e/o attivare in favore di Amgas al fine di scongiurare l’insorgere di una prossima crisi finanziaria e far fronte ai pagamenti e agli investimenti necessari per evitare e/o ridurre l’irrogazione di sanzioni e penali a carico della stessa”, conclude Diomede.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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