E’ nazionale il ritardo rispetto all’attuazione degli interventi finanziati coi fondi PNRR. Lo ha detto Bankitalia nei giorni scorsi: almeno un terzo delle opere pubbliche del PNRR – 30 miliardi su 91 - non è ancora arrivato a gara. Dunque le gare già aggiudicate sono il 70% del totale ma soltanto il 15% dei cantieri si è già chiuso, mentre un altro 32% è in corso ma procede “spesso con ampi ritardi rispetto ai tempi stimati”, come si legge nel rapporto di via Nazionale. Ancora più fitte, poi, sono le incognite sull’altro 53% delle opere, che risultano proprio “non avviate”.
Tali cifre non sono calcolate sulla base del ReGis, il censimento telematico del ministero dell’Economia sul PNRR, spesso accusato di lentezza e incompletezza negli aggiornamenti puntuali, ma nascono dalle rilevazioni della Commissione nazionale paritetica delle casse edili (Cnce Edilconnect), a cui dal 1° novembre 2021 le imprese devono comunicare la denuncia di inizio attività. Sul piano territoriale il panorama è variegato, con indicatori mediamente più brillanti al Nord sia per i bandi avviati (78% nel Nord-Est, ma nel Nord-Ovest si scende al 61%) sia per i cantieri aperti (50%, contro il 45% del Centro e del Sud).
A Foggia l’allarme rispetto allo stato di avanzamento del PNRR ha tenuto banco nei mesi scorsi, tanto che l’opposizione ha chiesto invano una commissione d’inchiesta: questo perché sui fondi totali pari a 74.441.514,96 euro lo stato dei pagamenti effettuati al 30 giugno 2024 era pari a soli 6.278.028,97 euro, pari all’8,43% del totale assegnato.
Per i contributi relativi alle annualità dal 2020 al 2024 i lavori devono essere conclusi entro il termine unico del 31 dicembre 2025 e il mancato rispetto del termine unico di conclusione dei lavori comporta la revoca del contributo con decreto del Ministero dell’Interno da emanarsi entro il 30 giugno 2026.
Se c’è una cosa cui si sono ormai abituati nella stessa maggioranza del campo largo, che governa da un anno il Comune di Foggia, è data dagli errori compiuti per inesperienza o, più spesso, incompetenza.
Dopo aver clamorosamente sbagliato il piano assunzionale e averlo dovuto riscrivere in toto, dopo il pastrocchio dell’affidamento diretto a Cassandro srl e altri scivoloni di non poco conto, sul PNRR si è passati dall’ “inerzia amministrativa” – stigmatizzata mesi fa dal dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare e dai revisori dei conti, in realtà parte di una più generale inerzia della giunta – alle dimenticanze.
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