Erosione delle coste, oltre 9 milioni nel Foggiano: mentre Ippocampo finisce (di nuovo) sott’acqua

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Ippocampo come Atlantide. Lo scorso 5 febbraio, una terribile mareggiata si è abbattuta sul villaggio turistico situato a poco più di 15 km da Manfredonia, che è stato completamente sommerso. Una situazione di precarietà che colpisce la località balneare da almeno venticinque anni, come affermato dall’ex Sindaco sipontino Angelo Riccardi. Che in una nota social ha evidenziato come, tra studi, progetti e lavori, siano trascorsi quindici anni senza però trovare una soluzione radicale del problema. Un’emergenza che parrebbe restare inascoltata, a ragion veduta dopo la recente approvazione dei primi interventi strutturali contro l’erosione costiera da parte della Regione Puglia, che finanzierà per 15 milioni e 905 mila euro quattro interventi che vedono beneficiari i Comuni di Rodi Garganico e Zapponeta in provincia di Foggia, di Ostuni in provincia di Brindisi e di Massafra in provincia di Taranto. “Il provvedimento adottato dal Demanio regionale dimostra che il cambiamento climatico si affronta con la programmazione e non inseguendo le emergenze – ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese –. Mentre eventi estremi sempre più frequenti mettono in ginocchio interi territori, utilizziamo le risorse europee per intervenire prima, mettendo in sicurezza i litorali e proteggendo comunità, infrastrutture ed economie locali”.

“Programmare interventi di tutela e di monitoraggio attento dell’intero litorale costiero rappresenta una delle priorità del nostro programma, per evitare di dover affrontare emergenze gravi come quelle che oggi colpiscono diverse aree del Mezzogiorno – ha osservato Marina Leuzzi, assessora all’Urbanistica e alla Casa con delega alle Politiche per il mare e la costa –. Questo intervento regionale è lungimirante e rientra pienamente nella nostra strategia di sviluppo sostenibile, orientata alla tutela del territorio, alla sicurezza delle comunità costiere e alla valorizzazione responsabile del patrimonio naturale”.

Un finanziamento che non ha escluso polemiche. Come quella sollevata dai due consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro e Dino Basile: “Nonostante la costa leccese sia mangiata letteralmente dall’erosione, nessuno dei comuni litoranei più a rischio è stato ammesso ai finanziamenti regionali per i primi interventi strutturali. A fronte di 16 milioni di euro stanziati, quelli destinati ai Comuni costieri di Lecce e provincia ammontano a zero. Siamo allibiti e infuriati, e chiediamo alla Regione di rifare il bando, rivedendo criteri e priorità di assegnazione dei fondi antierosione. All’assessora Leuzzi, che rimarca la difesa delle coste come priorità del suo mandato, facciamo notare che la provincia di Lecce è stata dimenticata”.

“Porteremo il caso in audizione nella V Commissione Difesa del suolo, perché la Regione ponga rimedio a questa grave discriminazione. Non vogliamo certo una guerra fra poveri, ma l’emergenza erosione che minaccia la sopravvivenza della costa leccese non può essere ignorata”, hanno rimarcato i meloniani.

Sulla situazione incombente al villaggio di Ippocampo, anche il già candidato al Consiglio regionale Emilio Terpinolo si è sfogato invocando la necessità di risorse atte a contrastare il fenomeno: “Qui non è il mare il problema ma è lo Stato che deve intervenire. Vivo il villaggio da quando sono nato. Qui sono cresciuto. Nel 2007, a soli 17 anni, ho iniziato a lavorare come operatore turistico investendo con la mia famiglia, credendo – e continuo a crederci – che questo territorio abbia un valore enorme, umano ed economico. Oggi però non posso più tacere. Circa 70 metri di spiaggia sono già stati persi a causa dell’erosione marina. Una perdita che colpisce direttamente gli stabilimenti balneari, il turismo e l’economia locale. Oltre 2.300 immobili, tra abitazioni, attività commerciali e strutture turistiche, risultano esposti a rischio concreto. Esistono fondi regionali destinabili alla difesa costiera, ma restano bloccati, senza cantieri, senza opere realizzate, senza frangiflutti. Questo non è un tema politico astratto. È una questione di sicurezza, lavoro e futuro. Parlo da cittadino, da operatore turistico e da politico: servono atti concreti, tempi certi e trasparenza sull’utilizzo delle risorse disponibili. Ippocampo chiede rispetto, dopo anni di attese. Difendere la costa significa difendere il lavoro di chi ha investito qui”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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