A Zapponeta, il mare ha continuato ad avanzare nonostante le difese esistenti, erodendo tratti di spiaggia utilizzati per la balneazione e il turismo. Le nuove barriere sommerse previste serviranno a spezzare la forza delle onde prima che raggiungano la riva, favorendo il deposito della sabbia e contrastando l’arretramento della linea di costa, con l’obiettivo di restituire stabilità e continuità all’arenile. Per la realizzazione del suddetto intervento, la Regione Puglia ha destinato 4 milioni e 990 mila euro dei 15 milioni e 950 mila complessivi di finanziamento regionale inserito nel programma FESR-FSE+ 2021-2027. “L’intervento prevede delle barriere a 150/170 metri dalla battigia in parallelo rispetto alla costa, a filo d’acqua, che hanno l’obiettivo di contrastare l’erosione costiera e proteggere il litorale – ha spiegato a l’Attacco il Sindaco di Zapponeta Vincenzo Riontino –. Un fenomeno riconosciuto a livello nazionale che colpisce la nostra costa. È evidente, di anno in anno, l’arretramento della costa e l’avanzamento del mare”. Il problema è noto. Il primo cittadino questo lo sa bene e ha fatto dell’erosione costiera una delle priorità del suo mandato: “Dal primo momento in cui questa amministrazione si è insediata, ci siamo concentrati molto su questa tematica perché ne va del nostro futuro. Era necessario affrontarla, ci siamo seduti a tavolino, abbiamo progettato e siamo stati attenti a partecipare a tutti quei bandi che potessero finanziarci gli interventi”.
Oggi, il Comune di Zapponeta può contare su un complessivo di risorse che dovrebbe debellare definitivamente il problema dell’erosione costiera: “Negli anni siamo riusciti ad intercettare un finanziamento del Ministero degli Interni di 3 milioni e 900 mila euro, risalente al 2022, un finanziamento nell’ambito del programma Sviluppo e Coesione di un milione di euro, datato 2024, e poi per ultimo questo finanziamento regionale di 4 milioni e 990 mila euro – ha affermato Riontino –. Nei prossimi mesi metteremo a terra un intervento di quasi dieci milioni di euro”.
Il Sindaco si dice fiducioso sull’intervento che verrà realizzato nei prossimi mesi, anche perché “sono progetti sviluppati da esperti del settore”. Il primo cittadino ha poi chiarito l’attuale stato delle cose: “Siamo in fase di progettazione esecutiva, appena saranno pronti gli uffici partiranno con le procedure per gli inizi dei lavori”.
Negli ultimi 20/30 anni non sono mancati gli interventi, anche con un dispendio importante di denaro, che però non hanno sortito l’esito atteso. Il giovane Sindaco spera che questa operazione possa finalmente porre rimedio alla situazione attuale: “Nel corso degli anni che hanno visto protagoniste le precedenti amministrazioni sono stati effettuati interventi sul mare relativamente a questa tematica, ma è evidente come i risultati non siano stati esaustivi e non abbiano frenato il fenomeno. Motivo per il quale si è ritenuto necessario intervenire con altre progettualità. I nuovi interventi non andranno a sostituire quelli già presenti, ma andranno ad aggiungersi a quest’ultimi”.
Infine, non mancano gli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico, tema alla ribalta delle cronache nazionali dopo che una frana ha letteralmente mangiato una parte del comune siciliano di Niscemi. Un allarme non isolato e che vede la Puglia tra le regioni con l’indice di rischio più alto di tutta l’Italia. Qualcosa in questo senso si sta muovendo. Sul torrente Carapelle, che attraversa il territorio di Zapponeta, sono attivi progetti per mitigare il rischio idraulico. “Il dissesto idrogeolico è curato direttamente dalla Regione Puglia, che ha una sua task force, costituita da un team di ingegneri, impegnata ormai da anni in questa tipologia di intervento. Proprio sul Carapelle ci sono progettazioni esecutive che vedranno la luce nei prossimi mesi”, ha concluso Riontino.
Insomma, a soli dieci chilometri di distanza la situazione è diametralmente opposta. Mentre a Zapponeta l’erosione costiera vuole essere solo un brutto ricordo, al villaggio di Ippocampo si è costretti a convivere con il fenomeno. L’urgenza resta più che mai attuale e senza risorse regionali o statali che siano, non ci sarà alcun cambio di passo.
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